Palermo, una scuola come Presìdio aperto sulla comunità - CIAI

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Oggi entriamo nell’Istituto Comprensivo “Principessa Elena di Napoli”. Siamo in realtà in Sicilia,  nel  cuore di Palermo, in un quartiere segnato da fragilità economiche e disagio sociale.

Qui CIAI è presente con un Presidio educativo per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa attraverso azioni concrete, significative. La scuola si è come trasformata, a detta di educatori e insegnanti, in un presidio educativo aperto, capace di coinvolgere non solo gli alunni, ma anche le loro famiglie.

Abbiamo incontrato un’ insegnante particolarmente entusiasta e impegnata nelle azioni svolte all’interno del Presidio: si chiama Giusy Barresi e da lei abbiamo ascoltato un racconto che restituisce molto delle azioni CIAI e delle loro ricadute positive su bambine, bambini e famiglie in un contesto territoriale in cui la dispersione scolastica, ad esempio, esiste in modo significativo. Ma qualcosa sta cambiando.

La dispersione scolastica

“La dispersione riguarda in particolare la prolungata assenza dalla scuola da parte degli alunni in obbligo scolastico – dice Giusy – : parliamo non solo di assenteismo ma anche della cosiddetta frequenza passiva, negli atteggiamenti refrattari, nel mancato senso di responsabilità, nei continui ritardi al mattino o nelle frequenti uscite anticipate. A tutto questo si aggiungono le inevitabili lacune che accrescono fortemente le disuguaglianze sociali”.

Non da ultimo va considerata – ci ricorda l’insegnante – la stretta connessione fra dispersione scolastica, devianza minorile e forme di disagio giovanile (bullismo, cyberbullismo, dipendenze): malgrado gli sforzi sono ancora presenti in quei territori ad alto rischio di marginalità sociale.

Le azioni di CIAI al Presìdio

Come si è concretizzato quindi l’intervento di CIAI di fronte a bisogni così chiari? Una risposta arriva dalla consapevolezza di attuare interventi tempestivi e integrati, mettendo a fuoco percorsi condivisi con la scuola.

“Grazie a una rinnovata collaborazione fra in nostro Istituto e CIAI possiamo attivare piani di intervento efficaci per l’abbattimento dei tassi di abbandono, per il superamento dei divari e per un migliore utilizzo delle risorse disponibili.

Primo passo: agire sull’accrescimento della motivazione e dell’impegno di studenti e studentesse.

“Ci siamo resi conto che non bastava lavorare solo in classe – spiega la docente – era necessario costruire un’alleanza educativa con gli studenti, con i genitori e con gli educatori.”

Da qui l’avvio di laboratori pomeridiani, incontri periodici con le famiglie e momenti di formazione condivisa.

Le attività si svolgono nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 13.10 alle 14.10 e prevedono azioni di supporto e di studio  per il recupero delle competenze di base e laboratori artistici ludo-ricreativi per potenziare e consolidare le competenze socio-relazionale, emotive e comportamentali.

Il ruolo delle famiglie

Gli incontri con le famiglie nel tempo hanno trasformato i genitori quali parte attiva del percorso educativo. A raccontare il cambiamento è Davide, papà di un bambino di quinta elementare.

“Prima mio figlio non mostrava nessun entusiasmo verso la scuola. Non frequentava i suoi compagni di classe fuori dalle lezioni e non raccontava nulla di particolare del tempo che trascorreva a scuola. Da quando frequenta il presidio sembra molto più coinvolto, riferisce di divertirsi, impara nuove cose e riesce meglio a relazionarsi con i ragazzi che frequentano insieme a lui. Ha imparato a mettersi in gioco, a parlare in pubblico e superare un pochino la sua timidezza”.

Anche gli insegnanti dell’Istituto hanno riferito di effetti positivi di queste attività e laboratori soprattutto su ragazzini che provengono da contesti culturali svantaggiati, con frequenza scolastica irregolare. Da quando sono stati inseriti al presidio CIAI, Enrico ad esempio, “partecipa con passione a tutte le attività, è più attento in classe ed è più entusiasta; per quanto non abbia ancora superato le sue lacune, ci sono buone possibilità di recupero. “Le sue capacità socio-relazionali sembrano rafforzate – dicono gli insegnanti – grazie a laboratori artistici, musicali e teatrali che sicuramente stanno mostrando ricadute sull’apprendimento”.

Gli insegnanti segnalano un miglioramento significativo nel comportamento di tutti gli alunni coinvolti nei Presìdi: maggiore attenzione, rispetto delle regole e capacità di lavorare in gruppo; capacità di relazionarsi con compagne e compagni, più entusiasmo anche nelle lezioni.

“La partecipazione dei genitori agli incontri mensili lancia un messaggio importante ai bambini – conclude Giusy Barresi -: la scuola è una comunità viva che ha a cuore il successo scolastico  e personale di tutte e tutti. La presenza dei genitori crea un ambiente di apprendimento positivo, aumenta la motivazione nei figli a credere nelle istituzioni, aiuta a identificare i problemi e allo stesso tempo trovare soluzioni per risolverli insieme”.

“Quando la famiglia entra nella scuola, cambia tutto – spiega un’altra insegnante – : i bambini si sentono sostenuti, capiscono che c’è una rete intorno a loro.”

Il presidio CIAI rappresenta oggi un modello virtuoso di intervento contro la dispersione scolastica, dimostrando che il contrasto al disagio sociale passa anche dalla costruzione di relazioni solide tra scuola, territorio e agenzie educative. Un’esperienza che nella nostra realtà sta facendo la differenza, restituendo ottimismo non solo agli studenti, ma a un’intera comunità.

Recapiti
Francesca Mineo