Comunicato stampa
28/05/2026
“Ora possiamo smetterla di parlare del mio corpo?”. Con queste parole una delle figure femminili più famose e influenti del mondo presentava nel 2016 dalla copertina del ‘Time’ il suo fisico curvy politicamente corretto. Era Miss Barbara Millicent Roberts, meglio conosciuta come Barbie. La bambola a stelle e strisce della Mattel, il 9 marzo ha spento 67 candeline e torna a brillare con il suo splendore all’interno della mostra di giocattoli vintage dal titolo ‘Siamo tutti nella stessa barca’. Il 29 maggio alla presenza del testimonial, lo scrittore Maurizio De Giovanni, verrà inaugurata l’esposizione temporanea negli spazi del plesso Corradino dell’Istituto Moricino – Borsellino in piazza Sant’Eligio, e sarà visitabile in orario scolastico fino al 12 giugno. La mostra rappresenta la tappa conclusiva del progetto ‘Giocattolo, che Genere!’ ed è stata organizzata da Antinoo Arcigay con la collaborazione del Museo del Giocattolo di Napoli, del Tamburo di Latta e dell’associazione Scuola Progetto Futuro e Volontariato. Durante il dibattito a porte aperte parteciperanno, dalle ore 10.00 alle 13.00 del 29 maggio, Giuliana Zoppoli, dirigente ICS Moricino – Borsellino, Mariavalentina Esposito, docente ICS Moricino – Borsellino, Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli, Paolo Russo di Scuola Progetto Futuro e Volontariato, Vincenzo Capuano di Tamburo di Latta e Maurizio De Giovanni.
Il progetto
Il progetto ‘Giocattolo, che Genere!’, realizzato sulla base dell’Avviso Pubblico ‘Cultura che classe!’ del Comune di Napoli, è stato caratterizzato da seminari e da incontri laboratoriali teorici e pratici nell’Istituto professionale G. Rossini, nell’Istituto tecnico tecnologico Giordano Striano e nell’Istituto Comprensivo Statale Moricino – Borsellino. La mostra ‘Siamo tutti nella stessa barca’, pensata e studiata dagli allievi, è stata curata dal docente universitario Vincenzo Capuano, ed è rivolta al mondo dei giovani, degli adulti e degli educatori, senza la pretesa di imporre un’idea ma suggerendo degli spunti di riflessione. L’esibizione è caratterizzata dalla presenza di giocattoli vintage dal fascino evocativo, dalla bellezza estetica e dalla raffinatezza costruttiva. Il messaggio che si vuole lanciare è che il gioco deve essere visto come un atto di libertà, conoscenza e competenza. Un tentativo di comprendere il presente per abbattere gli stereotipi di genere. Tra i temi discussi durante il progetto c’è la storia della bambola: raccontarla significa metaforicamente affrontare la storia della donna e dell’uomo, per scoprire come alcuni modelli – in apparenza superati – costituiscano ancora un forte retaggio psicologico e culturale e un efficace strumento politico.
Il video
Durante i laboratori è stato girato il documentario che porta il titolo del progetto, ‘Giocattolo, che Genere!’. Il cortometraggio ha visto come protagonisti i ragazzi e i professori delle scuole medie e degli istituti professionali e raccoglie le interviste, realizzate dalla giornalista e videomaker Francesca Saccenti. Gli studenti nel rispondere alle domande si sono soffermati su quanto il ruolo dei genitori influenzi in maniera determinante, e talvolta discriminatoria, il modo di giocare durante l’infanzia. La paura dei pregiudizi spesso parte dalla famiglia e non dal contesto esterno.
Il testimonial
Classe 1958, Maurizio De Giovanni è uno dei più importanti scrittori italiani, celebre per i romanzi gialli ambientati nella città natale, tra cui spiccano le saghe del ‘Commissario Ricciardi’, dei ‘Bastardi di Pizzofalcone’ e di ‘Sara’. Le sue opere sono apprezzate per la profondità psicologica, per l’evocativa atmosfera partenopea e per l’abilità nel tessere trame avvincenti. L’impegno di Maurizio De Giovanni per i diritti civili si manifesta in modo sottile ma incisivo all’interno della sua narrativa. Attraverso la creazione di personaggi marginalizzati, vittime di pregiudizi o portatori di diversità, lo scrittore offre uno sguardo critico sulle dinamiche di potere e sulle disuguaglianze sociali.