G7 A PARIGI, MACRON RICEVE LA DELEGAZIONE DEL PRIDE7: C’È ANCHE ARCIGAY.
Roberto Muzzetta, delegato alle relazioni internazionali dell’associazione LGBTQIA+ italiana, tra le persone ricevute ieri all’Eliseo al vertice dei leader internazionali: “Un passo storico”
Bologna, 11 giugno 2026 – C’era anche Arcigay (assieme a Japan Alliance for lgbt legislation dal Giappone, Egide dalla Francia, Kaleidoscope Trust dal Regno Unito e Ilga world) nella delegazione del Pride7, il nuovo gruppo di engagement ammesso per la prima volta ai lavori del G7 francese 2026 e che ieri ha incontrato il presidente Emmanuel Macron. Il Pride7 – in cui siedono le associazioni LGBTQIA+ dei Paesi del G7 e di altri Paesi europei e del sud del mondo. – chiede ai governi delle principali democrazie di assumere impegni vincolanti per i diritti delle persone LGBTQIA+ in tutte le politiche, a partire dalla cooperazione allo sviluppo. Nella delegazione del Pride7 c’era anche Roberto Muzzetta, delegato alle relazioni internazionali nella segreteria nazionale di Arcigay.
Il comunicato diffuso dal Pride7, rivolto al vertice dei leader in Francia, denuncia come in un contesto globale segnato da autoritarismi e guerre le persone LGBTQIA+ continuino a subire violenze, discriminazioni e invisibilità nelle politiche di aiuto, anche quando questi aiuti sono finanziati dai Paesi del G7. Le organizzazioni chiedono che l’orientamento sessuale, l’identità ed espressione di genere e le caratteristiche sessuali (SOGIESC) entrino stabilmente nei comunicati finali del G7, così come nelle leggi e nei programmi su democrazia, cooperazione internazionale, clima, economia e salute.
Tra le richieste centrali al G7: leggi contro le discriminazioni e le violenze, riconoscimento legale dell’identità di genere basato sull’autodeterminazione, matrimonio egualitario, tutela delle persone intersex da interventi medici non necessari, protezione delle libertà di espressione e di manifestazione – a partire dai Pride – e sostegno politico e finanziario alle organizzazioni LGBTQIA+ nei contesti più a rischio. Il Pride7 chiede inoltre che la cooperazione non sia usata come strumento di pressione politica ma resti fondata sui diritti umani, includa esplicitamente i diritti sessuali e riproduttivi e si doti di dati e indicatori capaci di misurare l’impatto sulle persone LGBTQIA+.
In ambito di pace e sicurezza il documento richiama l’attenzione sulle persone LGBTQIA+ nei conflitti e nelle crisi umanitarie – da Afghanistan a Ucraina, da Sudan a Palestina – chiedendo protezione per chi fugge da persecuzioni basate su orientamento sessuale e identità di genere e un’applicazione realmente inclusiva dell’agenda Donne, Pace e Sicurezza. Sul fronte della salute, il Pride7 sollecita investimenti strutturali nella lotta all’HIV, nella salute mentale, nell’accesso universale ai servizi e nel riconoscimento giuridico di tutte le famiglie, comprese quelle omogenitoriali.
Per dare continuità a questo lavoro, il Pride7 ha chiesto e ottenuto di essere riconosciuto come gruppo ufficiale di engagement del G7, al pari di Women7, Civil7 e Youth7, garantendo una presenza stabile delle voci LGBTQIA+ nei processi decisionali delle maggiori democrazie mondiali.
“Il Pride7 – spiega Roberto Muzzetta – nasce in Giappone con l'obiettivo di creare una rete internazionale di organizzazioni LGBTQIA+ capace di dialogare con il G7 come interlocutore riconosciuto sui temi dei diritti e dell'inclusione. Un primo importante risultato arriva a Matera, quando il Pride7 viene citato nella dichiarazione ministeriale sui diritti. Ieri, a Parigi, è stato compiuto un ulteriore passo storico: il Pride7, di cui Arcigay fa parte, è stato ufficialmente riconosciuto tra i network di riferimento del G7. In occasione dell'incontro all'Eliseo dedicato ai 13 Engagement Groups del G7, la delegazione del Pride7 ha consegnato e presentato al Presidente francese, in qualità di Presidente del G7, il proprio Communiqué, illustrando le principali priorità della comunità LGBTQIA+ internazionale. Un passaggio che sancisce l'ufficializzazione del Pride7 nel sistema dei processi partecipativi del G7”, conclude Muzzetta.
Qui il testo integrale del comunicato del Pride7