XVII Legislatura
Ufficio Stampa
Nota stampa della seduta n. 123 – Antimeridiana
mercoledì 15 aprile 2026
Sanità, respinta la mozione della minoranza sulle criticità del sistema.
Cagliari 15 aprile 2026 – La seduta è stata aperta dal presidente del Consiglio, Piero Comandini, che dopo le comunicazioni di rito (tra queste quella del capogruppo Valdo Di Nolfo che modifica la denominazione del gruppo “Uniti per Todde” in “Uniti per Todde – Cantiere riformista”) ha fatto ripetere la votazione della mozione 104 (Deriu e più) a causa del malfunzionamento del sistema di votazione nella scorsa seduta del Consiglio. La mozione per la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, è stata approvata e pone come obiettivo quello di contrastare il fenomeno della “falsa evocazione” del Made in Italy e garantire maggiore trasparenza e corretta informazione ai consumatori. Gli impegni rivolti alla Giunta sono: promuovere a livello europeo la modifica dell’articolo 60 del Codice Doganale dell’Unione, affinché i prodotti agricoli e alimentari siano esclusi da tale ambito di applicazione. Adottare come criterio esclusivo di individuazione dell’origine per questi prodotti il luogo di provenienza previsto dal regolamento (UE) n. 1169/2011, per garantire piena trasparenza e informazione ai consumatori. Interloquire con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione della Sardegna per sensibilizzarli sull’importanza di questa iniziativa e ottenere il loro supporto. Attivarsi nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni per perseguire lo stesso obiettivo di modifica normativa.
Il presidente ha quindi concesso la parola al capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, per l’illustrazione della mozione n. 111 (Truzzu e più), iscritta al primo punto dell’ordine del giorno, che evidenzia le criticità del sistema sanitario regionale (SSR) e sollecita interventi urgenti. Il documento dei gruppi dell’opposizione sottolinea che, a ventiquattro mesi dalle elezioni regionali, non sono state ancora definite proposte concrete per affrontare i problemi cronici della sanità sarda. Vengono criticati i continui cambiamenti nella governance sanitaria, tra cui la sostituzione dell’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, le nomine dei capi di gabinetto e la gestione ad interim della delega sanitaria da parte della Presidente della Regione. Si evidenzia che il commissariamento delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) è stato dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale e dal TAR Sardegna, e le nuove nomine generano ulteriore incertezza. La mozione esprime preoccupazione per il rischio di chiusura o riduzione dei servizi di pronto soccorso nell’Isola, la carenza di medici e le difficoltà nella continuità assistenziale sul territorio. La mozione, qualora approvata, impegna la Presidente della Regione e l’Assessore regionale ad interim a: presentare al Consiglio regionale, entro trenta giorni, un documento che chiarisca come la Giunta intenda conformarsi alle sentenze della Corte costituzionale e del TAR Sardegna sul commissariamento delle ASL. Proporre, sempre entro trenta giorni, un piano di intervento dettagliato per garantire la stabilità organizzativa del sistema sanitario, con una riorganizzazione della sanità territoriale, dell’emergenza-urgenza e dei pronto soccorso. Attivare un sistema di monitoraggio costante con il coinvolgimento del Consiglio regionale per valutare le politiche di abbattimento dei tempi d’attesa.
Nel corso del suo intervento, Paolo Truzzu, ha escluso, in premessa, la volontà di attribuire esclusivamente alla presidente della Regione, la responsabilità dei tanti problemi che affliggono, ormai da lustri, il sistema sanitario dell’Isola ma ha rimarcato come “nei primi due anni della legislatura in corso i problemi si siano aggravati” e siano rimasti senza soluzioni, soprattutto per ciò che attiene le liste d’attesa, l’emergenza- urgenza e l’assistenza territoriale.
