Specie chimiche nel particolato (PM2.5) in atmosfera

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Approfondire la conoscenza delle proprietà degli inquinanti atmosferici e dei loro impatti sull’ambiente e sulla salute è uno dei compiti fondamentali dell’Agenzia regionale prevenzione, ambiente ed energia (Arpae), soprattutto considerando che i valori misurati nelle diverse stazioni di monitoraggio possono risultare al di fuori dei limiti normativi, specialmente per ciò che riguarda il particolato atmosferico.

Di conseguenza in regione Emilia-Romagna è emerso l’interesse a indagare nel dettaglio la frazione delle polveri con diametro inferiore a 2,5 μm (PM2.5) quello che viene definito genericamente “particolato fine” e di cui normalmente viene espresso solo il valore di massa, con l’obiettivo di studiare la sua composizione e come varia nel tempo. Ciò può permettere di capirne meglio gli effetti sulla salute e sull’ambiente e la provenienza dalle diverse sorgenti, a supporto delle politiche per la salute e tutela dell’ambiente.

In questo report vengono brevemente riassunte misure giornaliere che proseguono da più di 13 anni e che possono indicare da cosa è composto il particolato che conosciamo comunemente come PM2.5.

Vengono riportate le concentrazioni dei principali costituenti del PM2.5: carbonio organico ed elementare, ammonio, nitrato, solfato e levoglucosano. Quest’ultimo, pur non avendo una grande importanza in termini di massa, risulta estremamente interessante in quanto è un tracciante della combustione della legna. È infatti molto raro poter studiare specie chimiche che siano traccianti specifici di una precisa sorgente perché di solito vengono prodotte da più fonti. La nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, approvata dal Consiglio Europeo in data 14/10/2024, richiede proprio la misura delle specie precedentemente elencate nel PM2.5, in quelli che la direttiva chiama “supersiti”.

L'agenzia dell'Emilia-Romagna è stata la prima in Italia a strutturare un “supersito”, rendendolo operativo già nel 2011 con il progetto omonimo. Attivandosi 13 anni prima che le venisse richiesto dalla UE, Arpae ha dimostrato di essere all’avanguardia nello studio dei fenomeni ambientali per fornire informazioni più complete possibili sia ai cittadini che alla governance.

Scarica il report dal sito di Arpae Emilia-Romagna

28/04/2026

Ultimo aggiornamento: 20-05-2026, 11:35

Recapiti
Autore/AutoriArpae Emilia-Romagna