Stabilità normativa, efficienza energetica e investimenti: le priorità per far fronte alle crisi energetiche
Roma, 13 aprile 2026 – La Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia (FIRE) ha redatto un documento di proposte per l’uso dell’energia evidenziando come «Il tema è drammaticamente al centro del dibattito, per la seconda volta in un lustro, e mostra nuovamente il peso delle mancate scelte (di una parte delle imprese, degli enti e dei cittadini) e di una governance poco attenta all’efficienza energetica e altalenante sulle fonti rinnovabili».
Secondo FIRE, le soluzioni emergenziali adottate negli ultimi anni risultano poco efficaci e caratterizzate da un uso inefficiente delle risorse economiche, poiché «le scelte vengono assunte con urgenza», la disponibilità dell’offerta di fronte alla domanda improvvisa mostra limiti di disponibilità e porta a costi più alti e, in una fase di crisi, ci si confronta con una contrazione delle risorse economiche e questo rende più difficile investire sull’uso dell’energia.
Il documento individua tre obiettivi centrali:
- ridurre i consumi nel breve periodo con interventi immediatamente attuabili;
- rafforzare strutturalmente il sistema energetico migliorando l’efficienza negli usi finali;
- aumentare la resilienza e la competitività del Paese nel medio periodo.
L’efficienza energetica viene indicata come «la leva più costo-efficace», in quanto consente di ridurre la domanda e, conseguentemente, la necessità di investimenti in capacità di generazione, infrastrutture e approvvigionamenti.
Alcune proposte di FIRE contenute nel documento riguardano il rafforzamento della governance e la stabilità normativa:
– Estendere l’obbligo di nomina dell’energy manager nel settore industriale a partire da 1.000 tep
(dagli attuali 10.000 tep), allineandolo al settore civile e includendo i settori dell’agricoltura e della pesca.
– Accelerare il recepimento delle direttive EED ed EPBD, in ritardo rispetto alle scadenze europee. Il
rinvio si traduce in incertezza per le imprese e in costi crescenti di adeguamento. La direttiva EED
introduce, tra l’altro, l’obbligo dei sistemi di gestione dell’energia per le imprese oltre una certa soglia: uno strumento che, a regime, produce benefici strutturali in termini di competitività.
– Garantire continuità e prevedibilità agli schemi incentivanti esistenti, assicurando interventi
tempestivi dei ministeri competenti in caso di problematiche e blocchi applicativi, come già accaduto con Transizione 5.0 e il Conto Termico.
– Rilanciare il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica (FNEE), istituito nel 2017 e mai pienamente operativo, con una revisione che ne semplifichi l’accesso e valorizzi la componente di garanzia rotativa.
Altre proposte riguardano i seguenti campi:
– Strumenti finanziari per la mobilitazione degli investimenti.
– Misure di riduzione immediata dei consumi.
– Evoluzione del sistema energetico e dei mercati.
– Ottimizzazione delle risorse energetiche e controllo dei data center.
Senza politiche stabili e coordinate, avverte FIRE, le crisi energetiche continueranno a ripetersi, con costi crescenti per il Paese.
Leggi le Proposte FIRE a breve termine per l’efficienza energetica