Truzzu ha evidenziato con tono polemico le recenti affermazioni della presidente della Giunta, riguardo “l’errore fatto nella nomina dell’assessore Bartolazzi” ed ha affermato: «Ammettere l’errore le fa onore ma non la solleva dalle responsabilità di quella nomina, anche perché le occasioni che Bartolazzi ha fornito per dimostrare la sua incapacità sono state molteplici, e si è deciso di revocarlo soltanto quando ha squarciato il velo della vostra ipocrisia, accusandovi di pensare soltanto alle nomine e non all’efficacia del sistema sanitario».
A giudizio dell’esponente della minoranza alla sanità sarda “manca una visione strategica e il tutto è confermato dalla mancata nomina di un assessore della sanità”. «La presidente – ha affermato Truzzu – svolge l’incarico ad interim perché non ha saputo creare una squadra autorevole per governare il sistema complesso della sanità, nonostante non manchino in Sardegna validi professionisti per svolgere quel compito».
Nella parte conclusiva del suo intervento, il capogruppo di FdI, ha criticato le nomine, i commissariamenti “fatti in spregio alle leggi, come dimostrano i pronunciamenti della Corte costituzionale e del Tar». «E con una dubbia legittimità – ha dichiarato Truzzu – come afferma lo stesso segretario regionale del Pd ed è questo che dico ai colleghi del Pd di andare oltre i comunicati stampa».
Il consigliere Giuseppe Frau (UpT) ha ricordato la centralità del tema della sanità nel dibattito politico e nella società sarda ed ha riconosciuto la complessità delle questioni, ad incominciare da quelle che riguardano la carenza del personale, la medicina territoriale e le diseguaglianze nell’accesso ai servizi». «Riconoscere i problemi non basta – ha affermato l’esponente della maggioranza – ma evitiamo letture parziali e non riduciamo il confronto ad una sola questione di nomine. Frau, con riferimento alle nomine ha anche precisato: «Serve una governance solida e non per una questione di potere ma di metodo».
Da qui, il dito puntato sui manager nominati nella passata legislatura: i ritardi nei progetti Pnrr e nelle case di comunità sono imputabili ai manager nominati dalla Giunta Solinas.
A giudizio del consigliere del gruppo UpT, l’attuale Giunta ha intrapreso la giusta direzione («è stata istituita per la prima volta la cabina di regia per le liste d’attesa, abbiamo messo in campo un piano per decongestionare i pronto soccorso, abbiamo stanziato 74 milioni per la sicurezza e l’ammodernamento tecnologico»).
In conclusione del suo intervento, l’onorevole Frau ha fatto riferimento alla situazione del Santissima Trinità di Cagliari: «La struttura è a rischio per una serie di carenze infrastrutturali e non possiamo rischiare la chiusura, dobbiamo salvarlo». L’invito alla minoranza è stato il seguente: «Nella sanità non tutto va bene e la strada è ancora lunga ma bisogna che sia riconosciuto il grande lavoro che si sta facendo, piuttosto che dimostrare un atteggiamento orientato ad ostacolare il nostro lavoro».
Il capogruppo del Pd, Roberto Deriu, ha quindi chiesto una sospensione dei lavori per dare luogo ad una riunione del gruppo. La richiesta è stata accordata ed alla ripresa dei lavori dell’Aula, la consigliera Alice Aroni (Udc-Misto) ha aperto il suo intervento con una affermazione netta: «La presidente Todde è la responsabile del fatto che non ci sia un responsabile della sanità sarda». L’esponente della minoranza ha quindi fatto riferimento all’ammissione “dell’errore” nella nomina dell’assessore Bartolazzi, al successivo interim assunto dalla presidente e alla mancata attuazione di quanto promesso nel programma elettorale.
L’onorevole Aroni ha evidenziato “la spartizione delle poltrone tra alcuni partiti dell’attuale maggioranza” ed ha lamentato “la precarietà dei vertici delle aziende” e i numerosi ricorsi “contro il licenziamento costituzionale degli stessi che il 7 maggio vedrà la prima udienza”.
