La storia speciale del Centro diurno Margherita della Fondazione Stella Maris – IRCCS Fondazione Stella Maris

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Pochi giorni fa, a Marina di Pisa, c’è stata l’inaugurazione del Centro Diurno “Margherita” della Stella Maris

In realtà “Margherita” è l’evoluzione di un servizio già attivo in passato (interno all’Istituto di riabilitazione, ex art.26) , che prima era rivolto esclusivamente a giovani pazienti maschi, e che da oggi apre finalmente le porte anche a bambine e ragazze, ampliando così la propria accoglienza e rispondendo in modo più inclusivo ai bisogni del territorio. Proprio in questi giorni, avranno infatti accesso al centro, in regime diurno, 5 tra bambine e ragazze, tra i 7 e i 18 anni.

L’evoluzione del centro è molto speciale.

Ne affidiamo il racconto a mamma Ester: “Pochi giorni fa la dottoressa Graziella Bertini, direttrice del presidio riabilitativo Stella Maris di Marina di Pisa, ci ha invitato all’inaugurazione della riorganizzazione del centro diurno che prevede l’inserimento di bambine e ragazzi – racconta – Durante la nostra ultima vacanza insieme ai ragazzi sulla neve insieme ai ragazzi del presidio di Marina di Pisa, mi aveva parlato del desiderio di andare in pensione dopo aver lasciato un ultimo segno, ma non immaginavo questa sorpresa, e non avrei mai pensato però che questi spazi, già esistenti al maschile, avrebbero preso il nome di “Centro diurno Margherita”. Margherita è una bambina autistica di quasi 12 anni, Margherita è la mia splendida bambina. La dottoressa mi dice di aver utilizzato il suo nome perché averla vista durante le vacanze che abbiamo condiviso, con l’associazione di cui faccio parte, con i pazienti del presidio della Fondazione Stella Maris, le ha ispirato l’idea dell’apertura di questo centro al mondo femminile. Infatti ha notato che di fronte ad una piccola donna, anche nei suoi momenti di crisi, i “maschi” che di solito tra loro sono più intemperanti, fanno un passo indietro, si dimostrano più pazienti e dolci. E allora forse era giunto il momento di aprire una breccia in una realtà che per ragioni a volte inevitabili preclude alcuni aspetti essenziali dell’esistenza”.

Un bouquet per Margherita.

“Così ci presentiamo all’inaugurazione. Nel momento in cui la dottoressa chiama Margherita per consegnarle un bouquet di fiori, non posso che voltarmi indietro e pensare ai momenti della diagnosi, ricevuta ormai tanti anni fa proprio da Stella Maris. Ma non provo tristezza o dolore, non mi viene in mente la fatica immensa che pur abbiamo fatto, non i chilometri macinati a turno con mio marito per le terapie o per raggiungere gli svaghi pensati per lei, non le notti insonni trascorse a pensare, sento solo il petto che si riempie di orgoglio perché mia figlia è viva ed è qui, riceve il bouquet con un sorriso smagliante e dice che è fantastico”.

Le parole della dottoressa Bertini.

Racconta la dottoressa Graziella Bertini, direttrice del presidio di Marina di Pisa: “Margherita” è un omaggio alla mia piccola musa ispiratrice, una splendida bambina di 12 anni conosciuta grazie alla collaborazione con l’Associazione Talenti Autistici. Una famiglia straordinaria, con cui ho condiviso esperienze, eventi e momenti di crescita negli ultimi due anni, e dalla quale ho imparato davvero tanto. L’apertura del centro anche alle femmine nasce proprio dall’ascolto di queste storie e dalla volontà di dare una risposta concreta alle esigenze emergenti. In questo percorso ho trovato fin da subito il sostegno e la sensibilità di tante persone e ad ognuna di loro va il mio ringraziamento per aver creduto in questo progetto fin da principio”.

Le parole del Presidente Maffei.

