Il costo della burocrazia per le imprese Romane | Confcommercio Roma e Federservizi - Format Research

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9 giugno 2026

Burocrazia e imprese: a Roma gli adempimenti costano in media 56 mila euro l’anno

Presentati i risultati della ricerca di Confcommercio Roma e Federservizi. Costi, tempi e complessità amministrative sottraggono risorse a investimenti, innovazione e crescita.

Quanto pesa realmente la burocrazia sulle imprese romane? È la domanda al centro dell’incontro “Burocrazia: leva per la crescita o freno allo sviluppo?”, che si è svolto l’8 giugno nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma.

L’iniziativa, promossa da Confcommercio Roma e Federservizi, ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, associazioni, professionisti e imprenditori sulle difficoltà che le aziende incontrano quotidianamente nel rapporto con la Pubblica Amministrazione.

Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati dell’indagine realizzata da Format Research su un campione rappresentativo di 500 imprese dei servizi B2B della provincia di Roma.

Imprese e Pubblica Amministrazione devono procedere insieme

Ad aprire i lavori è stato Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma, che ha sottolineato come la complessità affrontata oggi dagli imprenditori sia superiore rispetto al passato e come, soprattutto le imprese di minori dimensioni, non possano essere lasciate sole.

«Non si può sviluppare il Paese con la sola volontà degli imprenditori, così come uno Stato da solo non è in grado di creare sviluppo ed economia. Imprese e Pubblica Amministrazione devono procedere all’unisono: è l’unica possibilità che abbiamo per affrontare le sfide del Paese».

Tagliavanti ha inoltre ricordato l’impegno della Camera di Commercio sul fronte della digitalizzazione e della semplificazione, citando il Cassetto digitale dell’imprenditore, già utilizzato da circa due milioni di imprese.

Semplificare significa liberare risorse per lo sviluppo

Pier Andrea Chevallard, presidente di Confcommercio Roma,

Nel suo intervento, Pier Andrea Chevallard, Presidente di Confcommercio Roma, ha evidenziato il ruolo strategico del terziario avanzato per la crescita della Capitale e la necessità di rendere Roma sempre più attrattiva e competitiva rispetto alle principali città europee.

«Una concreta semplificazione amministrativa è condizione per accelerare lo sviluppo, attrarre nuovi investimenti e consentire alle imprese di esprimere pienamente il proprio potenziale».

Chevallard ha ricordato che le risorse oggi assorbite da pratiche, adempimenti, procedure fiscali e consulenze potrebbero essere destinate a innovazione, nuova occupazione e investimenti.

Semplificare, ha precisato, non significa eliminare i controlli, ma renderli più efficaci, coordinati e non vessatori, permettendo alle imprese di concentrarsi sulla creazione di lavoro e valore per il territorio.

Il costo della burocrazia per le imprese romane

Pierluigi Ascani, presidente Format Research

La ricerca, illustrata da Pierluigi Ascani, Presidente di Format Research, ha misurato l’impatto degli adempimenti amministrativi sulle imprese dei servizi B2B della provincia di Roma.

Il settore ha un peso importante sull’economia del territorio: conta oltre 70 mila imprese, quasi 600 mila addetti e più di 84 miliardi di euro di fatturato complessivo.

Dall’indagine emerge un carico amministrativo ancora molto pesante. Gli adempimenti più gravosi sono quelli dichiarativi e fiscali, considerati pesanti o molto pesanti da circa il 56% delle imprese intervistate. Autorizzazioni, certificazioni e obblighi fiscali e previdenziali continuano quindi ad assorbire tempo e risorse che potrebbero essere destinati all’attività aziendale.

Il costo della burocrazia cresce con le dimensioni dell’impresa e può sfiorare i 700 mila euro l’anno. Per una microimpresa con 2-9 addetti si stima una spesa media di circa 16.600 euro annui; per le imprese con 10-49 addetti il costo sale a circa 113 mila euro, mentre per quelle con più di 49 addetti raggiunge mediamente i 673 mila euro.

A risentirne maggiormente, in proporzione al fatturato, sono però le imprese più piccole. Nelle microimprese gli oneri amministrativi incidono in media per il 3,2%, contro il 2,7% delle piccole imprese e il 2,4% di quelle medio-grandi. Pur sostenendo costi inferiori in valore assoluto, le realtà di minori dimensioni risultano quindi più esposte.

Gestire i rapporti con la Pubblica Amministrazione richiede inoltre un’organizzazione dedicata.

Nel 37,9% dei casi le imprese coinvolgono sia personale interno sia consulenti esterni; il 33,8% si affida soltanto a risorse interne, mentre il 28,3% delega completamente gli adempimenti a commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro e altri professionisti.

Il giudizio sui servizi ricevuti dagli uffici pubblici mostra, infine, livelli di soddisfazione ancora contenuti. Le valutazioni migliori riguardano il Comune, con il 33,3% di giudizi positivi, la Camera di Commercio, con il 32,6%, e gli enti legati al lavoro — INPS, INAIL e Ispettorato — con il 30,1%. Percentuali che evidenziano come, nonostante alcuni segnali positivi, il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione presenti ancora ampi margini di miglioramento.

