Legalità, un impegno che si rafforza: il bando 2026 della Regione per accordi di programma con gli Enti locali

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Introduzione

Contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata sul territorio, promuovere e diffondere la cultura della legalità, assicurare assistenza e aiuto alle vittime dei reati di stampo mafioso e alle vittime dell’usura e del racket, promuovere il recupero a fini socialmente utili dei beni immobili confiscati.

Anche per il 2026 la Giunta regionale ha approvato la delibera -presentata oggi durante un incontro con amministratori pubblici e coordinatori delle politiche locali in materia - con cui si mettono a bando i nuovi accordi di programma con enti pubblici per l’attuazione delle azioni previste dal Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabile. Un passaggio che quest’anno, oltre a confermare la volontà delle misure a sostegno della cultura della legalità, punta il faro verso temi sempre più urgenti e sensibili, a partire dal contrasto e la prevenzione dei fenomeni di odio online o di discriminazione in genere, con particolare attenzione all’uso responsabile degli strumenti digitali e dei social media.

“La lotta per la legalità si trasforma e evolve insieme alla società” - dichiara l’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni-. Mentre manteniamo alta la guardia sul territorio contro mafie e usura, quest'anno chiediamo un impegno forte per presidiare anche le nuove piazze virtuali. L'educazione digitale e il contrasto all'odio online sono diventati anticorpi essenziali per la nostra democrazia: vogliamo formare cittadine e cittadini capaci di riconoscere e respingere ogni forma di violenza, sia essa economica, fisica o digitale”.

La legge regionale n. 18/2016 costituisce il quadro normativo di riferimento attraverso cui la Regione promuove e sostiene politiche integrate per la diffusione della cultura della legalità, della cittadinanza responsabile e dello sviluppo di un’economia improntata ai principi di trasparenza e responsabilità. Attraverso questo strumento, viale Aldo Moro affianca gli enti locali e altri attori del territorio nella progettazione e realizzazione di interventi mirati, mettendo loro a disposizione risorse finanziarie e supporto operativo. Dalla sua entrata in vigore sono stati sottoscritti 344 Accordi di programma con Comuni, Unioni di Comuni, Province, istituzioni scolastiche e università, per un investimento complessivo pari a 9,14 milioni di euro.

Sul fronte della prevenzione dei crimini d’odio, la Regione ha firmato pochi giorni fa insieme Corte d’Appello di BolognaProcura GeneraleOrdine degli AvvocatiUnione regionale dei Consigli degli Ordini forensi dell’Emilia-Romagna (Urcofer) e Comune di Bologna un Protocollo d’intesa che definisce un quadro stabile di collaborazione tra i soggetti promotori per promuovere il rispetto dei diritti fondamentali, rafforzare la consapevolezza civica e contribuire alla prevenzione dei comportamenti discriminatori e violenti.

Andando nel dettaglio della delibera, il documento prevede il finanziamento per misure a sostegno della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile nel settore dell'educazione - a partire dall'istruzione con la collaborazione delle istituzioni scolastiche autonome di ogni ordine e grado - e della formazione. Finanziati anche interventi per la prevenzione dell'usura, del caporalato e a sostegno delle vittime dell'usura e del racket, conazioni di supporto, anche nelle forme di consulenza legale e psicologica, formazione, informazione e di sensibilizzazione sull'utilizzazione del Fondo di solidarietà, destinato appositamente alle vittime delle richieste estorsive e dell'usura.

A questo si aggiungono l’assistenza e l’aiuto alle vittime dei reati di stampo mafioso e della criminalità organizzata, prevedendo assistenza di tipo materiale, accesso ai servizi sociali e territoriali, assistenza psicologica, campagne di sensibilizzazione e comunicazione degli interventi effettuati oltre che organizzazione di eventi informativi e iniziative culturali.

Pieno sostegno anche alle azioni finalizzate al recupero dei beni immobili confiscati e al loro riutilizzo per finalità sociali o istituzionali, un fronte su cui l’Emilia-Romagna garantisce massimo impegno da tempo: a oggi, sono 49 i beni immobili recuperati con il sostegno della Regione e riutilizzati per finalità sociali. Dal 2011, la Regione è intervenuta con finanziamenti per oltre 7,8 milioni di euro per favorirne il riutilizzo per finalità sociali.

La candidatura per i progetti può essere presentata entro il 4 maggio 2026.

Ultimo aggiornamento: 15-04-2026, 17:16

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