Le Verità Resistenti della comunicazione. Intervista a Max Bustreo

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12/05/2026

Gaia Soncin, Referente UniFERPI Gorizia

Il Presidente Comitato Scientifico di InspiringPR, a Venezia il 16 maggio, racconta il tema e il nuovo format: un invito a riscoprire il valore della ragione, delle parole e del confronto pubblico.

L'intervista che segue analizza le origini e le finalità di InspiringPR, ponendo l'accento sulla necessità di orientarsi in un mondo caratterizzato da un sovraccarico informativo. Il Presidente del Comitato Scientifico di InspiringPR Max Bustreo suggerisce di riscoprire i grandi classici della letteratura e la filosofia per restituire valore e cura alle parole nel campo della comunicazione. Il tema centrale di questa edizione, le "Verità Resistenti", nasce dal bisogno di distinguere tra fatti e manipolazioni emotive in contesti professionali complessi. 

Per coinvolgere attivamente il pubblico, l'evento adotterà un format innovativo simile a un processo giudiziario, dove il pubblico valuterà il ruolo della verità ad oggi. Questo approccio mira a trasformare la comunicazione da semplice propaganda a uno strumento di consapevolezza e ragionevolezza.

Il Festival di InspiringPR è un punto di riferimento per i comunicatori. Qual è, secondo lei, il "bisogno” a cui questo festival cerca di rispondere? 

Oggi non è una novità riferirci al mondo contemporaneo come un mondo che è sovraccarico di informazioni, no? Si parla spesso di overload informativo, cioè una densità informativa dentro la quale è sempre più difficile realmente trovare una bussola di indicatori o addirittura dei professionisti che ci aiutino a capire meglio come districarsi. Sono informazioni che vanno oltre ogni limite: il limite della credibilità, della verosimiglianza e dell'etica. Penso che oggi il ruolo importante dei comunicatori sia lavorare ancor di più su credibilità e fiducia, per rimettere nella giusta posizione la verità o, lasci che lo dica da psicologo, la ragione. Non bisogna farsi sopraffare dall'emotività o dalle comunicazioni impulsive di propaganda, ma parlare di fatti che aiutino a capire come evolve il mondo.

Ha prontamente citato il sovraccarico informativo: da dove si dovrebbe trarre la vera ispirazione per chi fa relazioni pubbliche? 

Secondo me si deve trarre dai classici, dai "giganti" sulle cui spalle possiamo stare. Si impara a comunicare meglio studiando Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, i grandi autori che hanno reso le parole generative di significato. Tra i contemporanei, cito Gianrico Carofiglio o il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Le parole vanno usate con cura perché non sono mai neutre; oggi sono abusate e strumentalizzate. Per districarsi tra le informazioni bisogna togliere le sovrastrutture manipolatorie e riconquistare capacità di ragionamento. Forse bisognerebbe studiare più filosofia e meno economia.

Come siete arrivati a scegliere il concetto di "Verità Resistenti"? 

Le dico la verità, rimanendo in tema. Ho incontrato in una piazzetta a Roma il caro amico e collega Bruno Mastroianni, precedente Presidente del Comitato Scientifico. Dialogando sulla complessità del mondo attuale, abbiamo pensato che il tema cruciale fosse proprio quello della verità. Abbiamo preso spunto dal testo La cura della ragione di Fabio Paglieri, che si interroga su dove sia finita la ragionevolezza. Abbiamo voluto stimolare i professionisti su cosa rimanga oggi della verità e cosa minacci la sua resistenza. La parola "resistenza" è bellissima e ambigua: dobbiamo prenderci cura della verità e degli strumenti per difenderla e raccontarla.

Rimanendo in tema, a cosa devono "resistere" oggi le verità? Qual è il ruolo del comunicatore e delle Relazioni pubbliche nel difendere e diffondere queste verità?

A questa domanda mi avvalgo della facoltà di non rispondere per evitare lo spoiler, poiché è il punto d'arrivo dei lavori che verranno presentati il 16 maggio. Preferisco rimandare la risposta alla settimana prossima.

Un’ultima domanda, quest'anno il format presenterà delle novità rispetto alle precedenti edizioni. Può anticiparci come cambierà la dinamica sul palco o l'interazione con il pubblico?

Vogliamo spostarci dal formato frontale (palco e ascolto passivo) a un momento che enfatizzi la creazione di relazioni. L'idea, che ho proposto e che è stata approvata, è quella di fare un "Processo alla verità". Il pubblico sarà coinvolto in lavori di gruppo per trasformare i contenuti della mattina in casi concreti. Questi casi saranno messi a disposizione di un avvocato difensore e di un avvocato accusatore. A decidere sarà una giuria popolare (il pubblico) e un giudice supremo che emetterà la sentenza finale al suono del martello.

L’appuntamento è per sabato 16 maggio, dalle ore 10.00, alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia.

Iscrizioni al link: https://inspiringpr2026.eventbrite.it

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