Smart Products & Industrial Solutions
i‑Tech Industries è un’azienda specializzata in tecnologie avanzate per il trattamento non invasivo della pelle e il rimodellamento del corpo, attiva nei settori medicale, beauty & wellness e sport. Nel contesto dei dispositivi elettromedicali, l’innovazione non riguarda solo l’introduzione di nuove funzionalità, ma soprattutto la capacità di garantire un comportamento coerente e controllabile del prodotto in tutte le condizioni di utilizzo previste.
In questo scenario, i‑Tech ha avviato una collaborazione con Cefriel con l’obiettivo di analizzare ed evolvere l’architettura di un proprio dispositivo, esplorando soluzioni hardware e software in grado di rafforzarne l’affidabilità operativa e supportarne il percorso verso l’industrializzazione e la certificazione.
Il dispositivo oggetto di analisi integra più tecnologie in sinergia, tra cui una sorgente laser infrarossa (lunghezza d’onda 915 nm), una sorgente LED rossa (650 nm) e un sistema di micro‑stimolazione meccanica. La presenza di più sorgenti e modalità di interazione richiede una gestione attenta degli stati operativi del sistema, in particolare per assicurare che il comportamento del dispositivo resti prevedibile e coerente anche in condizioni di utilizzo non ideali. L’obiettivo è quindi lo spegnimento automatico delle sorgenti ottiche quando il dispositivo viene allontanato dal corpo del paziente, semplificando l’operatività e aumentando la sicurezza.
Le fasi iniziali del progetto hanno evidenziato come, prima ancora della scelta tecnologica, fosse necessario costruire un linguaggio comune tra azienda e partner. Un passaggio spesso sottovalutato, ma cruciale per evitare ambiguità e fragilità nelle decisioni successive. In questa direzione, Cefriel ha lavorato alla progressiva formalizzazione dei requisiti, vincoli e scenari operativi, creando una base condivisa su cui guidare le successive fasi di sperimentazione tecnologica.
Un’analisi nata per rispondere a un’esigenza apparentemente circoscritta ha messo in luce opportunità di miglioramento più ampie sull’intero sistema. La base di partenza era un prototipo i‑Tech che implementava una prima soluzione funzionale, ma che mostrava alcuni limiti quando osservato in ottica di readiness industriale. L’architettura generale presentava alcuni punti di attenzione da affrontare per garantire una maggiore solidità del prodotto nelle fasi successive di sviluppo.
Operando con una struttura di R&D contenuta, i‑Tech si trova spesso a gestire un delicato equilibrio tra velocità di sviluppo e profondità dell’analisi tecnica. Il confronto con Cefriel nella fase iniziale del progetto ha contribuito a fissare alcuni principi chiave per gli sviluppi futuri, aiutando l’azienda a orientare le scelte progettuali in modo più consapevole.
Uno dei nodi centrali è stato il processo di selezione della tecnologia di sensing più adatta. Una decisione tutt’altro che banale, che ha richiesto di valutare diversi fattori: possibili interferenze, disponibilità e continuità dei componenti, nonché la durabilità nel contesto di utilizzo previsto. La fase sperimentale ha portato allo sviluppo di un nuovo proof of concept, basato su un’architettura ibrida che combina elementi dell’elettronica proprietaria i‑Tech con componenti commerciali selezionati.
Il progetto è attualmente in fase di validazione tecnica, con test focalizzati sulla verifica del comportamento del sistema nei principali scenari operativi. I risultati ottenuti finora sono intermedi ma significativi: identificazione delle tecnologie più compatibili, sviluppo di un proof of concept funzionante e validazione preliminare dell’integrazione.
A questi si affiancano benefici meno immediati ma strategici, come una maggiore consapevolezza tecnica interna, la produzione di documentazione utile in vista delle successive fasi di certificazione e una riduzione dell’incertezza progettuale nelle evoluzioni future del prodotto.
Il prossimo passo sarà l’integrazione di queste soluzioni nei prodotti reali. L’obiettivo di i‑Tech è rendere queste soluzioni parte integrante dello standard di prodotto, pur riconoscendo che il passaggio dal proof of concept alla piena industrializzazione rappresenta una fase ancora da affrontare.
Il contributo di Cefriel emerge con particolare evidenza nel metodo adottato per affrontare la sperimentazione: formalizzazione continua, documentazione sistematica e analisi preventiva delle implicazioni progettuali. Un approccio che estende il perimetro di analisi oltre il singolo problema, ma che consente di costruire basi più solide per lo sviluppo di prodotti affidabili e pronti per il mercato.
Giacomo Tagliabue
Senior Industrial Solutions Consultant & Project Manager, Cefriel