Emissioni di gas serra in Italia: i dati ISPRA confermano il basso impatto dell'avicoltura

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L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato la nuova edizione del rapporto “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi”, che delinea il quadro emissivo italiano dal 1990 al 2024.

Secondo i dati ISPRA, nel 2024 le categorie emissive del settore Energia hanno contribuito all’81% delle emissioni totali di gas serra. Responsabili di circa la metà dei gas climalteranti nazionali sono i trasporti (31,3%) e il residenziale (18,2%), seguiti dalla produzione di energia (17,6%) e dall’industria manifatturiera (12,7%). I processi industriali (IPPU) pesano per il 5,8%, mentre il settore rifiuti il 5,5%.

In questo scenario, l’agricoltura ha contribuito per circa il 7,7% del totale, registrando un calo del -22,3% rispetto al 1990. Una flessione dovuta principalmente alla riduzione del numero dei capi, delle superfici e produzioni agricole, a un minor uso di fertilizzanti sintetici e a migliori metodi di gestione delle deiezioni.

Sebbene la zootecnia rappresenti circa il 76% delle emissioni del comparto agricolo (il 5,9% del totale nazionale), l’avicoltura incide solo per il 2,6% delle emissioni agricole e appena lo 0,2% sul totale nazionale. L’allevamento avicolo si conferma così come uno dei comparti zootecnici a minore impatto ambientale.

Fonte: ISPRA, maggio 2026 (pag. 50)

Fonte: Ispra

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