di Redigo.info
Il Consiglio dei Ministri (CDM 172) ha approvato un decreto-legge con misure urgenti su salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale, per un totale di circa 934 milioni di euro. L’obiettivo è rafforzare la dignità dei lavoratori, sostenere l’occupazione stabile di giovani e donne e prevenire nuove forme di sfruttamento legate alle piattaforme digitali.
Incentivi all’occupazione
Il decreto introduce quattro esoneri contributivi:
- Bonus donne 2026: 100% dei contributi fino a 650 euro (800 euro nelle aree ZES) per assunzioni stabili di lavoratrici svantaggiate.
- Bonus giovani 2026: 100% dei contributi fino a 500 euro (650 euro nel Sud) per assunzioni under 35.
- Bonus stabilizzazioni 2026: esonero fino a 500 euro per 24 mesi per trasformazioni a tempo indeterminato di contratti brevi stipulati nel 2026.
- Bonus ZES 2026: esonero totale fino a 650 euro per assunzioni di over 35 disoccupati da almeno 24 mesi nelle imprese fino a 10 dipendenti della ZES unica.
Il decreto rafforza il ruolo dei CCNL comparativamente più rappresentativi, garantendo ai lavoratori trattamenti economici complessivi non inferiori ai minimi contrattuali e contrastando il dumping salariale, senza introdurre un salario minimo legale.
Rinnovi contrattuali
Si stabilisce che le parti sociali definiscano decorrenze e coperture economiche dei rinnovi. Se il contratto non viene rinnovato entro 12 mesi dalla scadenza, scatta un adeguamento automatico pari al 30% dell’IPCA.
Contrasto al caporalato digitale
Il decreto introduce:
- identificazione digitale obbligatoria (SPID, CIE, autenticazione forte) per impedire il “noleggio” degli account;
- trasparenza algoritmica, con diritto a conoscere i criteri che determinano incarichi, compensi e rating, e possibilità di richiedere un riesame umano delle decisioni automatizzate.
Conciliazione vita-lavoro
Previsto uno sgravio contributivo fino all’1% (max 50.000 euro annui) per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, dedicata a maternità, paternità, flessibilità, welfare e continuità di carriera.
TFR
I lavoratori potranno conferire alla previdenza complementare le quote di TFR maturate tra gennaio e giugno 2026.