Una lettera denuncia ostacoli e ritardi nell’applicazione degli accomodamenti ragionevoli e chiede interventi urgenti
Nel dibattito sempre più acceso sui diritti dei lavoratori fragili e delle persone con disabilità, torna al centro dell’attenzione il tema degli accomodamenti ragionevoli e, in particolare, dell’accesso al lavoro agile come strumento di inclusione. A sollevare la questione è Daniela Briuglia, amministratrice del gruppo Facebook “Lavoratori Fragili Uniti”, che in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica e all’Autorità Garante dei diritti delle persone con disabilità denuncia criticità diffuse nell’applicazione della normativa vigente e chiede un intervento istituzionale urgente. Di seguito il testo integrale della lettera.
Al Presidente della Repubblica
e all’Autorità Garante dei i diritti delle persone con disabilità
mi rivolgo a Voi con profondo rispetto e senso civico, anche nella mia qualità di amministratore del gruppo Facebook “Lavoratori Fragili Uniti”, che raccoglie migliaia di persone con disabilità e lavoratori fragili provenienti da tutta Italia, per sottoporre alla Vostra attenzione una questione di estrema rilevanza sociale e giuridica.
Il diritto agli accomodamenti ragionevoli è sancito in modo inequivocabile dalla direttiva 2000/78/CE, che all’articolo 5 impone ai datori di lavoro di adottare misure appropriate per garantire alle persone con disabilità la piena partecipazione al lavoro, salvo il limite dell’onere sproporzionato. Tale principio è stato ulteriormente rafforzato nell’ordinamento italiano con l’introduzione dell’articolo 5-bis della Legge n. 104/1992, ad opera del decreto legislativo n. 62 del 2024, che rende esplicito l’obbligo per il datore di lavoro di garantire accomodamenti ragionevoli.
In questo contesto, il lavoro agile rappresenta, per i lavoratori con disabilità e per i lavoratori fragili, uno degli strumenti più efficaci e spesso indispensabili per rendere concretamente esigibile tale diritto. Esso costituisce a tutti gli effetti un accomodamento ragionevole, idoneo a consentire la prosecuzione dell’attività lavorativa in condizioni di sicurezza, dignità e pari opportunità, senza comportare, nella maggior parte dei casi, alcun onere sproporzionato per il datore di lavoro.
A conferma di ciò, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 605 del 10 gennaio 2025, ha riconosciuto il diritto di un lavoratore con disabilità allo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità agile per cinque giorni a settimana, qualificando tale modalità come accomodamento ragionevole necessario e proporzionato.
Nonostante il quadro normativo e giurisprudenziale sia chiaro, si registrano quotidianamente numerose criticità: richieste di lavoro agile e di altri accomodamenti ragionevoli che non ricevono risposta, vengono rigettate senza adeguata motivazione o subiscono ritardi ingiustificati, sia nel settore pubblico che in quello privato.
Queste condotte producono effetti gravissimi: lavoratori fragili e con disabilità vengono di fatto esclusi dal lavoro, costretti a ricorrere frequentemente alla malattia, esposti al rischio di superamento del periodo di comporto e, nei casi più estremi, alla perdita dell’occupazione. Si tratta di una lesione concreta dei principi di uguaglianza sostanziale e tutela della dignità della persona.
Alla luce di quanto esposto, si chiede un Vostro autorevole intervento affinché:
- sia garantita la piena applicazione dell’articolo 5 della direttiva 2000/78/CE e dell’articolo 5-bis della Legge n. 104/1992;
- sia riconosciuto e chiaramente affermato, anche in via interpretativa e applicativa, che il lavoro agile costituisce un accomodamento ragionevole per i lavoratori con disabilità e fragili, ogni qualvolta compatibile con le mansioni;
- siano introdotti obblighi stringenti per i datori di lavoro di rispondere entro termini certi alle richieste di accomodamenti ragionevoli;
- sia previsto l’obbligo di motivazione puntuale e documentata in caso di diniego, fondata esclusivamente sulla dimostrazione di un onere sproporzionato;
- siano rafforzati i controlli e introdotte sanzioni efficaci nei confronti dei datori di lavoro inadempienti.
È fondamentale che diritti riconosciuti dalla legge e dalla giurisprudenza non restino solo enunciazioni teoriche, ma trovino piena attuazione nella realtà quotidiana. Il lavoro rappresenta un elemento essenziale di dignità, autonomia e inclusione sociale, e non può essere negato per l’assenza di strumenti organizzativi adeguati.
Confidando nella Vostra sensibilità e nel Vostro alto ruolo di garanzia, si auspica un intervento concreto e tempestivo a tutela dei diritti delle persone con disabilità e dei lavoratori fragili.
Con osservanza
Daniela Briuglia
Amministratrice del gruppo Facebook Lavoratori Fragili Uniti