Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione

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Studi

26 Giugno 2026·EVENTI

Nella giornata di apertura del Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato è stato presentato un report coordinato dall’Ufficio Studi che propone una un’analisi del contributo delle micro e piccole imprese a un modello di sviluppo inclusivo e a misura d’uomo.

Attraverso le tre dimensioni dei territori che custodiscono, delle persone che condividono e delle idee che innovano, il report evidenzia il ruolo delle imprese come protagoniste della transizione sostenibile, della coesione sociale e della competitività dei sistemi locali. Le evidenze raccolte nel report mostrano come la sostenibilità nasca dalla cura dei territori, dalla valorizzazione del capitale umano e dalla capacità di trasformare conoscenze e tradizioni in innovazione, associate ad una crescente propensione ad investire. In un contesto segnato da cambiamenti climatici, transizioni digitali e tensioni geopolitiche, le imprese artigiane e le micro e piccole imprese rappresentano un fattore di resilienza, inclusione e sviluppo diffuso. Dalla sintesi di territorio, persone e innovazione emerge un modello di crescita sostenibile che coniuga competitività, identità e benessere delle comunità.

Nella presentazione del report ‘Quadro economico, mappe immagini e dati’, qui per scaricare le slides della presentazione – introdotta da Enrico Quintavalle, Responsabile Ufficio Studi, gli interventi di Carlotta Andracco dell’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza, Monica Salvioli dell’ Ufficio Studi Lapam – Confartigianato Modena Reggio-Emilia e Licia Redolfi dell’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, hanno declinato i temi dell’inclusione e della sostenibilità con la proposta di evidenze e chiavi di lettura lungo tre assi: Territori che custodiscono, Persone che condividono e Idee che innovano.

TERRITORI che custodiscono – Affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, dalla riqualificazione del patrimonio edilizio e dalla transizione green richiede una visione che metta al centro le comunità e il loro tessuto economico. Custodire un territorio significa quindi prendersi cura non solo dell’ambiente, ma anche delle persone, delle imprese e delle identità locali. Una sostenibilità autentica nasce proprio dalla capacità di rafforzare questi legami, trasformando le peculiarità dei territori in una risorsa per lo sviluppo futuro.

In questo contesto, le micro e piccole imprese e le imprese artigiane svolgono un ruolo fondamentale. Oltre a creare occupazione e valore economico, rappresentano un presidio del territorio, tutelando e rafforzando le competenze che rendono unici molti territori, in particolare quelli montani e delle aree interne, in cui MPI e occupazione artigiana hanno un peso maggiore rispetto alla media nazionale.

Ad accompagnare famiglie, imprese e territori nella transizione abbiamo 907.931 imprese maggiormente coinvolte nella protezione e cura dei territori, 93.656 imprese della filiera delle energie rinnovabili, 174.409 imprese della filiera auto, di cui il 53,4% si occupa di riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli, e 181.193 imprese dell’economia circolare.

Quando si pensa alla sostenibilità si pensa al futuro, ma il futuro di costruisce a partire da ciò che siamo capaci di custodire oggi: le 106.307 imprese storiche, attive da oltre 50 anni, testimoniano proprio come sia possibile coniugare tradizione e capacità di adattamento, mantenendo vivo il legame con il territorio e con le comunità.

PERSONE che condividono La sostenibilità si costruisce anche attraverso la collaborazione. Aumentano le imprese che condividono, con il diffondersi delle reti d’impresa che permettono di creare sinergie di mercato: il 42,3% delle imprese opera in relazione con altre imprese. Questo modello collaborativo si sta estendendo con successo anche alla sostenibilità, con le 904 comunità energetiche rinnovabili in Italia, che permettono alle imprese l’accesso ad un’energia più green e territoriale.
Le micro e piccole imprese contribuiscono alla crescita dell’occupazione di qualità, attivando oltre il 60% della domanda di lavoro, e garantendo contratti più stabili e un posto di lavoro più inclusivo. L‘artigianato in particolare offre anche un’opportunità di emancipazione sociale attraverso l’autoimprenditorialità, permettendo di raggiungere il successo personale ed economico ad una maggior quota di imprenditori stranieri e Under35. Le imprese mettono al centro i propri dipendenti anche tramite la formazione: il 30,2% delle imprese fa formazione con corsi, a cui si aggiunge il 18,9% delle imprese che predilige la formazione con affiancamento on the job, particolarmente indicato nei mestieri più pratici come sono quelli artigiani. E per garantire la trasmissione di conoscenze ai più giovani, risorsa sempre più scarsa, il 12% delle imprese ospita tirocinanti. Sempre più centrale in questo diventa il rapporto con le scuole, in particolare i tecnici e professionali. Avvicinare i giovani all’artigianato significa anche fargli scoprire nuove opportunità. Sempre più neo diplomati infatti sono attratti dal ‘fare impresa’ e cercano un lavoro che garantisca autonomia e flessibilità, portando nel mondo imprenditoriale anche nuove istanze di conciliazione vita-lavoro.

IDEE che innovano – Nell’era dell’incertezza, segnata da crisi ricorrenti, il sistema delle imprese sta cambiando profondamente, superando modelli rigidi e aprendosi a persone, welfare, formazione, scuola, competenze, relazioni, mercati esteri, innovazione, digitale e sostenibilità.

L’innovazione non è solo tecnologica, ma anche organizzativa e sociale, e passa anche dalla capacità (in un mercato del lavoro in trasformazione) di includere e valorizzare giovani, stranieri e lavoratori senior.

Le micro e piccole imprese – che spesso sperimentano e creano in modo non formalizzato – mostrano una forte dinamicità innovativa, con una crescita della spesa in R&S pari al +39%, superiore al +33% delle medio-grandi. Questo rafforza competitività e sviluppo, generando anche occupazione qualificata e opportunità per lavoro per le donne. Le due transizioni digitale e green guidano gli investimenti: il 70% delle MPI nel 2025 ha investito nel digitale e il 25% in tecnologie/prodotti a minor impatto ambientale, confermando una crescente capacità di innovazione e adattamento. In un sistema che evolve il ruolo delle nuove generazioni è cruciale, sia per la maggiore propensione all’uso delle tecnologie sia per la continuità del sistema imprenditoriale. Nel 2025, il 34% delle nuove imprese è guidato da giovani imprenditori under 35, in crescita del +8% rispetto al 2024.  Le idee innovative nascono solo in territori fertili, capaci di attrarre e accogliere. Non tutti i contesti sono uguali: l’Indice Confartigianato Youth Friendly (calcolato su 27 variabili) distingue aree più dinamiche, come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, da altre più fragili, come Sardegna, Campania e Sicilia.

Il futuro sostenibile genera opportunità grazie ad un equilibrio tra cura dei territori, valorizzazione delle persone e capacità di innovare senza perdere identità: una sintesi che rappresenta il contributo distintivo delle micro e piccole imprese allo sviluppo del Paese.

Peso degli investimenti delle imprese sul valore aggiunto

2010-2025, % sul valore aggiunto – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Recapiti
Ivan Demenego