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La giunta valuti l’attivazione di specifiche iniziative istituzionali di monitoraggio sul fenomeno del condizionamento mafioso negli istituti penitenziari dell'Emilia-Romagna alla luce delle recenti dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia che invita a prestare attenzione su alcune dinamiche nella Casa circondariale di Bologna. Lo chiede, con un’interrogazione, Simona Lembi (Pd).
“Se le segnalazioni venissero confermate - ha sottolineato Lembi - assumerebbero particolare rilevanza sotto il profilo della sicurezza, della tutela della legalità e dell'effettività della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione. La Regione Emilia-Romagna è impegnata nelle attività di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni mafiose e nella promozione della cultura della legalità e la presenza di eventuali dinamiche mafiose negli istituti penitenziari rischia di compromettere i percorsi di reinserimento sociale delle persone detenute, oltre a rafforzare la capacità di resilienza delle organizzazioni criminali”.
Lembi ha quindi posto l’attenzione sul circuito differenziato che prevede la separazione dei detenuti in base alla loro pericolosità e ai legami con la criminalità organizzata: “Il Garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna ha riferito della soppressione, all'inizio del 2025, del circuito differenziato nel carcere di Bologna. È quindi necessario comprendere quali effetti tale scelta abbia prodotto sotto il profilo della prevenzione delle infiltrazioni mafiose e della gestione dei detenuti appartenenti alla criminalità organizzata”.
(Lucia Paci)
Ultimo aggiornamento: 08-06-2026, 16:45