Le stime preliminari dell’Istat sull’inflazione di giugno, che attestano l’indice nazionale al +3,0% su base annua, non devono trarre in inganno. È come “scoprire l’acqua calda”: una fotografia tiepida che non rispecchia affatto la reale e imminente stangata che si sta abbattendo sulle tasche dei consumatori. I prossimi dati, purtroppo, saranno ben più incisivi e pesanti. Come avevamo già denunciato nei mesi scorsi, il lieve rallentamento su base annua (dal 3,2% al 3,0%) è un’illusione ottica che si scontra violentemente con due realtà con cui facciamo i conti ogni giorno: l’anomalia dei costi energetici e gli effetti devastanti del clima.
Esprimiamo la nostra forte preoccupazione per la fiammata dei beni energetici regolamentati (balzati da +5,6% a +9,3%), per la tenuta di quelli non regolamentati (+12,9%) e, nonostante la distensione internazionale e l’accordo globale siglato per lo Stretto di Hormuz, che ci auguriamo duri nel tempo, i prezzi al consumo calano così poco all’atto pratico.
A questo paradosso aggiungiamo l’impatto immediato del clima. L’ondata di caldo torrido delle ultime settimane sta iniziando a bruciare i raccolti nei campi e a far impennare i costi, oltre a quelli che si sono già verificati in seguito agli aumenti dei prezzi fertilizzanti e a quelli del gasolio agricolo. Di conseguenza, i prezzi dei prodotti freschi – che a giugno hanno registrato un calo congiunturale fittizio – stanno già subendo pesanti rincari e siamo certi che continueranno ad aumentare in modo esponenziale nelle prossime settimane. Anche se il cosiddetto “carrello della spesa” frena formalmente a giugno (+1,6%), i prodotti ad alta frequenza d’acquisto restano a livelli d’allarme (+4,1%). Per noi i veri nodi arriveranno al pettine tra luglio e agosto.
Per questo motivo, intensificheremo il nostro impegno e la nostra vigilanza all’interno della Commissione Allerta Prezzi, monitorando giorno per giorno le anomalie di filiera e continuando a chiedere al Governo interventi strutturali sul mercato energetico e tutele per il potere d’acquisto dei consumatori finali.
Roma, 30 Giugno 2026