Giugno 2026. Punti chiave:
- Indice S&P Global PMI della Produzione Composita dell’Eurozona a 50.0 (maggio: 48.5). Valore massimo in 3 mesi.
- Indice S&P Global PMI dell’Attività Economica del Terziario dell’Eurozona a 49.4 (maggio: 47.7). Valore massimo in 3 mesi.
- I prezzi d’acquisto registrano l’aumento più debole da febbraioL’economia del settore privato dell’eurozona ha segnalato un’espansione più lenta
Dopo due mesi, aprile e maggio, in cui l’attività economica nell’eurozona ha registrato un moderato declino, la lettura degli ultimi dati S&P Global PMI® ha segnalato una stabilizzazione dell’economia di fine secondo trimestre. Anche i livelli occupazionali sono rimasti generalmente costanti, dopo l’aumento delle perdite del mese scorso. Altri risvolti positivi includono il rialzo della fiducia che ha toccato il valore maggiore in quattro mesi e il rallentamento del tasso di inflazione dei costi.
L’Indice destagionalizzato S&P Global PMI® della Produzione Composita dell’Eurozona – una media ponderata dell’Indice PMI della Produzione Manifatturiera e dell’Indice PMI dell’Attività Economica Terziaria – ha segnato a giugno il valore più alto degli ultimi tre mesi, uscendo quindi dal territorio di contrazione per la prima volta da marzo. Da 48.5 di maggio, l’indice principale si è posizionato su 50.0 indicando una produzione stabile, dopo due mesi di declino. Tale valore è dovuto alla crescita della manifattura che ha compensato un ulteriore ma più lento calo del terziario.
A sostenere l’economia dell’eurozona ad uscire dalla contrazione sono state le crescite registrate in Italia, Spagna e Irlanda. Le due maggiori economie del blocco della moneta unica (Germania e Francia) sono invece rimaste in contrazione …
Comomento – Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato:
“Il rallentamento registrato a giugno della contrazione dell’attività del settore terziario dell’eurozona è una buona notizia e, insieme alla crescita manifatturiera, ha fatto in modo che l’economia composita raggiungesse più ampiamente una stabilizzazione dopo due mesi di calo della produzione.
Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, il freno principale alla crescita economica è stato l’attenuamento della domanda da parte dei consumatori causata dalle impennate dei costi energetici, ma queste pressioni inflazionistiche hanno mostrato a giugno segnali di forte rallentamento.
L’inflazione dei costi del settore terziario ha indicato a giugno il calo più elevato dall’inizio della raccolta dati nel 1998, con la sola esclusione del periodo delle chiusure pandemiche da Covid-19 ad inizio 2020.
Tali valori hanno contribuito a sostenere la ripresa della crescita dell’attività terziaria in alcuni dei settori colpiti più duramente dalla guerra, soprattutto quello relativo al tempo libero ed al turismo. …”