Viticoltura sempre più biologica | Rizzoli Education

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La coltivazione della vite da vino si presta in modo particolare alla conduzione biologica tanto che la sua diffusione a livello nazionale oggi sta interessando oltre il 18% della superficie complessivamente coltivata nel nostro paese. Una azienda che intende ottenere la certificazione biologica deve assoggettarsi al controllo di un ente certificatore e compiere un preliminare periodo di tre anni di conversione. In questi tre anni l’azienda dovrà adottare pienamente i criteri di conduzione biologica pur non potendosi ancora fregiare del riconoscimento che arriverà solo alla fine di questo periodo. Aderire ai disciplinari di produzione biologica significa abbandonare l’utilizzo di agrofarmaci di sintesi chimica limitando la gamma di prodotti utilizzabili ad una rosa estremamente ristretta ma di per sé sufficiente ad una gestione della difesa razionale ed efficiente pur se con alcune criticità dal punto di vista pratico-operativo. La difesa ovviamente interesserà sia le malattie fungine, come peronospora ed oidio, ma anche alcuni fitofagi come, per esempio, la Tignoletta o le Cocciniglie. Anche la gestione delle infestanti lungo la linea del filare deve necessariamente prevedere soluzioni che non siamo chimiche così come particolare attenzione deve essere altresì riservata alla corretta scelta dei fertilizzanti, che devono essere organici ed utilizzati in modo parsimonioso e senza eccessi o forzature. Una attenzione particolare deve essere posta alle aree di confine con altre colture non ‘bio’ che, in funzione delle distanze, potrebbero essere a rischio contaminazione. Ovviamente tutto questi aspetti vengono verificati e monitorati sia dal viticoltore che dagli enti di controllo che svolgono le ispezioni nelle aziende. Dal punto di vista pratico la difesa biologica in viticoltura offre anche importanti opportunità sia agronomiche, legate per esempio alla lavorazione alternativa al diserbo, che di maggiore efficacia di determinate soluzioni di difesa, come nel caso della confusione sessuale per l lotta alla Tignoletta. Tanto che molte aziende a conduzione non biologica adottano comunque queste soluzioni permettendo di affermare che su certi fronti il ‘bio’ traina l’integrato e le due distinte tipologie di difesa in viticoltura sono sempre più simili. 

Limiti ed opportunità

L’adesione ai disciplinari di produzione biologica molto spesso viene visto esclusivamente come una forte limitazione alla normale gestione agronomica del vigneto come se il viticoltore si trovasse a dover compiere la propria attività disponendo di mezzi di qualità inferiore. Cosa che per certi aspetti è sicuramente vera, pensiamo, fra le tante cose, al fatto di non potere utilizzare il diserbo chimico, ma al tempo stesso può essere vista come un’opportunità, ed in questo caso, restando sull’esempio del diserbo, entrano in campo i benefici legati alla lavorazione della fila come soluzione alternativa. Da questo punto di vista gli esempi potrebbero essere numerosi e molto vari spaziando fra i prodotti utilizzabili per la difesa antiperonosporica fino alla lotta ai principali fitofagi. A conferma del fatto che le soluzioni a disposizione della viticoltura biologica sono efficaci e razionali basta osservare che in tanti casi queste vengono adottate anche dalla viticoltura integrata perché ritenute migliori rispetto alle soluzioni chimiche attualmente disponibili. Tutto ciò premesso è possibile affermare che oggi l’agricoltura integrata è molto più vicina all’agricoltura biologica di quanto lo fosse in passato e questo deve essere considerato un aspetto positivo che la viticoltura ‘bio’, indirettamente, ha saputo ispirare. 

SOLUZIONI ESEMPLARI

Fra le tecniche e le pratiche agronomiche necessarie in agricoltura biologica ma di grande interesse per la loro maggiore efficacia vanno sicuramente ricordati:

Il bacillus thuringensis – L’utilizzo del Bacillus thuringensis nella difesa alla tignoletta dell’uva è forse il primo esempio di difesa biologica adottata in viticoltura a partire da quelle aree dove la difesa chimica stava progressivamente diventando inefficace a causa dei diffusi fenomeni di resistenza insorta nei confronti dei prodotti chimici diffusamente utilizzati. All’inizio degli anni ’90 del secolo scorso c’era l’esigenza di introdurre soluzioni di difesa in grado di scardinare le difficoltà create dall’assuefazione dell’insetto ai principi attivi di quel periodo ed il Bacillus Thuringensis, un batterio che se ingerito dalle larve di lepidotteri ne danneggia l’intestino causandone la morte restando innocuo per l’uomo, gli animali, le api e gli altri insetti, ha risolto molti problemi. Ha risolto problemi importanti laddove la difesa chimica aveva fallito aprendo la strada all’utilizzo di questo insetticida biologico che oggi viene comunemente utilizzato in viticoltura ‘bio’ perché è l’unica arma a disposizione ma molto spesso anche in viticoltura integrata per la sua indiscussa efficacia.

