Piano Valditara per le lingue all’estero: cosa devono sapere scuole, dirigenti e docenti
Il Piano Valditara “La Scuola italiana in Europa” punta a rafforzare la mobilità educativa e linguistica degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado attraverso esperienze formative all’estero. Per gli istituti si apre una nuova fase: progettare percorsi linguistici, stage, attività FSL ex PCTO e programmi di integrazione scolastica con obiettivi chiari, documentazione adeguata, accompagnamento docente e partner esteri affidabili.
In breve
Il Piano Valditara per le lingue all’estero è una misura pensata per aumentare le esperienze formative internazionali degli studenti delle scuole superiori.
Secondo le prime informazioni disponibili, il programma riguarda la mobilità educativa in Europa degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, con l’obiettivo di potenziare lo studio delle lingue.
Per le scuole, la vera sfida non sarà solo scegliere una destinazione, ma costruire progetti coerenti con PTOF, obiettivi didattici, sicurezza, accompagnamento, criteri di selezione e documentazione.
Stage linguistico, Formazione Scuola-Lavoro ex PCTO e integration programme non sono la stessa cosa: ogni format risponde a bisogni diversi.
VIVA supporta dirigenti, docenti referenti, DSGA e segreterie nella progettazione di percorsi di mobilità linguistica all’estero, dalla scelta del format alla costruzione di un programma didattico sostenibile e documentabile.
Che cos’è il Piano Valditara per le lingue all’estero
Il Piano Valditara, presentato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il nome “La Scuola italiana in Europa”, nasce con l’obiettivo di rafforzare il ruolo internazionale della scuola italiana e potenziare le competenze linguistiche degli studenti attraverso esperienze educative e formative in Europa.
Il MIM ha descritto l’iniziativa come un programma di mobilità educativa e formazione in Europa per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, finalizzato al potenziamento dello studio delle lingue.
Secondo le prime informazioni sul piano da 420 milioni per la mobilità degli studenti in Europa, l’iniziativa dovrebbe coinvolgere un numero molto ampio di studenti delle scuole superiori, con particolare attenzione al quarto anno e con criteri che dovrebbero tenere conto sia del merito sia della condizione economica delle famiglie.
Per le scuole italiane, questa novità rappresenta molto più di un semplice finanziamento per viaggi studio. Si tratta di una possibile evoluzione del modo in cui gli istituti progettano la propria internazionalizzazione: non più esperienze isolate, ma percorsi linguistici e formativi da collegare al PTOF, alla Formazione Scuola-Lavoro, all’orientamento, alle competenze europee e alla crescita personale degli studenti.
È importante precisare che, in attesa degli avvisi operativi definitivi, molte indicazioni dovranno essere confermate nei dettagli: criteri di candidatura, procedure amministrative, tempistiche, piattaforme, modalità di rendicontazione e requisiti dei programmi saranno elementi da verificare con attenzione non appena pubblicati.
Chi può partecipare e quali studenti saranno selezionati
Il piano è rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, quindi agli istituti superiori: licei, istituti tecnici, istituti professionali e altri percorsi del secondo ciclo.
Secondo le informazioni oggi disponibili, il target principale sembrerebbe essere rappresentato dagli studenti del quarto anno, cioè una fascia particolarmente adatta alla mobilità internazionale: gli studenti hanno già maturato una certa autonomia personale, possiedono competenze linguistiche di base più solide e sono in una fase decisiva del proprio percorso di orientamento.
La selezione degli studenti dovrebbe avvenire secondo criteri definiti dagli avvisi e applicati dalle scuole. Le prime informazioni parlano di una combinazione tra merito e ISEE, quindi di un modello che mira sia a valorizzare l’impegno scolastico sia a rendere accessibili esperienze internazionali anche a studenti che normalmente avrebbero maggiori difficoltà economiche a partecipare.