«Manca la programmazione e manca la governance – ha insistito la consigliera – mentre si continua con scelte irrazionali che a breve sapremo se saranno confermate anche illegittime».
A giudizio della consigliera dell’Udc la maggioranza del centrosinistra “sta tendendo alla privatizzazione di molti settori pubblici”. «Che ne è stato del piano delle 30mila prestazioni per l’abbattimento delle liste d’attesa? – ha domandato polemicamente Aroni – perché non risulta formalizzato da alcuna delibera e non è possibile valutarne i risultati».
Nella parte finale dell’intervento il riferimento al Microcitemico: «In questi mesi è consumato il disastro annunciato e la Asl di Cagliari si accinge ad incrementare i costi del personale per conservare la vecchia dotazione organica, non trasferendo al Brotzu la porzione di competenza del Microcitemico». E quindi la chiusura sul Santissima Trinità: «Si vuole approvare ope legis il trasferimento all’Aou di Cagliari. Non lo faccia presidente, non distrugga anche questo ospedale che nel 2023 è stato classificato come uno dei migliori d’Italia».
Critico sull’operato della presidente e assessora, anche l’intervento di Alessandro Sorgia (FdI) che ha parlato di “collasso strutturale, morale e organizzativo del sistema sanitario sardo”. L’esponente della minoranza ha puntato il dito sull’interim assunto dalla presidente («è stata una scelta infausta») ed ha auspicato la nomina di una “figura con specifiche competenze”. «Non si può gestire la sanità nei ritagli di tempo – ha attaccato Sorgia – lei non è competente né in sanità e neppure nella rendicontazione elettorale».
Il consigliere FdI ha auspicato la nomina di un “assessore sardo” ed ha ribadito che “l’interim è lo specchio della paralisi del sistema, dai pronto soccorso, al 118, passando per liste d’attesa”. Sorgia ha definito “uno scandalo” la nomina dei medici a gettone ed ha evidenziato come interi territori, ad incominciare dalla Gallura, “siano su piede di guerra”, con i sindacati “pronti allo sciopero”.
«Il primo passo deve farlo immediatamente la presidente Todde – ha concluso Sorgia – nomine un assessore sardo alla Sanità».
Cristina Usai (FdI), ha precisato che le critiche delle opposizioni non sono da considerarsi una posizione pregiudiziale ma come la rappresentazione “delle difficoltà e dei problemi che patiscono i cittadini sardi, i medici e il personale sanitario”. L’esponente della minoranza ha quindi rivolto la sua attenzione alla situazione della Gallura («bene l’insediamento del nuovo Dg ma ci aspettiamo che si cali nella realtà del nostro territorio»). «In questi ultimi due anni – ha affermato Usai – sono stati chiusi altri reparti e la situazione generale è di decadenza, così come è drammatico non vedere un progetto di gestione serio, la mancanza di personale e la carenza di strutture». A giudizio della consigliera “i cittadini sono terrorizzanti dal presentarsi nei pronto soccorso” con l’aggiunta che anche nelle settimane della Pasqua “le guardie mediche risultavano scoperte, con le immaginabili conseguenze negli accessi ai pronto soccorso”. «La presidente e assessora Todde – ha concluso Cristina Usai – indichi la strada che vuole percorrere». (A.M.)
Dopo l’on. Usai ha preso la parola sempre per FdI l’on. Corrado Meloni. Che ha detto: “Ancora una volta parliamo di sanità perché ne parla la società sarda, perché ce lo ricordano i giornali. Siamo consapevoli che si tratta di problemi strutturali, non imputabili a questa maggioranza. Problemi che affondano le radici in decenni di scelte sbagliate. Ma pensando alle parole del collega Frau mi è venuto in mente il soldato giapponese che rimase nella giungla sino agli anni ’70 perché fedele alla consegna del suo Paese”. Per l’oratore “dalla Giunta arrivano soltanto annunci. Presidente, si dimetta da assessore perché la Sanità ha bisogno di tempo pieno”.
