Si chiude ReClaim, il festival diffuso di COSPE

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Ambiente, femminismi, diritti, informazione, politica, musica e satira, gli ingredienti del festival diffuso di COSPE che ha coinvolto 4 città e circa 1000 persone in presenza e ha visto sui palchi del ReClaim, Cecilia Sala, Priscilla, Alessio Marzilli, Margherita Vicario, Lola Vendetta, Claudia Fauzia, Alberto Trentini, Yousef Hamdouna, Daniela Morozzi, Marco Damilano e molti altri.

Si è conclusa la prima edizione del Festival COSPE ReClaim, l’evento di COSPE che si è svolto il 22 e il 23 maggio scorsi tra Firenze, Bologna, Cali e Capetown: due giornate che hanno portato al centro del dibattito pubblico temi spesso relegati ai margini come diritti, partecipazione, giustizia sociale, ambiente, libertà di espressione e solidarietà internazionale. Circa 500 persone hanno preso parte attivamente agli appuntamenti fiorentini e circa 300 a quelli bolognesi e altrettanti negli eventi organizzati in contemporanea nella capitale sudafricana e nelle sedi di COSPE in Colombia (Cali e Mocoa). Cifre che confermano la necessità di spazi in cui ascoltare esperienze diverse, costruire connessioni e immaginare nuovi modi di abitare il mondo.

“Stanchi ma felici. Dopo questa prima e ambiziosa edizione, ci portiamo a casa tante emozioni e tanti spunti di riflessione, ma anche qualche certezza: il Festival è stato davvero uno spazio condiviso di parola, immaginazione e azione – ha detto Anna Meli, presidente di COSPE- un luogo, tanti luoghi, disseminati nelle diverse città dove si è svolto, in cui abbiamo provato a rivendicare diritti e affermare identità. Abbiamo provato a tenere insieme persone e istanze e rivendicazioni diverse e metterle in dialogo per creare un terreno comune su cui costruire un destino diverso per tutti noi. Crediamo di essere sulla strada giusta”.

Tanti gli ospiti che si sono susseguiti sui palchi dell’Impact hub e il Teatro Alfieri di Firenze e il Baumhaus di Bologna. Luoghi dove le periferie del mondo si sono incontrare spostandone confini e sguardi. Dalla Scampia di Davide Cerullo, presidente dell’Albero delle storie alle “scampie” di Cali da dove ci ha parlato Kike Riaskos, musicista e operatore sociale nostro partner nel progetto “Acordes de paz” che punta alla messa in valore delle energie giovani che nelle periferie proliferano, fino a quelle fiorentine con i racconti di Ernesto Pagano, giornalista a regista che ha seguito per noi le storie di migranti non accompagnati nell’ambito del progetto Grande.

Ma sono state anche le “periferie dell’informazione” a salire sul palco, con gli approfondimenti seguitissimi dal pubblico dei due “Mappamondi live”, format giornalistico di approfondimento a cura dei giornalisti RAI Giammarco Sicuro e Veronica Fernandes, su Colombia e Sudafrica. Ma il giro del mondo del Festival ha visto protagonisti anche l’Iran, con l’atteso incontro con Cecilia Sala (a lei è andato anche il riconoscimento Pegaso delle donne della Regione Toscana, consegnato dalla assessora alla cultura Cristina Manetti durante l’apertura del Festival) dedicato alle proteste giovanili e all’attivismo che attraversa le giovani generazioni e che ha portato sul palco la sua esperienza di inviata che riflette sul ruolo dei media e la correttezza di informazione, e Gaza con le eccezionali testimonianze di Wesam Hamada madre di Hind Rajab, di Yousef Hamdouna e di Mohamed Al Essi, direttore della compagnia teatrale a cui è stato devoluto l’incasso della serata perché possano continuare a svolgere il loro prezioso lavoro di sostegno psicologico e di gestione del trauma per i bambini e le bambine, i giovani e le donne. Mohammed si è collegato da una tenda di un campo profughi della Striscia: “Mio figlio -ha detto in apertura- mi chiede perché insista a partecipare a questi incontri, con tutte le difficoltà logistiche e l’instabilità dei collegamenti. Io gli ho risposto che è importante parlare, è importante che le persone continuino ad ascoltarci e sappiano come viviamo e cosa speriamo. Per questo sono qui”. L’importanza della testimonianza  ci è venuta anche da Alberto Trentini, giovane cooperante arrestato e detenuto ingiustamente in Venezuela per più di un anno: “Mi devo ancora riprendere un po’, ma voglio continuare a fare questo lavoro: una professione fatta di impegno e mossa soprattutto da curiosità e gioia nello scoprire incontrare altri mondi”. Quando ripartirà? ha chiesto il giornalista Damilano, che ha sempre seguito il suo caso. “Quando mia madre mi renderà il passaporto”.

E non c’è voluto il passaporto per arrivare a Tunisi e a Capetown per parlare delle “Resistenze queer” in questi due paesi, dove lavoriamo sostenendo la società civile e le associazioni locali: contesti diversi ma lotte comuni. Se il Sudafrica ha una legislazione avanzata ma nella realtà fatica a dare spazio a diritti, tutele e servizi per le persone lgbtqia+, la Tunisia presenta un quadro molto più complesso in cui gli e le attiviste rischiano per la loro esposizione e per il loro impegno. Alle nostre associazioni partner nei due paesi, Gender DinamiX e Mawjeudin,  è andato il nostro “Premio Reclaim” per il loro lavoro politico e sociale sul terreno.  Mentre a Firenze il premio è andato al comitato Tanucci Piazza Aperta: tante lotte più o meno visibili a cui il Festival ha voluto dare spazio e visibilità.

E il viaggio nelle rivendicazioni di tutto il mondo è continuato grazie alle fumettiste ribelli che sfidano il patriarcato e la violenza di genere con le loro eroine di carta Lola Vendetta e Anarkikka su tutte e l’incontro femminismi in dialogo a Bologna di fronte a un pubblico giovane e interessato.

E poi ancora ambiente, consumo critico, attivismo ambientale, eco femminismo con i panel “No Planet B”, ma anche politica e satira con Alessio Marzilli, hanno raccontato in un vorticoso susseguirsi di eventi e incontri, tanti dei temi di COSPE. Quelli su cui lavoriamo e su cui vogliamo continuare a impegnarci in tutto il mondo, per immaginare, insieme, società più giuste, solidali e sostenibili e perché ReClaim non sia solo un grido o una speranza ma un diritto e un’affermazione.

Tutti i contenuti del Festival sono visibili qui.

Firenze, 10.06.26

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