Contenziosi e richieste informative: le aree più critiche

Negli ultimi due anni, l’8,3% delle imprese intervistate ha avuto un contenzioso con la Pubblica Amministrazione. Nel 75% dei casi, le controversie hanno riguardato tributi e fiscalità locale.

Anche la gestione delle richieste informative rappresenta un fattore critico: raccolta e trasmissione di dati, documentazione, comunicazioni e dichiarazioni richiedono tempo, competenze e investimenti in piattaforme e sistemi informatici.

Il rischio è che l’eccessivo carico amministrativo finisca per rallentare l’operatività delle aziende e sottrarre risorse a innovazione, investimenti e sviluppo commerciale.

Le proposte di Federservizi per un Patto per la semplificazione

Nel presentare finalità e prospettive dell’indagine, Camillo Ricci, Presidente di Federservizi, ha sottolineato come i dati emersi dalla ricerca non debbano rappresentare soltanto una fotografia delle difficoltà affrontate dalle imprese, ma il punto di partenza per costruire una vera agenda di lavoro condivisa con le istituzioni.

L’obiettivo indicato è la definizione di un Patto per la semplificazione amministrativa nella Capitale, fondato su interventi concreti capaci di ridurre costi, tempi e duplicazioni e di rendere la Pubblica Amministrazione un interlocutore più efficiente per il sistema produttivo.

La prima proposta riguarda l’effettiva interoperabilità delle banche dati pubbliche, attraverso l’applicazione del principio europeo del “once only”, secondo cui ogni informazione deve essere comunicata dall’impresa una sola volta. Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Camera di Commercio, Roma Capitale, Regione Lazio e Città Metropolitana devono poter condividere i dati già disponibili, evitando di richiedere più volte alle aziende la stessa documentazione.

Secondo il Presidente di Federservizi, è necessario riprogettare i processi, integrare le piattaforme e verificare che ogni nuovo strumento digitale produca una reale semplificazione. In questa prospettiva, è stata proposta l’istituzione di un tavolo permanente tra amministrazioni e associazioni di categoria, incaricato di monitorare periodicamente l’avanzamento dei progetti e di rendere pubblici i risultati raggiunti.

Tra le proposte figura anche l’introduzione della regola “one in, one out”: ogni nuovo adempimento amministrativo introdotto dalle amministrazioni locali dovrebbe essere accompagnato dall’eliminazione di un obbligo già esistente, invertendo così la tendenza al progressivo accumulo di procedure.

Rendere meno conflittuale il rapporto tra imprese e amministrazione

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla necessità di rendere meno conflittuale il rapporto tra imprese e amministrazione. Il peso dei contenziosi tributari rende necessario rafforzare gli strumenti di confronto preventivo e di risoluzione delle controversie, attraverso il potenziamento dell’accertamento con adesione, della mediazione e della conciliazione, insieme all’apertura di sportelli unici tra imprese e uffici fiscali locali.

Sul fronte delle gare pubbliche, Federservizi propone la creazione di un fascicolo virtuale unico dell’impresa, accessibile a tutte le stazioni appaltanti, la standardizzazione dei bandi e la riduzione delle richieste documentali ridondanti. A queste misure dovrebbe affiancarsi un canale dedicato alle micro e piccole imprese, affinché la possibilità di partecipare alla spesa pubblica non sia riservata, di fatto, soltanto alle aziende dotate di strutture amministrative interne più articolate.

Infine, Ricci ha richiamato l’importanza della formazione continua del personale pubblico e di un cambiamento culturale nel rapporto con il sistema produttivo: l’impresa deve essere considerata un interlocutore e un partner per la crescita della città, non un soggetto da guardare con sospetto.

«Le imprese non chiedono favori, non chiedono scorciatoie. Chiedono un’amministrazione che funzioni, che rispetti i tempi, che riconosca il valore di chi fa impresa, che sappia accompagnare e non solo controllare».

Federservizi Confcommercio Roma hanno confermato la disponibilità ad affiancare le istituzioni che vorranno raccogliere questa sfida, nella convinzione che semplificare la burocrazia non rappresenti una concessione alle imprese, ma un investimento sul futuro della città.

Dal confronto alle possibili soluzioni

Il programma è proseguito con la tavola rotonda alla quale hanno partecipato Gianni Dominici, Direttore di Forum PA, Gianfranco Passalacqua, avvocato amministrativista e docente dell’Università La Sapienza, e Paolo Piantavigna, avvocato tributarista e docente dell’Università di Padova.

Spazio anche alla presentazione del Portale Unico delle Complicazioni Semplici – PUCS, ideato dall’imprenditore Antonio Giarrusso, e alle testimonianze dirette di imprenditori del settore sulle conseguenze concrete della cosiddetta “mala burocrazia”.

A coordinare e moderare i lavori è stata Maria Soave, conduttrice di Uno Mattina News.

L’incontro ha confermato la necessità di proseguire il confronto tra imprese e istituzioni per trasformare la Pubblica Amministrazione in un interlocutore sempre più accessibile, efficiente e vicino alle esigenze del sistema produttivo.

(Piazza di Pietra – Camera di Commercio di Roma –  Foto di F Ascani)

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