La confusione sessuale – Come strategia di contrasto alla Tignoletta della vite la lotta biologica ha fortemente contribuito alla diffusione del metodo della confusione sessuale con il quale, grazie all’utilizzo di feromoni attrattivi di questo specifico insetto, gli stessi utilizzati nelle trappole sessuali per il monitoraggio della presenza dei fitofagi, viene operato il disorientamento dei lepidotteri in campo. Nel momento in cui gli ‘odori’ attrattivi naturali vengono ‘disattivati’ da falsi odori, diffusi in modo generalizzato nell’appezzamento, la probabilità di incontro fra insetti maschi ed insetti femmina diventa estremamente improbabile e pertanto l’entità delle generazioni future è destinata ad essere decisamente scarsa. Una tecnica che rispetto a quella della difesa chimica insetticida, che ha problemi di posizionamento dell’intervento rispetto all’evoluzione della generazione del lepidottero ed è influenzata dall’andamento climatico oltre che dall’efficacia sia del prodotto stesso e della tecnica di distribuzione adottata, offre il vantaggio di ‘proteggere’ l’appezzamento per tutto il periodo di pericolosità dell’insetto senza che esitano più ‘teste’ o ‘code’ della generazione. Un fattore che porta ad una maggiore efficacia ed una maggiore sicurezza tato che il metodo oggi è adottato non solo in agricoltura biologica ma anche in agricoltura integrata.  

Il lancio di insetti utili – L’allevamento di insetti utili da immettere in campo per contrastare l’incremento di insetti dannosi ripristinando una sorta di equilibrio fra le specie in campo è stata une delle idee nata con il progetto di lotta integrate e lotta guidata promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Quello che allora sembrava essere un’idea molto fantasiosa oggi è una concreta realtà che grazi ad allevamenti specifici di insetti utili, le cosiddette ‘biofabbriche’, permette di immettere in campo, nel momento utile al contrasto della popolazione fitofaga dannosa, un adeguato numero di insetti deputati al naturale contenimento di una particolare popolazione dannosa. In viticoltura è il caso del contrasto alle Cocciniglie con l’immissione in campo del suo antagonista Anagyrus vladimiri. L’operazione è efficace con il massimo rispetto dell’insetto introdotto che si ottiene in assenza di trattamenti insetticidi che potrebbero danneggiare la vita e la riproduzione della popolazione utile. L’efficacia in viticoltura biologica è esemplare pur essendo vero che ottimi risultati si ottengono anche in viticoltura integrata proprio per la maggiore efficienza dell’insetto utile che rincorre l’insetto dannoso andandolo a stanare anche nei punti più nascosti perché l’efficacia del suo intervento non è legata alla foltezza della vegetazione o alle difficoltà di bagnatura del cordone permanente.  L’immissione in campo di insetti utili quando ristabilisce un certo equilibrio fra popolazione di insetti buoni e insetti dannosi può diventare una pratica risolutiva e comunque di necessità occasionale.

La difesa con la poltiglia bordolese – La peronospora è la malattia fungina più pericolosa per la vite e l’utilizzo di poltiglia bordolese nella difesa è la più antica della storia della viticoltura. Il rame non di sintesi chimica è l’unico mezzo di contrasto alla peronospora autorizzato in viticoltura biologia e le difficoltà nel suo impiego sono sostanzialmente legate a due fattori: necessità di interventi preventivi tempestivi e limiti di dosaggio massimo nel corso della stagione.

Interventi tempestivi – Il rame distribuito sulla vegetazione prima di un evento piovoso infettante protegge la stessa dallo sviluppo di infezioni primarie. Le sempre più attendibili previsioni meteo negli ultimi anni facilitano l’esecuzione di interventi mirati che devono essere conclusi prima dell’arrivo della eventuale pioggia. Il rame è un prodotto di copertura che ha una sua persistenza ed una sua dilavabilità in caso di pioggia e soprattutto nelle prime fasi vegetative non protegge le porzioni di vegetazione nuova che si sviluppano giorno dopo giorno. Per questo motivo la difesa biologica basata esclusivamente sull’impiego di poltiglia bordolese deve essere particolarmente attenta, oculata e tempestiva. In viticoltura integrata esiste la possibilità di utilizzare prodotti ad assorbimento fogliare, citotropici o sistemici, che assicurano una minore dilavabilità a causa delle piogge ma che tuttavia hanno spesso una efficacia di protezione legate alla temperatura, alla fase fenologica e alla velocità di accrescimento fogliare. Nelle prima fasi di crescita rapida della vegetazione, per esempio, può esistere il problema della ‘diluizione’ di dosaggio che potrebbe generare inefficacia o resistenze. Per questo motivo talvolta il prodotto più semplice, la poltiglia bordolese appunto, può rivelarsi la soluzione più sicura anche perché non avendo alternative impone di non commettere errori ed il massimo rigore nella sua applicazione.

Claudio Corradi

Fig. 1

Cartello segnaletico di una zona nella quale si adotta la confusione sessuale alla Tignoletta

Fig. 2

Distribuzione di insetti utili in vigneto

 

Fig. 3

Erogatore di feromone per la confusione sessuale

Fig. 4

Erogatore spray di feromone per la confusione sessuale alla Tignoletta della vite

Recapiti
Andrea Padovan