Si è tenuto a Bari il dodicesimo incontro dei quindici previsti della nuova edizione di “Imprese Vincenti”, il programma che la Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, guidata da Stefano Barrese, dedica alle eccellenze imprenditoriali del nostro Paese.
Dieci PMI di Puglia e Basilicata hanno testimoniato ad un’ampia platea di imprenditori i progetti di crescita in Italia e all’estero: per il settore Metalmeccanica Tecnofrutta srl di Orta Nova (Foggia), per la Meccanica TMI srl di Galatone (Lecce), Deni Group srl di Modugno (Bari), e CMA srl di Corato (Bari), per l’Edilizia Idoka Costruzioni srl di Atella (Potenza), per la Nautica Idea Verde srl di Mesagne (Brindisi), per la Moda CDM srl di Martina Franca (Taranto), per la Cosmetica Hair Industry srl di Tito (Potenza), per Tutela dell’ambiente Evoluzione Ecologica srl di San Marzano di San Giuseppe (Taranto), per le Infrastrutture Elettriche Cargo srl di Potenza.
Imprese che hanno raccontato tutte la propria storia aziendale e le scelte strategiche che le hanno portate a consolidare il proprio percorso di sviluppo, l’adozione di criteri ESG, l’impatto sulle comunità in cui operano, il valore generato per sé stesse e per l’economia del territorio in termini di occupazione e benessere delle persone.
L’economia del territorio: i dati del Research Department di Intesa Sanpaolo
L’evoluzione dell’economia italiana nell’anno in corso varierà in funzione della durata del blocco dello Stretto di Hormuz, nonché dei danni alle infrastrutture energetiche.
Al momento, il nostro scenario centrale assume la chiusura dello stretto di Hormuz fino a metà maggio, seguita da una graduale normalizzazione dei flussi di produzione e trasporto di petrolio e gas nella seconda parte del 2026, con un progressivo rientro dei prezzi energetici. In questo scenario nel 2026 le previsioni di crescita del PIL si attestano a +0,9% per l’Eurozona e +0,4% per l’Italia.
L’atteso ridimensionamento del reddito reale delle famiglie si tradurrà in un minor vigore dei consumi, sia pur limitato da una temporanea riduzione del tasso di risparmio. Anche gli investimenti saranno condizionati dal nuovo contesto; pur se in crescita, saranno spinti dall’iper-ammortamento ma frenati da incertezza, peggioramento delle condizioni della domanda, parziale restrizione delle condizioni finanziarie.
Effetti del conflitto su settori e filiere produttive
Gli effetti del conflitto su settori e filiere produttive varieranno in funzione della presenza di attività di export nei Paesi del Medio Oriente, dell’intensità energetica settoriale, delle tensioni lungo le catene di approvvigionamento e dell’evoluzione delle condizioni di domanda settoriale.
L’esposizione commerciale verso i mercati coinvolti nel conflitto è mediamente bassa in Puglia, dove il peso dell’export verso queste destinazioni commerciali è pari al 2%, un dato inferiore alla media italiana (3,4%). Alcuni settori di specializzazione del territorio sono però relativamente più esposti, in particolare la meccanica, che esporta in questi mercati il 5,5% del totale (68 milioni di euro), l’elettronica, con il 12,3% del totale (19 milioni), l’elettrotecnica, con il 4,3% (15 milioni) e i prodotti e materiali da costruzione, con il 6%, sebbene su importi più contenuti (5 milioni).
Anche per il Molise l’esposizione è piuttosto contenuta, con l’1,5% del totale, in particolare alimentare (12 milioni, 4,2%) e meccanica (4 milioni, 21%). La Basilicata risulta ancora meno esposta, con una quota sul totale dello 0,8%.
Oltre al conflitto, le imprese devono gestire la nuova politica commerciale americana.
La buona competitività della Puglia è confermata dai risultati ottenuti nel 2025: in un contesto altamente complesso e incerto, le esportazioni della regione hanno registrato un aumento del +2,6% a prezzi correnti (+3,3% la media nazionale) arrivando a sfiorare i 10 miliardi di euro.
A livello settoriale, nonostante le difficoltà sui mercati esteri di automotive (-13%) e filiera pelle (-9%), emergono gli ottimi risultati conseguiti da agroalimentare (+2,9%), meccanica (+13%), aerospazio (+50%) ed elettrotecnica (+35%). Le esportazioni pugliesi sono cresciute molto in alcuni tradizionali sbocchi commerciali come Stati Uniti (+6%), Regno Unito (+19%) e Danimarca (passata da 90 a 254 milioni di euro grazie soprattutto al contributo dell’elettrotecnica), ma sono in incremento anche i flussi verso mercati emergenti come Repubblica Ceca (+44 milioni), Bulgaria (+22 milioni), Arabia Saudita (+20 milioni) e Polonia (+20 milioni).
Esportazioni della Basilicata
Le esportazioni della Basilicata nel 2025 si sono assestate a 1,3 miliardi di euro, in calo del -17,8%. A pesare sulla dinamica delle vendite estere è soprattutto il settore automotive (-35,5%), mentre registrano una dinamica positiva l’agroalimentare (+6,5%), la metallurgia (+44%) e la chimica (+25%). Per quanto riguarda le destinazioni commerciali delle esportazioni lucane, sono cresciute alcune mete europee come Belgio (+7%) e Austria (+2,1%), ma anche destinazioni lontane come Giappone (+13 milioni) ed Egitto (+29 milioni).
… e del Molise
Anche il Molise nel 2025 ha registrato un calo delle esportazioni (-3,9%), assestandosi su 1,2 miliardi di euro. Buone dinamiche di crescita per automotive (+12%), agroalimentare (+6%), elettrotecnica (+58%) e mobili (+14%) che non sono riuscite però a compensare i cali della chimica (-17%), dell’estrattivo (-83%) e della farmaceutica (-85%). Dal punto di vista dei mercati si è registrato un balzo di vendite negli Stati Uniti (+17,5%), in Spagna (+9%) e in Danimarca (+24%), mentre sono in calo le vendite verso Germania (-8%) e verso il Messico (-33%). Risultano inoltre in aumento le esportazioni verso alcuni sbocchi commerciali emergenti come Polonia (+16 milioni), Repubblica Ceca (+8 milioni), Libia (+4 milioni) e Arabia Saudita (+3 milioni).
Una priorità diversificare i mercati
In prospettiva sarà sempre più una priorità la diversificazione dei mercati di sbocco e di approvvigionamento. Dovrà poi rimanere alto l’impegno delle imprese verso i temi della tecnologia, dell’efficientamento e della sostenibilità ambientale. Dalla survey condotta dal Research Department sul personale che intrattiene relazioni con la clientela imprese emergono attese di crescita nel 2026 degli investimenti in autoproduzione di energia, intelligenza artificiale e cybersecurity.