Questa storia speciale ha colpito anche il Presidente della Fondazione Stella Maris, Giuliano Maffei: “Ti sei mai chiesto che funzione hai? Così si interrogava il Maestro Battiato. Io me lo sono chiesto e la risposta è stata: sono nato per amare e per essere amato. Tutti noi, nessuno escluso, siamo nati per amare e per essere amati, e poiché solo l’Amore genera Amore, tutti noi siamo nati per generare qualcosa di speciale, di sublime. Quindi, se così è, ciò che conta è il perché ci alziamo la mattina, il perché facciamo certe cose, il perché oggi sono qui a scrivere questa piccola riflessione su Ester e Margherita. Chi sono queste due donne? Luce, pura Luce. Sono delle piccole ma luminose luci che quando le vedi come lucciole di primavera-estate non puoi fare a meno di seguirle perché ci portano, ognuna a suo modo, ad accarezzare il Mistero di questa Vita, la nostra parte spirituale così divina. Sono ossigeno di vita per noi, ci trasmettono forza e sapienza, ci aiutano a conoscerci meglio, a completarci, a definirci, a realizzarci, a ri-centrarci sulle cose che veramente contano per vivere felici. Ossia, sulle cose semplici, quelle essenziali. Ester e Margherita sono, rispettivamente, una giovane mamma, professoressa di Lettere in una scuola superiore di Pontedera (fortunati i suoi allievi) e la figlia dodicenne autistica neuro divergente – si dice così oggi – ossia che “funziona” in modo diverso da come “ funzionano” la maggior parte degli altri suoi coetanei, molti dei quali, spesso, purtroppo sono sempre più omologati ed anestetizzati dai social, mentre lei è sempre felice, gioiosa, ballerina e trasmette questo suo entusiasmo contagioso, questa voglia di vivere a chiunque la incontri. Quale “funzione” hanno queste due incredibili donne? Non certo quella di essere “incluse” in qualche realtà come se fosse un dovere che altri, con piacere o con fatica, sono costretti a concedergli. Semmai, siamo noi “normotipici” che dovremmo essere “inclusi” nel loro mondo al fine di recuperare quel “qualcosa”, quel dono che ci era stato dato quando siamo nati, ma che poi abbiamo dimenticato, o abbiamo perso, e di cui a volte sentiamo la mancanza o la nostalgia senza riuscire a metterlo a fuoco o a ricordarcene il nome. Ecco, la relazione con queste persone che portano con sé una fragilità luminosa permettono a tutti noi di comprendere che il vero Senso della Vita è l’ Amore. Scusate se è poco. Ester e Margherita ci dicono che è l’Essere umano innamorato l’unico che può salvare il Mondo. Mamma e figlia, secondo il mio cuore, ma anche secondo la mia mente, non possono che essere Messaggeri di infinito. Per questo, una Comunità che le accoglie (non che le include), come solo un abbraccio sa accogliere, è una Comunità intelligente, o meglio, saggia. Quando in un paese nasce un poeta, un musicista, un artista, o vi abita una persona debole e fragile, ecco che quel luogo è prezioso perché c’è il Bene e la Bellezza, ossia l’Amore. In questi anni a Stella Maris ho migliorato notevolmente la mia sensibilità nell’individuare anche piccolissime luci di Speranza, ma su Ester e Margherita non ho fatto alcuna fatica perché i loro occhi, il loro tutto, sono dei grandi fari accesi, come quelli di uno stadio in notturna.
Grazie di esistere mie nuove amiche, in particolare grazie a te Ester, grazie a tuo marito e all’altra vostra figlia Emma per l’impegno, la fatica, le differenze e le preoccupazioni che pur insieme a tanta gioia, vivete quotidianamente ma che riuscite a trasformare in Bene grazie ad un diverso modo di guardare le cose. Sono felice che la nostra brava dottoressa Graziella Bertini vi abbia “scoperto”, ed abbia deciso di far vedere a tutti il vostro Amore intitolando proprio a Margherita il servizio diurno nel nostro Istituto riabilitativo di Marina di Pisa. Fino a quando l’essere umano riuscirà a riconoscere la Sacralità della Vita e della Dignità umana la Civiltà proseguirà il suo cammino, il suo pellegrinaggio guidata da una bella Stella che spero sia sempre quella del Mattino, che è la più luminosa, ossia, la Stella Maris”.

Recapiti
Chiara Benvenuti