Dai banchi del centrosinistra l’onorevole Giuseppino Canu (Sinistra Futura) ha preso la parola e ha ricostruito i problemi della sanità territoriale e i segnali e gli incentivi “a favore dei medici di medicina generale, specie nei comuni più disagiati della Sardegna. Per Canu “queste sono le basi per la futura medicina territoriale e ci sono segni di miglioramento anche rispetto alle liste d’attesa. Per una colonscopia sono riuscito personalmente a prenotare in trenta giorni mentre due anni fa ci volevano due anni per effettuarla. Mi auguro che si elimini il numero chiuso in Medicina”.
Per l’on. Tunis “tutto trama contro la presidente Todde, anche lo scenario internazionale. Il prezzo delle materie prime sta aumentando, la crisi avanza e in un momento come questo è impensabile che ancora non abbiamo portato in aula le risorse della vertenza sulle entrate con lo Stato. Serve il vostro impegno straordinario, altro che ultimatum. E basta cercare le responsabilità del passato, anche con Bartolazzi che ha avuto soltanto il torto di essere inconsistente dal punto di vista politico. Noi siamo disponibili a fare la nostra parte”.
Sempre per l’opposizione l’on. Stefano Schirru (Alleanza Sardegna): “Partiamo dalle piccole cose, in dieci giorni è stato organizzato il trasferimento degli ambulatori vaccinali di Cagliari dal Binaghi a piazza De Gasperi. E dopo 95 anni andremo a perdere la scuola di Ginecologia a Cagliari, per carenza di posti letto in ospedale e nel day hospital. I primi due anni sono stati chiusi, una situazione drammatica che forse non è conosciuta da tutti”. Sulle liste d’attesa: “Gli ospedali sono in affanno, dopo il Covid c’è stato il marasma e il 118 e i pronto soccorso non riescono a lavorare. Non si trovano più volontari per l’emergenza urgenza perché una convenzione h 12 facilmente porta i soccorritori a lavorare anche 18 ore. La sanità non è di destra né di sinistra, mettiamocelo in testa”.
A seguire per Cinque Stelle l’on. Li Gioi: “Noi ci siamo presi la responsabilità di cambiare le cose, di non fuggire davanti alle difficoltà. Vada avanti con fiducia, presidente Todde”.
“Non si discute oggi di sanità ma della vita dei cittadini e il dibattito ci impone equilibrio e serietà”: lo ha detto Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori. E ha aggiunto: “Anche se i problemi sono nati prima, in questi due anni cosa è stato fatto? Investiamo sempre più soldi del bilancio eppure riusciamo a soddisfare sempre meno le esigenze sanitarie dei cittadini e trasmettiamo sempre meno fiducia. I sardi hanno paura di non potersi curare e in molti casi è vero. Noi siamo pronti a collaborare ma vorremmo vedere qualcosa di più oltre i buoni propositi”.
Di nuovo per la maggioranza l’on. Alessandro Solinas (Cinque stelle): “Gli effetti dell’azione amministrativa anche nella Sanità si stanno vedendo e sono contrastati da chiacchiere da bar e linguaggi non adatti. Non ci sottraiamo al confronto, è nostro dovere rendere conto e chi ci accusa sono gli stessi che hanno messo i medici a gettone nei pronto soccorso. Troveremo una soluzione anche per questo problema”. Per l’oratore “è da difendere la scelta della presidente di assumere l’interim dell’assessorato perché questo tema va affrontato così, con la sintesi politica dell’intera maggioranza. L’investimento che i sardi hanno fatto su di noi verrà ripagato”.
Da Forza Italia il capogruppo Angelo Cocciu ha detto: “I problemi di qualche anno fa oggi sono tripli o quadrupli. E non hanno aiutato i comportamenti e le parole dell’ex assessore Bartolazzi”. Cocciu ha esposto i numeri dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia e in particolare della Ginecologia e del pronto soccorso”.
