Non ignorare quel gonfiore: come riconoscere il linfedema   - Europa Donna Italia

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Non ignorare quel gonfiore: come riconoscere il linfedema  

Più informazione. È questa la richiesta della Sicpre, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica. Nonostante sia così diffuso, il linfedema infatti è ancora poco conosciuto, tanto che sono in molti a parlarne con il medico quando il gonfiore è già evidente e persistente, da alterare la qualità di vita. Per questo, è fondamentale imparare a riconoscere i primi campanelli di allarme.

Il linfedema può comparire in seguito all’asportazione chirurgica dei linfonodi, come in alcuni casi di tumore del seno, della cervice, dell’utero e riduce la funzionalità dell’arto interessato: del braccio nel caso di linfonodi ascellari per tumore del seno, della gamba per asportazione dei linfonodi inguinali e pelvici per tumori ginecologici e urologici.  I disturbi si possono manifestare a distanza di 1-4 anni dall’intervento e all’inizio possono essere difficili da riconoscere.

I segnali da non sottovalutare? Una sensazione di pesantezza, tensione o affaticamento nel braccio, o a carico della gamba, oppure un gonfiore lieve nella zona dell’ascella o dell’inguine, che tende a non scomparire. Con il tempo, questi disturbi possono diventare più evidenti e incidere sempre di più sulla quotidianità.

Ai primi segnali, non bisogna perdere tempo. Oggi il linfedema può essere affrontato in modo sempre più efficace, soprattutto se si interviene nelle fasi iniziali. Nella maggior parte dei casi le terapie puntano a favorire il drenaggio della linfa e a ridurre il gonfiore, attraverso trattamenti fisioterapici e l’utilizzo di bendaggi e indumenti compressivi realizzati su misura. Solo negli stadi più avanzati è necessario ricorrere alla chirurgia.

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