Per gli istituti, questo significa che sarà necessario prepararsi per tempo su alcuni aspetti:
- criteri trasparenti di selezione degli studenti;
- comunicazione chiara alle famiglie;
- coerenza tra progetto, obiettivi didattici e profilo delle classi coinvolte;
- eventuale priorità a studenti meritevoli o con specifiche condizioni economiche;
- documentazione utile a motivare le scelte della scuola;
- gestione delle aspettative di studenti e genitori.
La scuola dovrà quindi muoversi non solo come organizzatore di un viaggio, ma come soggetto progettuale responsabile di un percorso educativo.
Quali esperienze possono essere finanziate
In attesa dei documenti operativi, è utile ragionare sui format che, per natura, sono più coerenti con un piano nazionale dedicato alla mobilità linguistica e formativa.
Le esperienze più adatte possono includere:
- corsi intensivi di lingua all’estero;
- stage linguistici per gruppi scolastici;
- programmi con laboratori tematici;
- project work in lingua;
- esperienze di Formazione Scuola-Lavoro ex PCTO;
- visite aziendali, istituzionali o culturali;
- attività di orientamento internazionale;
- integration programme presso scuole estere;
- soggiorni in college, campus, famiglie ospitanti o residenze;
- percorsi con certificazione linguistica o attestazione delle competenze acquisite.
Il punto centrale è che la mobilità linguistica dovrà essere progettata come esperienza formativa completa. Non basterà dire “corso di inglese a Malta” o “settimana in Irlanda”. Una scuola dovrà poter spiegare perché quel programma è utile, quali competenze sviluppa, come si collega al percorso scolastico, quali evidenze produce e come viene gestita la sicurezza degli studenti.
Per questo motivo, i programmi più efficaci saranno quelli che combinano lingua, attività didattica, esperienza internazionale e documentazione finale.
Esempi di format possibili:
English + Debate
Percorso indicato per licei e istituti che vogliono rafforzare public speaking, pensiero critico, argomentazione e competenze comunicative.
English + AI
Programma utile per scuole che vogliono collegare lingua inglese, cittadinanza digitale, intelligenza artificiale, prompt writing e uso consapevole degli strumenti digitali.
English + STEM o Robotics
Format adatto a istituti tecnici, licei scientifici e scuole che vogliono integrare lingua e competenze scientifico-tecnologiche.
FSL ex PCTO all’estero
Percorso orientato a competenze trasversali, mondo del lavoro, visite professionali, project work e documentazione delle attività.
Integration Programme
Esperienza più immersiva, in cui gli studenti frequentano lezioni o attività in una scuola estera, entrando in contatto con studenti locali e con un diverso sistema educativo.
Stage linguistico, FSL ex PCTO o integration programme: quale format scegliere
Una delle prime decisioni che una scuola dovrà prendere riguarda il tipo di esperienza da proporre.
I tre format principali non sono equivalenti.
Stage linguistico
Lo stage linguistico è il format più conosciuto. Prevede generalmente un soggiorno all’estero con corso di lingua, attività culturali, visite, escursioni e momenti di socializzazione.
È adatto quando l’obiettivo principale è potenziare la lingua straniera, aumentare la sicurezza comunicativa degli studenti, migliorare ascolto e parlato, offrire una prima esperienza internazionale guidata.
È particolarmente indicato per:
- classi che non hanno mai fatto esperienze all’estero;
- gruppi numerosi;
- scuole che vogliono una formula chiara e facilmente comunicabile alle famiglie;
- studenti che devono rafforzare la competenza linguistica in modo intensivo.
FSL ex PCTO all’estero
Dal 2025/2026, anche a seguito del Decreto-Legge 9 settembre 2025, n. 127, i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento sono stati ridenominati Formazione Scuola-Lavoro.
La sezione dedicata dell’USR Lombardia definisce la Formazione Scuola-Lavoro, già PCTO, come parte integrante del percorso formativo degli studenti della scuola secondaria di secondo grado.
Un percorso FSL all’estero non dovrebbe essere pensato come un semplice viaggio linguistico con qualche visita aziendale aggiunta. Deve avere una struttura formativa più chiara: obiettivi, attività, competenze attese, evidenze, attestazioni, eventuali rubriche di valutazione, relazione finale e collegamento con il percorso di orientamento.
