Riforma fiscale: dai commercialisti un focus su termini di decadenza, valore di mercato e utili nelle società - redigo.info

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di Redigo.info

Più chiarezza nelle regole fiscali, limiti sicuri agli accertamenti e maggiori garanzie per i contribuenti. Sono queste le richieste avanzate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili nel documento di ricerca del 7 maggio 2026 dedicato alla riforma prevista dalla legge delega n. 111/2023.

Secondo i professionisti, alcune recenti interpretazioni giurisprudenziali rischiano di ampliare eccessivamente i poteri dell’Amministrazione finanziaria, consentendo controlli anche molti anni dopo il periodo d’imposta originario. Una situazione che, spiegano gli esperti, potrebbe compromettere la certezza del diritto e rendere più difficile la difesa dei contribuenti.

Nel documento viene criticato anche l’utilizzo del solo valore di mercato come base per gli accertamenti fiscali. Per i commercialisti, infatti, la differenza tra prezzo dichiarato e valore normale non può rappresentare automaticamente una prova di evasione. Servono ulteriori elementi concreti e verificabili per sostenere eventuali contestazioni.

Attenzione anche alle società a ristretta base sociale, dove spesso il fisco presume la distribuzione di utili ai soci in presenza di maggiori redditi accertati. Il CNDCEC ritiene invece necessario fondare queste contestazioni su prove precise e documentate.

L’obiettivo della riforma, secondo gli esperti, deve essere quello di costruire un sistema tributario più equilibrato, capace di contrastare l’evasione senza compromettere i diritti dei contribuenti e il principio dell’affidamento nei rapporti con il fisco.

I commercialisti sottolineano inoltre che termini di decadenza troppo lunghi rischiano di obbligare imprese e professionisti a conservare documenti contabili per periodi eccessivamente estesi, con conseguenze economiche e organizzative rilevanti. Per questo chiedono norme più semplici, stabili e prevedibili, in linea con i principi dello Statuto del contribuente e con gli orientamenti della Corte di giustizia europea.

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