A seguire per Fdi l’onorevole Rubiu ha detto: “Questa discussione non serve per cercare colpevoli ma per individuare soluzioni. Non partono gli Ascot nel Sulcis Iglesiente e i direttori hanno annunciato che avranno enormi difficoltà dei pronto soccorso quando a breve finiranno l’incarico i gettonisti”. Per Rubiu “il futuro è la medicina di prossimità, una visione più razionale della rete territoriale e di quella ospedaliera per garantire la continuità assistenziale. In alternativa pagheremo il prezzo della fuga dei nostri pazienti e dei nostri cittadini dai territori. Se ci vorrete coinvolgere lavoreremo assieme”. (C.C.)
Per Gianluca Mandas (M5S) sono quattro le aree nelle quali si articola il sistema sanitario: la fase di consulto (dal medico di base o dalla guardia medica), il primo intervento (pronto soccorso e strutture di emergenza e urgenza), le cure (ospedale), le dimissioni (assistenza post cura). «Sono tutte fasi che si intrecciano tra loro. Purtroppo è la fase dell’ospedalizzazione che domina. Stiamo cercando di fare in modo di evitare la centralizzazione delle cure. I numeri ci dicono che abbiamo bisogno di infermieri, medici e oss. Nel 2025 sono stati assunti 982 medici, 943 oo.ss. e 1500 infermieri. Abbiamo poi bisogno di nuove strutture, case di comunità e rafforzamento dei pronto soccorso. La Regione Sardegna grazie al Pnrr sta portando a termine le strutture che consentiranno di avere un’assistenza sanitaria capillare nel territorio. Anche sull’ultima fase la strada è quella giusta: c’è un icremento delle risorse per l’assistenza domiciliare e il sostegno alle persone».
Secondo Franco Mula (FdI) i problemi della Sanità vengono da lontano. «Tutti gli assessori che si sono cimentati in questi anni hanno fallito. Non perché sono scarsi ma perché il sistema è bloccato. Le condizioni per operare non solo le migliori. Per questo occorre fare di più». Mulas si è poi soffermato sulla situazione della sanità nel nuorese: «Si era promesso un riequilibrio territoriale ma questo non è avvenuto. Nuoro, come il Sulcis, l’Ogliastra e il Medio Campidano soffre. Tutti questi problemi si riversano sulle strutture ospedaliere di Cagliari alle quali si rivolgono i pazienti che non ottengono risposte sul territorio».
Diego Loi (Avs) nel suo intervento si è concentrato sulle proposte per provare a migliorare il sistema sanitario: «Inutile fare dietrologia. In tutte le legislature si scaricano le responsabilità sulle amministrazioni precedenti. Proviamo a ragionare sulla situazione attuale e di lavorare su un obiettivo futuro. Ci siamo caricati sul groppone tutte le problematiche della Sanità. Io vedo che si cerca di lavorare, a partire dall’operato della Commissione Sanità che sta prendendo in carico diverse questioni con il coinvolgimento di tutti gli operatori sanitari. Questa metodologia è quella giusta per provare a risolvere i problemi. E’ tempo di superare le lotte di fazioni e lavorare insieme per provare a migliorare il sistema».
Il capogruppo dei Cinque Stelle, Michele Ciusa (M5S) ha difeso l’azione della Giunta: «C’è la consapevolezza che sul tema della Sanità converga la massima attenzione dei cittadini. Giusto affrontare il confronto a viso aperto ma non possiamo accettare le strumentalizzazioni. I problemi non si risolvono con uno schiocco di dita, serve almeno una legislatura. La sanità non è un problema solo sardo ma un’emergenza per tutta l’Italia. Per la Sardegna il quadro è aggravato dalla condizione di insularità che impedisce la mobilità dei pazienti. Negare questo significa neg