Comunicato stampa
10 aprile 2026
L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) rende noto di aver ricevuto una comunicazione da parte del sindaco di Calatafimi Segesta, Francesco Gruppuso, in merito alla vicenda della lotteria organizzata nell’ambito della festa del S.S. Crocifisso, che prevede come primo premio un vitello.
Nella nota, il primo cittadino invita gli organizzatori a una riflessione sull’opportunità dell’iniziativa, scrivendo:
“In un’ottica di attenzione al sentire della collettività e di prevenzione di possibili criticità, si invitano gli organizzatori del sorteggio – Ceto dei Massari – a valutare l’opportunità di non dare corso al sorteggio dell’animale quale premio e di considerare la sua eventuale sostituzione con altra tipologia di premio, idonea a garantire il medesimo fine dell’iniziativa, evitando possibili elementi di contrasto o di tensioni
nell’opinione pubblica o di nuocere alla sensibilità sociale”.
L’OIPA accoglie con favore l’apertura dell’amministrazione comunale a trasformare le tradizioni in una chiave rispettosa del benessere animale e della crescente sensibilità pubblica sull’argomento.
L’Associazione si rivolge quindi agli organizzatori della festa, affinché, come scritto anche dal primo cittadino, sia valutato di non dar corso al sorteggio dell’animale. Il fatto che un vitello, ovvero un cucciolo di pochi mesi, possa essere messo in palio come premio a un gioco d’azzardo perché non rientra tra gli animali considerati “d’affezione”, evidenzia proprio il limite culturale di questa impostazione. La distinzione tra animali da amare (come cani e gatti) e animali da “reddito” può avere un fondamento giuridico, ma è del tutto irrilevante sul piano etico e morale.
La questione sollevata dall’OIPA si basa proprio sul messaggio sbagliato che questa iniziativa trasmette. Mettere in palio un essere vivente significa ridurlo a oggetto, svilendone la dignità come individuo e normalizzando l’idea che una vita possa essere “vinta” come un qualsiasi bene di consumo. Una scelta che l’OIPA giudica eticamente inaccettabile e in totale contrasto con la sensibilità attuale sul rispetto e la tutela degli animali.
A questo va aggiunto, come già evidenziato, che la costituzione italiana, tra i propri principi fondamentali, tutela tutti gli animali a prescindere dalla specie.
“A livello etico non c’è nessuna differenza tra un cane, un gatto e un qualsiasi altro animale, e come Associazione di rilevanza nazionale ci preme che questo messaggio venga chiarito. Ogni vita ha lo stesso valore ed è inaccettabile che un evento pubblico faccia passare il messaggio che esistano animali da rispettare e animali che possano essere trattati come oggetti”.
Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia
Richiamarsi alla tradizione, secondo l’OIPA, non può rappresentare una giustificazione per portare avanti pratiche anacronistiche e in contrasto con la sensibilità collettiva: le tradizioni evolvono e questa evoluzione dovrebbe trovare espressione anche e soprattutto nelle manifestazioni pubbliche.
Per questi motivi, l’OIPA ribadisce la richiesta agli organizzatori di rivedere l’iniziativa, eliminando qualsiasi forma di premio che preveda l’utilizzo diretto o indiretto di esseri viventi.
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