È adatto quando la scuola vuole collegare la mobilità internazionale a:
- competenze trasversali;
- orientamento;
- mondo del lavoro;
- soft skills;
- project work;
- visite aziendali o professionali;
- educazione alla cittadinanza europea;
- documentazione utile al percorso scolastico dello studente.
Integration programme
L’integration programme è un format più immersivo. Gli studenti italiani vengono inseriti, in modo totale o parziale, in un contesto scolastico estero, partecipando ad attività didattiche insieme a studenti locali o seguendo moduli costruiti in collaborazione con una scuola partner.
È il format più adatto quando l’obiettivo è far vivere agli studenti una vera esperienza di sistema scolastico internazionale.
È indicato per:
- studenti più maturi;
- classi con buon livello linguistico;
- scuole che vogliono differenziarsi dai mini-stay tradizionali;
- progetti di internazionalizzazione più avanzati;
- programmi collegati al quarto anno all’estero o a percorsi bilingui.
La scelta tra stage linguistico, FSL e integration programme dipende quindi da tre domande semplici:
- La priorità è migliorare la lingua?
- La priorità è documentare competenze trasversali e orientamento?
- La priorità è vivere un’esperienza scolastica internazionale più immersiva?
Una buona progettazione parte da queste domande, non dalla destinazione.
Cosa deve preparare la scuola prima dell’avviso
Anche prima della pubblicazione degli avvisi operativi, le scuole possono iniziare a preparare il terreno.
La prima cosa da fare è chiarire l’obiettivo del progetto. Un conto è voler potenziare l’inglese di un gruppo di studenti; un altro è costruire un percorso FSL; un altro ancora è avviare una strategia di internazionalizzazione più ampia.
Per i percorsi con componente FSL, può essere utile consultare anche i documenti e modelli relativi alla Formazione Scuola-Lavoro, da adattare sempre alle indicazioni del proprio Ufficio scolastico e agli avvisi ufficiali.
La scuola dovrebbe preparare:
1. Una mappa delle classi potenzialmente coinvolte
Quali classi potrebbero partecipare? Solo il quarto anno? Più indirizzi? Solo studenti con un certo livello linguistico? Gruppi misti?
2. Una prima ipotesi di obiettivo didattico
Potenziamento linguistico, orientamento, STEM, cittadinanza europea, AI, debate, sostenibilità, mondo del lavoro, cultura, inclusione.
3. Criteri preliminari di selezione
Merito, ISEE, motivazione, livello linguistico, comportamento, coerenza con il percorso di studi, equilibrio tra indirizzi e classi.
4. Una scelta ragionata del format
Stage linguistico, FSL, integration programme o percorso misto.
5. Un’ipotesi di durata
Una settimana, due settimane o soggiorni più lunghi, in base a quanto sarà previsto dagli avvisi e alla sostenibilità organizzativa per la scuola.
6. Una riflessione sugli accompagnatori
Numero di docenti disponibili, competenze linguistiche, esperienza con gruppi, disponibilità a formazione preparatoria.
7. Una prima check-list documentale
Programma, preventivo, assicurazioni, sicurezza, autorizzazioni famiglie, patto formativo, attestati, relazione finale, evidenze attività.
8. Un raccordo con PTOF e organi collegiali
Il progetto dovrà essere coerente con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa e con le priorità educative dell’istituto.
Prepararsi in anticipo significa arrivare all’avviso non con una semplice idea di viaggio, ma con un progetto già impostato.
Ruolo di dirigente, DSGA, docenti accompagnatori e referente internazionalizzazione
Un progetto di mobilità linguistica all’estero coinvolge più figure della scuola.
Il dirigente scolastico
Il dirigente ha il compito di dare indirizzo, valutare la coerenza del progetto con la strategia dell’istituto, presidiare gli aspetti di responsabilità e garantire che il percorso sia inserito correttamente nella programmazione scolastica.