Approvato Ddl Valditara, Arcigay, “Una ferita alla scuola pubblica e ai diritti delle giovani generazioni”

Bologna, 4 giugno 2026 – Con il voto definitivo del Senato, il disegno di legge Valditara sulla scuola diventa legge dello Stato. Per Arcigay si tratta di “una scelta politica gravissima – dichiara il segretario generale Gabriele Piazzoni – che segna un ulteriore passo nella deriva autoritaria e conservatrice che da tempo denunciamo, che ferisce la scuola pubblica, la libertà di insegnamento e i diritti delle giovani generazioni.

La legge – prosegue – introduce un principio inedito e pericoloso: l'idea che temi fondamentali come affettività, sessualità, relazioni, consenso, parità e contrasto alle discriminazioni non appartengano alla missione educativa della scuola. Una visione che contraddice il mandato costituzionale dell'istruzione pubblica, chiamata a rimuovere le disuguaglianze e a formare persone libere e consapevoli. Questa legge viene approvata in aperta contraddizione con le indicazioni delle principali organizzazioni internazionali come OMS e UNESCO. Trasformare affettività, sessualità e consenso in argomenti sospetti significa privare le nuove generazioni degli strumenti necessari per comprendere sé stesse, costruire relazioni libere e riconoscere la violenza quando si manifesta.”. 

Marta Rohani, delegata alla scuola nella segreteria nazionale di Arcigay, aggiunge: “Il governo sbaglia se pensa di parlare a nome di tutte le famiglie. Ci sono migliaia di genitori che chiedono scuole più sicure, più inclusive, che insegnino il rispetto delle differenze. Non siamo di fronte a una misura di tutela, ma a una precisa scelta politica e culturale: si preferisce il silenzio all'educazione, il sospetto alla conoscenza, il controllo alla libertà. Le domande delle persone più giovani non scompaiono perché una legge prova a zittirle. Non scompaiono i bisogni, non scompaiono le discriminazioni, non scompare la violenza. Scompare soltanto la possibilità di affrontarle apertamente e con strumenti adeguati. A pagare il prezzo più alto saranno ancora una volta le giovani persone LGBTQIA+, e in particolare le persone trans e non binarie, che vedono restringersi ulteriormente gli spazi di riconoscimento e autodeterminazione nei contesti educativi. Questa legge sceglie di preservare un ordine sociale fondato sul patriarcato, sugli stereotipi di genere e sull'eteronormatività, invece di mettere in discussione le radici culturali della violenza e delle discriminazioni”, conclude Rohani.