USA. Un sermone nonviolento da un milione di visualizzazioni

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Un frame dal video del sermone di James Talarico

Roma (NEV), 8 aprile 2026 – Un sermone che supera il milione di visualizzazioni e sessantamila like. È quello di James Talarico, rilanciato dal suo team come reel sui social pochi giorni fa. Un testo diventato virale nei giorni in cui le minacce di Donald Trump hanno spinto diverse autorità religiose ad alzare la voce per chiedere di fermarsi. Tra queste, il moderatore del Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, e il segretario generale del CEC, pastore Jerry Pillay; il presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti Paul S. Coakley e papa Leone XIV.

Talarico, deputato democratico del Texas e studente di teologia di tradizione presbiteriana, cita il Corano e affianca Albert Einstein al poeta Rumi, con un messaggio dirompente. La Domenica delle Palme non fu una parata, ma una “protesta”. Rovesciare i tavoli nel tempio fu un atto di “disobbedienza civile”. La crocefissione, una punizione per “ribelli”.

“Se pensate che la Pasqua non sia qualcosa di politico, rileggete la vostra Bibbia. Perché durante la Settimana Santa, noi cristiani dovremmo chiedere a noi stessi quali tavoli dovrebbero ancora essere rovesciati” ha detto Talarico.

“Non esiste Domenica di Pasqua senza un Venerdì di Pasqua, quel venerdì in cui Gesù perde tutto, reputazione, ministero, amici, persino la vita. Non siamo tutti noi tentati dal potere? Tutti vorremmo cavalcare un cavallo di guerra, ma Gesù cavalca un asino. Brandire una spada, mentre Gesù porta la croce. Essere un leone, ma Gesù è un agnello” prosegue il sermone. Un fallimento, secondo i criteri del potere. Una rivelazione, secondo quelli dell’amore. Gesù infatti non chiede di essere passivi.

“L’amore non è passivo, neutrale, debole. Gesù non è stato passivo, è andato nella sede del potere. La sua scelta non è stata attacco o fuga, ma resistenza nonviolenta”. Un’intuizione che attraversa anche altre tradizioni religiose. Il profeta Maometto – ricorda Talarico – insegna: “Aiuta tuo fratello, sia che sia oppresso sia che sia oppressore”. E alla domanda su come aiutare l’oppressore, la risposta è: fermandolo dall’opprimere. Allo stesso modo Mahatma Gandhi, devoto hindu e icona della nonviolenza, affermava: “Ci sono molte cause per cui morirei, ma nessuna per cui ucciderei”.

Un messaggio che risuona con forza anche alla luce di altre storie, accadute “intorno alla Pasqua”, in anni e contesti diversi, raccontate da Talarico.

Il 9 aprile 1945, pochi giorni dopo Pasqua, Dietrich Bonhoeffer fu giustiziato nel campo di concentramento di Flossenbürg. Aveva sfidato il potere del regime nazista in nome dell’amore e della responsabilità cristiana. Il 4 aprile 1968, dieci giorni prima della Pasqua, Martin Luther King Jr. fu assassinato a Memphis da un suprematista bianco, per amore della giustizia sociale, contro la segregazione razziale. Il 24 marzo 1980, alla vigilia della Settimana santa, Óscar Romero fu ucciso mentre celebrava la messa a San Salvador. Aveva denunciato con forza il potere economico e militare in nome dell’amore per i poveri e gli oppressi.



Il sermone è della Pasqua dello scorso anno, ma è stata rilanciata anche in occasione della Pasqua 2026 per l’attualità dei suoi contenuti.

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