Qual è il suo ruolo in Agos?
Attualmente ricopro il ruolo di Head of People Development and Management in Agos, Gruppo Crédit Agricole. In sintesi, mi occupo di strategie e di governo del ciclo di vita professionale delle persone, dalla talent acquisition alla gestione, dallo sviluppo alla formazione, fino alla mobilità nazionale e internazionale.
Il mio obiettivo è accompagnare le persone allineando il loro potenziale alle strategie di business di Agos e del Gruppo, garantendo che l’evoluzione delle competenze viaggi alla stessa velocità dell’innovazione aziendale.
Ho iniziato il mio percorso professionale con uno stage in HR e dopo una breve, ma formativa, parentesi nella consulenza finanziaria — che ha paradossalmente rafforzato il mio desiderio di tornare nell’HR — ho costruito la mia carriera nelle Risorse Umane in contesti multinazionali di rilievo, sia italiani che esteri e cambiando, attraversando industry molto diverse fra loro. Dalle TLC e IT con il Gruppo Olivetti, poi Olivetti-Telecom, alla consulenza strategica e IT nel Gruppo Value Partners, all’Engineering Ambientale con il Gruppo Golder Associates e dopo una breve esperienza nell’automotive (Gruppo Gammastamp) sono ritornata al mondo Finance con Agos, Gruppo Crédit Agricole.
Ho vissuto fasi molto diverse della vita delle organizzazioni – startup, fusioni, acquisizioni, merger, riorganizzazioni profonde – ricoprendo ruoli di crescente responsabilità fino ad assumere in diverse esperienze la Direzione HR o ruoli executive nell’area dello Sviluppo.
In Agos, dove sono approdata nel 2015, ho avuto il mandato di costruire l’area Sviluppo, introdurre il ruolo degli HR Business Partner e contribuire alla trasformazione culturale in linea con l’evoluzione del contesto e del business.
Qual è il suo background e come ha raggiunto il ruolo attuale di responsabile delle risorse umane?
Il mio percorso è iniziato con una sfida post-laurea ad indirizzo economico a Scienze Politiche: una borsa di studio vinta per un master di specializzazione in “Esperto in gestione del personale e relazioni industriali”, patrocinato dall’Unione Industriale di Torino e dall’Unione Europea. Quest’anno di formazione intensa e il successivo stage hanno trasformato quella che era una mia intuizione accademica in una certezza professionale.
Oggi lo potrei sintetizzare in questo modo: volevo essere il motore dello sviluppo delle persone nelle organizzazioni.