April 23th - English language day | Rizzoli Education

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Forse non tutti lo sanno, ma il 23 Aprile, giorno in cui si ricorda la nascita di William Shakespeare, è stato identificato dalle Nazioni Uniti come il giorno della Lingua Inglese. Poiché l’Inglese è al giorno d’oggi la lingua principale delle relazioni internazionali e poiché è sempre più indispensabile che tutti la conoscono, anche se solo superficialmente, è un’occasione che si può sfruttare per lavorare con gli studenti sull’impatto che questo idioma ha sulle nostre vite e sulla nostra quotidianità, anche su quella di coloro che non la parlano o non la capiscono.

Tutti parlano un po’ di Inglese

Nessuno è completamente digiuno di Inglese. Anche chi dice “L’Inglese io non lo so”, in realtà lo usa tutti i giorni, quando accende il computer, quando fa scrolling sullo smartphone, quando ha un meeting di lavoro, quando gioca a basketchi più ne ha più ne metta! Certo, i puristi dell’Italiano potrebbero obiettare che tutte le parole inglesi che usiamo possono essere sostituite dalle equivalenti espressioni italiane, ed è vero, ma negare la pervasività dell’Inglese nella nostra quotidianità sarebbe, come direbbero gli anglofoni, come ignorare “l’elefante nella stanza”. C’è, lo sappiamo tutti, ne siamo consapevoli, è inutile negarlo.

Come docenti, quello che possiamo fare è notare il fenomeno, rifletterci e aiutare i nostri studenti a ragionarci a loro volta, in modo da conoscere e comprendere meglio il mondo che li circonda. Per questo possiamo proporre attività che, sebbene non necessariamente in Inglese, però siano sull’Inglese. Vediamone alcune.

Cerchiamo l’Inglese nella vita di tutti i giorni

  • Caccia al tesoro alle parole Inglesi: chiediamo agli alunni di predisporre una pagina di taccuino sulla quale, durante un’intera giornata, scriveranno tutte le parole inglesi che sentiranno pronunciare intorno a loro, o che vedranno scritte in giro. Cose come email, bacon, blog, cool, boomer, follower, fitness fanno parte del nostro parlato quotidiano, oltre a molte altre espressioni. In classe, compileremo una lista completa di tutte le espressioni che i nostri alunni hanno sentito o letto, in ordine alfabetico, dopo di che:
    • Tradurremo le parole, cercando l’equivalente in Italiano. Ci si potrebbe domandare se la traduzione ha lo stesso impatto dell’Inglese e come mai non sia stata scelta come forma dominante – forse è troppo lunga? Forse non rende altrettanto bene l’idea? Forse in Italiano non esiste?
    • Attueremo un lavoro di statistica, creando un grafico in cui sarà inserito il numero di volte in cui ciascuna parola è stata riportata. In questo modo attueremo un’indagine quantitativa dalla quale potremmo, con i bambini, provare a trarre interessanti conclusioni.
    • Discuteremo in classe, dividendo i vocaboli per “area di interesse”, cercando di capire a quali campi appartengono principalmente le parole inglesi che i bambini avranno riportato. Si tratta di parole tecnologiche? Sportive? Culinarie? Sarà interessante capire quali ambiti della nostra vita siano più esposti alla contaminazione dell’Inglese.
    • Proveremo a capire l’età delle parole. Quali non sarebbero esistite 10 anni fa? Quali non ci sarebbero state 20 anni fa? Quali sono “senza tempo”? Quali conclusioni possiamo trarre da queste scoperte?
  • Piccola ricerca sulle lingue del passato: gli studenti più grandi potranno lavorare, da soli o in gruppo, creando una piccola ricerca o una infografica che racconti come, in passato, il ruolo che ora ha l’Inglese sia stato svolto da altre lingue, come il Francese o l’Italiano. Si potrà così scoprire che, mentre ora l’Inglese influenza il nostro passato, in epoche anche molto lontane (nell’alto Medioevo o nel Rinascimento, senza parlare dell’epoca della Rivoluzione Scientifica), sia stato l’Inglese a prendere in prestito e fare proprie parole di altre lingue, in quelli che sono comunemente conosciuti come i “Three Great Borrowing Periods” della lingua Inglese. Una ricerca di questo tipo porterà gli alunni a scoprire tante curiosità e a rivalutare il proprio patrimonio linguistico.
  • Shakespeare in classe: poiché questo giorno cade nella ricorrenza del compleanno di Shakespeare, sarà interessante proporre un semplice lavoro di letteratura Inglese ai bambini. Partendo da una delle opere del Bardo (suggeriamo Romeo e Giulietta oppure Sogno d’una Notte di Mezza Estate, che sono probabilmente già noti ai bambini), l’insegnante potrà raccontare la storia ai suoi alunni, e chiedere loro di:
    • Interpretare il racconto con un disegno;
    • Riprodurre in un gioco teatrale alcuni momenti salienti della narrazione;
    • Provare a descrivere alcuni dei personaggi in Inglese (usando lo schema HE-SHE IS, HAS, CAN)
    • Inventare un finale alternativo

Sebbene non siano attività di Lingua Inglese, si tratta comunque di un primo avvicinamento ad una letteratura che influenza il nostro stesso modo di comunicare e di pensare le storie.

Lavorare con i bambini sull’impatto che l’Inglese ha sulla nostra vita di tutti i giorni non significa dimenticarsi dell’Italiano o metterlo da parte, ma piuttosto aiuta i nostri studenti a rendersi conto meglio di quanto la lingua parlata sia qualcosa di vivo, mutevole, sottoposto a pressioni e cambiamenti e a riconoscere tali cambiamenti, aumentando la loro consapevolezza. Non vuol dire promuovere una lingua straniera al posto della propria, ma semplicemente accorgersi di ciò che ci circonda ogni giorno, interrogarsi, ricercare e, in sintesi comprendere meglio come funziona il mondo intorno a noi, finalità alla quale dovrebbe tendere tutta la nostra azione didattica.

Recapiti
Andrea Padovan