Milano, 4 giugno 2026
AIRIA – Associazione Regolazione Intelligenza Artificiale, Consorzio Netcomm – Consorzio del commercio digitale italiano, FCP – Federazione Concessionarie Pubblicità, FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali, IAA Italy Chapter – International Advertising Association, IAB Italia – Interactive Advertising Bureau, UPA – Utenti Pubblicità Associati, UNA – Aziende della Comunicazione Unite, tra le principali associazioni rappresentative dell’ecosistema digitale italiano, hanno inviato nei giorni scorsi al Governo[1] una lettera con la quale intendono sottoporre alla sua attenzione alcune considerazioni in merito alla proposta di Regolamento UE c.d. “Omnibus digitale”, attualmente in discussione a livello europeo.
La richiesta riguarda, in particolare, gli articoli 88-bis e 88-ter che la Commissione Europea propone di introdurre nel Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”). Le associazioni condividono l’obiettivo di rendere il quadro normativo più coerente e meno complesso, capace di ridurre gli oneri amministrativi e favorire l’innovazione, mantenendo al contempo un elevato livello di tutela degli utenti e dei dati personali. In questa prospettiva, una reale semplificazione sosterrebbe lo sviluppo del mercato unico digitale, in linea con l’impostazione del rapporto di Mario Draghi sulla competitività dell’Unione[2].
Secondo le associazioni, però, alcune misure oggi in discussione – in particolare l’art. 88 ter del GDPR che introduce un meccanismo centralizzato per la gestione del consenso tramite browser – rischiano, piuttosto, di creare dubbi interpretativi, difficoltà tecniche e nuovi costi di adeguamento per molte imprese che operano nel digitale.
Le associazioni segnalano inoltre possibili impatti economici e industriali derivanti dall’introduzione di un sistema di consenso centralizzato a livello di browser. Tale meccanismo, oltre a compromettere la consapevolezza e la specificità della manifestazione del consenso da parte degli utenti, potrebbe determinare una significativa riduzione dei tassi di consenso. Da un recente studio[3] è emerso che l’introduzione dell’Apple App Tracking Transparency (ATT) (richiesta di consenso a livello di sistema operativo IOS) ha comportato una riduzione dei tassi di consenso compresa tra il 60% e il 65% in sette Paesi dell’Unione europea.
Tutto ciò comporterebbe effetti sull’efficacia dei servizi digitali supportati da modelli pubblicitari, sulla misurazione dell’audience e sulla sostenibilità economica di numerosi operatori attivi nell’economia digitale.
A questo proposito, le stime economiche indicano una potenziale riduzione dei ricavi pubblicitari nell’Unione Europea nell’ordine di 40-50 miliardi di euro (pari al 30-35% a parità di spesa), mentre ogni ulteriore diminuzione dell’1% del tasso di consenso comporterebbe una perdita annua compresa tra 600 e 800 milioni di euro.
Le associazioni chiedono pertanto che l’Italia assuma una posizione chiara e coerente nell’ambito del negoziato europeo, con l’obiettivo di individuare un equilibrio adeguato tra la tutela dei diritti degli utenti e l’effettiva applicabilità delle norme.
Una maggiore certezza giuridica consentirebbe infatti alle imprese di conformarsi in modo concreto e responsabile agli obblighi previsti, contribuendo a garantire una protezione realmente efficace dei diritti dei cittadini: finalità che costituisce la priorità tanto delle autorità competenti quanto delle nostre associazioni.
Si conferma, infine, la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, mettendo a disposizione dati, analisi ed elementi tecnici utili a definire la posizione italiana.
Per ulteriori approfondimenti sulle attività di IAB Italia relative al Digital Omnibus si rimanda al comunicato che chiarisce la posizione dell’associazione sul tema.
[1] Al Ministero per gli Affari Europei, Sottosegretario di Stato all’innovazione tecnologica e trasformazione digitale, Sottosegretario all’informazione e all’editoria, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
[2] Draghi, M. (2024). The future of European competitiveness: A competitiveness strategy for Europe. Report commissionato dalla Commissione Europea. Disponibile su: https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/draghi-report_en (ultima consultazione in data 22 aprile 2026).
[3] Implement Consulting Group, Gone in One Click: Assessing the Socio-Economic Impact of Browser-Level Consent in the EU, marzo 2026, disponibile su: https://cms.implementconsultinggroup.com/media/uploads/articles/2026/Gone-in-
one-click/260325_Gone-in-one-click.pdf