Sostenibilità e greenwashing: nelle Marche nasce il Patto di Rete tra imprese, consumatori e istituzioni - NeXt

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Dalla Loggia dei Mercanti di Ancona arriva un messaggio chiaro: la sostenibilità non può essere affrontata da soli. Nell’ambito del progetto In Sinergia, promosso da Adiconsum Marche e NeXt Economia, imprese, associazioni, consumatori e istituzioni hanno avviato un percorso condiviso per contrastare il greenwashing, valorizzare le realtà realmente sostenibili e costruire un Patto di Rete capace di generare impatto positivo sui territori.

“La sostenibilità non può essere un percorso individuale.”

Da questa consapevolezza è partito l’incontro promosso da Adiconsum Marche e NeXt Economia presso la Loggia dei Mercanti di Ancona (mercoledì 1 luglio), con il patrocinio della Camera di Commercio delle Marche e del Comune di Ancona. Un momento di confronto che ha riunito associazioni datoriali, imprese, organizzazioni sociali, rappresentanti dei consumatori e istituzioni per affrontare una delle sfide più attuali della transizione sostenibile: distinguere gli impegni autentici dalle pratiche di greenwashing.

L’iniziativa si inserisce all’interno del progetto In Sinergia (clicca qui), che promuove percorsi di informazione, formazione e collaborazione tra cittadini e imprese per costruire modelli di sviluppo più sostenibili, inclusivi e partecipati.

Greenwashing: perché oggi il tema è centrale

Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata un elemento sempre più presente nella comunicazione aziendale. Tuttavia, non sempre le dichiarazioni ambientali corrispondono a impegni concreti e verificabili.

Per questo motivo l’Unione Europea e il legislatore italiano hanno introdotto nuove regole per rafforzare la tutela dei consumatori e contrastare le pratiche commerciali scorrette legate ai cosiddetti “green claims”, ovvero le affermazioni ambientali utilizzate per promuovere prodotti e servizi. Il Decreto Legislativo n. 30 del 2026, che recepisce la Direttiva UE 2024/825, vieta l’utilizzo di dichiarazioni ambientali generiche non supportate da prove verificabili, l’uso di marchi di sostenibilità non certificati e le comunicazioni potenzialmente ingannevoli sulla sostenibilità di prodotti e organizzazioni.

In questo contesto, consumatori informati e imprese trasparenti diventano attori fondamentali della transizione ecologica e sociale.

Il Patto di Rete: una risposta concreta alla sfida della sostenibilità

Al centro dell’incontro di Ancona è emersa la proposta di costruire un Patto di Rete territoriale capace di mettere in relazione soggetti diversi attorno a obiettivi comuni.

Secondo Francesco Varagona, presidente di Adiconsum Marche, i consumatori possono svolgere un ruolo decisivo nell’orientare le scelte delle imprese e lo sviluppo dei territori. Per questo il Patto di Rete rappresenta un metodo di lavoro fondato sulla fiducia, sulla collaborazione e sulla corresponsabilità tra tutti gli attori coinvolti.

Una visione condivisa anche dalle istituzioni presenti.

Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, ha sottolineato l’importanza del dialogo tra imprese e consumatori per valorizzare le molte realtà imprenditoriali che generano impatto positivo sul territorio.

Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha evidenziato il ruolo delle istituzioni nel sostenere la costruzione di un sistema di responsabilità diffusa, capace di tutelare i cittadini e accompagnare le aziende lungo percorsi di sostenibilità autentica.

(Tra i firmatari del Patto di Rete: Coldiretti, AGCI, Confcooperative.)

Dall’economia estrattiva all’economia generativa

Nel corso dell’incontro Lorenzo Semplici, responsabile del Centro Studi e Valutazioni di NeXt Economia (CeSVa), ha richiamato il significato più profondo del Patto di Rete.

“I cambiamenti non si possono fare da soli.”

Una frase che sintetizza l’approccio dell’Economia Civile e che richiama l’idea di un allargamento degli spazi economici attraverso la cooperazione tra soggetti diversi. Semplici ha inoltre ricordato come l’articolo 41 della Costituzione italiana affermi che l’iniziativa economica privata non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, la sicurezza, la libertà, la dignità umana, la salute e l’ambiente.

La sfida è quindi quella di passare da un’economia estrattiva, che consuma risorse e relazioni, a un’economia generativa capace di creare valore condiviso per persone, comunità e territori.

Una rete per accompagnare imprese e consumatori

L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti di Coldiretti, AGCI, Confcooperative, CISL, Forum del Terzo Settore e Terraviva, che hanno condiviso l’esigenza di costruire alleanze stabili per accompagnare una transizione giusta.

In Sinergia mette a disposizione strumenti informativi e formativi gratuiti destinati soprattutto alle piccole e medie imprese, affinché possano affrontare con maggiore consapevolezza le sfide della sostenibilità e della rendicontazione dell’impatto. Allo stesso tempo, il progetto aiuta i consumatori a sviluppare strumenti critici per orientare le proprie scelte verso organizzazioni realmente impegnate sul piano ambientale e sociale.

Prossima tappa: il Villaggio della Sostenibilità

Il percorso avviato nelle Marche proseguirà il prossimo 10 ottobre ad Ancona con il Villaggio della Sostenibilità, un’iniziativa che permetterà alle imprese impegnate nella sostenibilità di incontrare cittadini, famiglie, giovani e consumatori.

Sarà un’occasione concreta per trasformare il dialogo avviato alla Loggia dei Mercanti in relazioni durature, conoscenza reciproca e nuove opportunità di collaborazione. Perché la sostenibilità, prima ancora di essere un obiettivo, è una responsabilità condivisa che cresce quando imprese, consumatori, istituzioni e comunità scelgono di camminare nella stessa direzione.

Recapiti
Jacopo