27/06/2026 Sindacato.
�Il decreto-legge in materia di emergenze climatiche va nella giusta direzione e introduce misure utili per tutelare lavoratrici e lavoratori esposti alle ondate di calore, rendendo pi� agevole e meno oneroso il ricorso alla cassa integrazione. Ora, per�, servono tutele strutturali e universali�.
� quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
�Valutiamo positivamente la conferma di strumenti gi� sperimentati negli anni precedenti. Il decreto consente il ricorso agli ammortizzatori sociali per fronteggiare le ondate di calore anomalo che mettono a serio rischio la salute di molte categorie di lavoratrici e lavoratori. Positiva anche - ha proseguito Veronese - la riconferma, in agricoltura, della tutela per gli operai agricoli, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, compresi i casi di riduzione dell�attivit� pari alla met� dell�orario giornaliero�.
�Si tratta di misure importanti, soprattutto per i settori maggiormente esposti, ma ancora una volta arrivano in ritardo rispetto al verificarsi delle ondate di calore estremo, che si manifestano ormai sempre pi� spesso gi� nel mese di giugno. Inoltre - ha sottolineato la sindacalista della Uil - sono ancora circoscritte ad alcuni ambiti produttivi e subordinate a specifici tetti di spesa, lasciando esclusi decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori dei settori pi� deboli. Per questo riteniamo necessario che venga introdotta una disciplina stabile, nazionale e universale, capace di proteggere tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori esposti al rischio climatico, indipendentemente dal settore, dalla tipologia contrattuale e dalla continuit� del rapporto�.
�La riorganizzazione del lavoro - ha precisato Veronese - deve restare il primo strumento di prevenzione, attraverso modifiche degli orari, rimodulazione dei turni, aumento delle pause e riduzione dei carichi fisici. Quando per� queste soluzioni non sono sufficienti o concretamente praticabili, deve essere garantito l�accesso agli ammortizzatori sociali, fuori dai limiti e dai conteggi ordinari di durata, evitando che il costo dell�emergenza climatica ricada su lavoratrici e lavoratori attraverso perdita di salario, ferie forzate o permessi imposti�.
�� fondamentale, infine - ha concluso Veronese - rafforzare il confronto preventivo tra Regioni, Comuni e parti sociali sull�adozione delle ordinanze relative al divieto di lavoro in presenza di alte temperature, affinch� siano strumenti effettivi, coordinati e coerenti con le soluzioni organizzative e contrattuali adottate nei territori. L�obiettivo deve essere chiaro: garantire una tutela concreta, uniforme e stabile della salute e del reddito di tutte le persone esposte al rischio climatico�.
Roma, 27 giugno 2026
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