Il centro studi di Fedespedi ha presentato l’analisi sulle società di gestione degli interporti italiani a Milano, nell’ambito del Salone dei Trasporti e della Logistica - Transpotec & Logitec

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Il centro studi di Fedespedi ha presentato l’analisi sulle società di gestione degli interporti italiani a Milano, nell’ambito del Salone dei Trasporti e della Logistica – Transpotec & Logitec

Società di gestione degli interporti italiani: fatturato 2024 a 214 milioni di euro (+0,8%) e utili netti in crescita.

L’intermodale raggiunge circa il 60% del traffico ferroviario merci. Nel 2024 movimentati oltre 52.800 treni.

Il centro studi di Fedespedi ha presentato l’analisi sulle società di gestione degli interporti italiani

a Milano, nell’ambito del Salone dei Trasporti e della Logistica – Transpotec & Logitec

Nel 2024 le società di gestione degli interporti italiani hanno generato complessivamente un fatturato pari a 214 miliardi di euro, con utili netti in crescita dell’8,7%.

È quanto emerge dall’analisi sulle società di gestione degli interporti italiani avviata dal Centro Studi di Fedespedi (Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali) che è stata presentata a Milano dal responsabile del Centro Studi Sergio Curi nell’ambito di un workshop promosso da Fedespedi all’interno del Salone dei Trasporti e della Logistica – Transpotec & Logitec.

Alla presentazione è seguita una tavola rotonda in cui sono intervenuti Gianpaolo Serpagli, ​Presidente di UIR e Presidente di CEPIM S.p.A. Interporto di Parma; Massimo Arnese ​CEO di CROSSTEC S.r.l. e ICT Manager di CIM S.p.A. Interporto di Novara; Alberto Milotti ​FS Logistix, Direttore Network Terminali Intermodali e Convenzionali, Presidente di EuroPlatforms (associazione europea degli interporti). Il workshop si è chiuso con i saluti di Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi.

La ricerca, condotta su un campione di 24 società operative, si propone di offrire un quadro organico e comparativo di un settore infrastrutturale cruciale per la competitività del Paese. Secondo le prime evidenze, il sistema degli interporti italiani – composto da 27 strutture che si sviluppano su una superficie operativa di oltre 33,8 milioni di metri quadrati – conferma un ruolo centrale per la competitività della logistica nazionale e per lo sviluppo dell’intermodalità.

I risultati economico-finanziari 2024. Il 2024 si è chiuso in modo complessivamente positivo per il settore interportuale. Il fatturato aggregato delle 24 società analizzate ha raggiunto i 214 milioni di euro, registrando un incremento dello 0,8% rispetto al 2023, con utili netti in crescita dell’8,7% (da 9,9 a 10,6 milioni di euro). Le aree complessivamente gestite ammontano a circa 34 milioni di metri quadri, occupando 742 dipendenti, con un fatturato pro capite di circa 288.000 euro. Tra i principali operatori, spiccano per ricavi l’Interporto Rivalta Scrivia (52,9 milioni di euro), l’Interporto di Padova (40,1 milioni di euro) e l’Interporto Sud Europa (18 milioni di euro). Sul piano degli indici di bilancio, l’analisi dei dieci maggiori interporti evidenzia una redditività del capitale investito (ROI) intorno al 2% e un margine sulle vendite (ROS) dell’8%, al netto delle perdite di alcune specifiche realtà.

Le attività intermodali: crescita e concentrazione geografica. Un dato estremamente significativo e in controtendenza rispetto alla modesta crescita generale del traffico merci ferroviario (+4,4% nel decennio 2014-2024) è l’incidenza del traffico intermodale: la quota sul totale ferroviario è salita a circa il 60%, rispetto a meno della metà del 2010, a conferma di un progressivo consolidamento dell’intermodalità ferro-gomma. Per misurare il contributo concreto degli interporti, il report evidenzia che nel 2024 il sistema ha movimentato complessivamente circa 52.800 treni. L’analisi rileva tuttavia una fortissima concentrazione nel Nord Italia, da cui proviene l’82% del trasporto su ferrovia e il 68% di quello stradale. L’Interporto di Verona si conferma il primo operatore nazionale assoluto con 14.600 treni (27,6% del totale), seguito dall’Interporto di Padova con 8.000 treni (15,1%). Al terzo posto, primo del Mezzogiorno, si colloca l’Interporto Sud Europa di Marcianise con 4.000 treni (7,6%). Seguono Novara e Parma (3.800 treni, 7,2%) e Bologna (3.000 treni, 5,7%). Nel complesso, i tre grandi terminal del Nord (Verona, Padova e Novara) realizzano da soli circa il 50% di tutto il traffico ferroviario interportuale nazionale.

Il nuovo quadro normativo: la L. 177/2025 Lo studio approfondisce anche l’impatto della recente Legge quadro n. 177 approvata nel 2025, che qualifica gli interporti come infrastrutture di rilevanza nazionale a gestione imprenditoriale e introduce il Comitato nazionale per l’intermodalità e la logistica.

Lo studio integrale sulle società di gestione degli interporti italiani è disponibile sul sito di Fedespedi, nella sezione Centro Studi.

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