Formaggi in festa, gran finale per sera in piazza San Giovanni: Ragusa invasa da profumi, sapori e tradizione. • MediaLive

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Tra degustazioni guidate, laboratori del gusto, cheese cooking e attività esperienziali dedicate a grandi e piccoli, si è conclusa ieri sera in piazza San Giovanni a Ragusa la tre giorni di “Formaggi in festa”, manifestazione che ha trasformato il cuore della città in un grande racconto collettivo dedicato all’identità casearia del territorio ibleo. Un evento partecipato e vissuto intensamente dal pubblico, inserito nel programma di “Ragusa Città del Formaggio 2026”, che ha saputo intrecciare tradizione, cultura gastronomica, biodiversità e valorizzazione delle produzioni locali.
A caratterizzare l’ultima giornata sono stati soprattutto i laboratori del gusto e le degustazioni guidate, che per tutta la manifestazione hanno registrato grande partecipazione, richiamando appassionati, curiosi e operatori del settore. Molto seguito il percorso Onaf dedicato ai formaggi ottenuti da latte di bufala, pecora e capra, guidato dal maestro assaggiatore Giovanni Farina, che ha accompagnato i partecipanti in un confronto tra consistenze, aromi e caratteristiche organolettiche differenti, offrendo una lettura approfondita delle produzioni casearie legate ai diversi tipi di latte, come avevano già fatto in altri laboratori i maestri assaggiatori Guglielmo Portelli e Antonio Di Falco. 
Grande interesse anche per il laboratorio del gusto curato da Slow Food Sicilia, dedicato al confronto tra i caprini dei Monti Sicani e quelli dei Monti Iblei. Protagoniste l’azienda La Mannirata dei fratelli Vinti, presentata dal presidente Slow Food Monti Sicani, Angelo Longo, e l’azienda iblea Albacara presentata da Flavia Novello, al centro di un viaggio sensoriale tra territori, tecniche produttive e biodiversità. Ad accompagnare la degustazione, l’olio Evo Dop raccontato da Paolo Guida, in un percorso che ha messo in relazione sapori, profumi e identità agricole differenti ma profondamente legate alla Sicilia rurale.
Il gran finale della manifestazione ha poi acceso piazza San Giovanni con il cheese cooking dedicato ai “Turciniuni” di agnello su crema di patate allo zafferano e cavolo nero con cialda di Ragusano Dop. Un momento spettacolare e molto partecipato curato dai maître di Amira Ragusa Barocca insieme al Consorzio del Cerasuolo di Vittoria e alle Strade del Vino, con il coordinamento di Gianna Bozzali. L’utilizzo della tecnica del flambé e della cucina alla lampada è stata un’esperienza che ha unito alta cucina, valorizzazione delle eccellenze territoriali e spettacolo gastronomico, raccontando il territorio attraverso ingredienti identitari, tecniche di preparazione e abbinamenti con i vini locali.
Accanto ai momenti dedicati al gusto, spazio anche alle attività per famiglie e ragazzi, molto partecipate durante tutte le giornate della manifestazione. Al Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo” durante la manifestazione si sono svolti i laboratori “Mani in pasta” curati da Enzo Fratantonio e le attività esperienziali “W la Biodiversità!” dedicate al legame tra pascolo, latte e formaggio, mentre in piazza San Giovanni grande curiosità ha suscitato la fattoria didattica con “Gli Ainuzzi” e il Bee Infopoint curato da Aras alla Casa del Miele, con attività divulgative dedicate al mondo delle api e dell’alveare.
Per tutta la durata dell’evento, piazza San Giovanni è stata animata dalle esposizioni e dalla vendita di prodotti caseari ed eccellenze agroalimentari, mentre il Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo” ha ospitato mostre fotografiche, esposizioni dedicate agli strumenti della tradizione contadina iblea e alla lavorazione del formaggio, oltre alla piramide alimentare sensoriale realizzata dagli studenti dell’Istituto Galileo Ferraris di Ragusa. Grande interesse anche per “I tesori dell’alveare”, la mostra fotografica dedicata agli apicoltori siciliani e alla biodiversità.
Nei giorni precedenti la manifestazione aveva già registrato una forte partecipazione con gli show cooking degli studenti dell’alberghiero “Principi Grimaldi” di Modica, le filature dal vivo curate dal ricercatore CoRFiLaC, Rosario Pedriglieri, dai casari Guido Massari, Giovanni Cascone, Salvatore Cannata, i laboratori artistici, le attività dedicate ai giochi tradizionali e il convegno “Ragusa, Città del Formaggio: Terra di latte, tradizione ed eccellenza casearia”, ospitato nella Chiesa della Badia, che ha riunito istituzioni, ricercatori, produttori ed esperti per approfondire il tema della qualità del latte, della biodiversità e delle prospettive della filiera casearia ragusana.
“Ragusa ha una storia casearia antica e profonda – aveva sottolineato il sindaco Peppe Cassì in apertura – e ‘Formaggi in festa’ ne rafforza l’identità, mettendo in luce un patrimonio fatto di tradizioni, lavoro e qualità. È parte di una visione di sviluppo che parte dalle radici e che mette al centro le eccellenze locali, il lavoro delle comunità e la capacità di fare rete”.
L’assessora allo Sviluppo Economico Catia Pasta ha evidenziato il valore strategico della manifestazione: “Formaggi in festa rappresenta un appuntamento fondamentale per la promozione della nostra identità territoriale. Mettiamo al centro i produttori, con il loro sapere, la loro passione e la qualità che sanno garantire”.
Per Lorenzo Lauria, presidente di Slow Food Ragusa, “il formaggio racconta una storia che va oltre il gusto: parla di territorio, biodiversità e comunità. Con Formaggi in festa si crea un ponte tra produttori e cittadini, valorizzando le filiere locali e promuovendo una cultura del cibo consapevole e sostenibile”. Promossa da Slow Food Sicilia, Slow Food Ragusa e Comune di Ragusa, con il supporto della Camera di Commercio e del Libero Consorzio Comunale e il sostegno di consorzi, associazioni e aziende locali, “Formaggi in festa” si chiude così come una grande festa diffusa dedicata alle tradizioni casearie iblee e alle eccellenze del territorio.


11 maggio 2026
ufficio stampa
Michele Barbagallo

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