
SIMPOSIO ROSMINIANO 2026
IL TEMA DEL CAMBIAMENTO, AL CENTRO DEL SIMPOSIO ROSMINIANO, DIVENTA OCCASIONE PER DUE ESPERIENZE ARTISTICHE, COME PRATICHE DI TRASFORMAZIONE PERSONALE.
Presenti l’artista Davide Maria Coltro e Christiaan Veldman, Presidente della Fondazione Andrea Ruffoni
Dal 7 al 10 luglio, Stresa Palazzo dei Congressi
lunedì 6 luglio 2026
Venerdì 3 luglio, alle ore 11 presso Villa Francesca di Stresa, si è tenuta la conferenza stampa del Simposio Rosminiano 2026, dedicato quest'anno al tema del cambiamento e alle proposte formative per orientarsi in un mondo sempre più polarizzato, tra eccesso di sollecitazioni e vuoto di senso. Chiuderà i lavori Sua Eminenza Cardinale Angelo Bagnasco venerdì 10 luglio alle 10.
Durante la Conferenza Stampa Padre Eduino Menestrina, Direttore del Centro Internazionale Studi Rosminiani e Samuele Francesco Tadini, filosofo rosminiano e referente scientifico del Centro, hanno illustrato come è articolata la proposta di contenuti di quest’anno (abstract delle relazioni di ciascun relatore, in allegato), la novità di quest’anno sono due profonde esperienze artistiche proposte al pubblico in senso “formativo”, da vivere quindi in prima persona.
L'idea di fondo richiama una celebre intuizione pedagogica di Giovanni Gentile: l'autentica opera d'arte è tale se produce una trasformazione in chi la incontra. Così, accanto al contributo di filosofi, pedagogisti, teologi e studiosi, il Simposio Rosminiano 2026 ha scelto di riservare uno spazio significativo alla voce degli artisti, riconoscendo all’arte una forma di conoscenza e un luogo privilegiato di trasformazione dello sguardo e della persona stessa.
Il primo evento, alle 21.15 di mercoledì 8 luglio sarà guidato da Christiaan Veldman storico dell'arte, curatore, presidente della Fondazione Andrea Ruffoni assieme a Ubaldo Rodari, artista e membro della Fondazione), consisterà in una speciale visita alla casa museo di Andrea Ruffoni, sull’Isola dei Pescatori. Il secondo evento è opera di Davide Maria Coltro, alle 21.15 di giovedì 9 giugno, presso Villa Ducale di Stresa. Coltro è tra i protagonisti più interessanti della ricerca artistica contemporanea, ricercatore e pioniere nella ricerca con i nuovi media digitali per una concezione della pittura dove il tempo è elemento centrale che apre nuovi orizzonti espressivi.
Le prenotazioni ai due eventi possono essere accolte esclusivamente presso la segreteria del Simposio dalle ore 16.00 del 7 luglio al Palazzo dei Congressi (posti limitati).
DETTAGLI SULLE VISITE ACCOMPAGNATE ALL’OPERA di ANDREA RUFFONI e di DAVIDE MARIA COLTRO
Mercoledì 8 luglio. Ore 21.15 trasferimento all’imbarcadero verso la Casa Museo di Andrea Ruffoni, sull’Isola dei Pescatori. La visita alla Casa Museo di Andrea Ruffoni si inserisce pienamente nella riflessione sul tema del cambiamento. La ricerca dell’artista, sviluppata a partire dagli anni Settanta attraverso il recupero di materiali restituiti dal lago – in particolare plastiche e altri oggetti di scarto – testimonia una radicale capacità di trasformazione: ciò che è destinato a essere rifiuto viene ricondotto a una nuova possibilità di significato, in un processo creativo che educa anzitutto a guardare il mondo con occhi diversi e responsabili.
La scelta di Andrea Ruffoni di vivere e operare sull’Isola dei Pescatori, senza mai allontanarsi dal luogo dove era nato e che alimentava quotidianamente la sua ispirazione, conferisce alla sua opera un carattere profondamente personale ma, al tempo stesso, universale. La sua casa-museo custodisce così non soltanto un patrimonio artistico di straordinaria originalità, ma anche una testimonianza di come il cambiamento possa parlare anche da una dimensione intimista, raccolta, riservata, allo sguardo di chi la incontra.
L’intento della visita è cogliere nell’opera di Andrea Ruffoni le consonanze tra le parole immerse e restituite dal Simposio, nel silenzio, colmo di echi, che l’Isola offre quando è sera, e si svuota di persone.
Giovedì 9 luglio, ore 21.15. Presso la Villa Ducale di Stresa, sede del Centro Internazionale di Studi Rosminiani, sarà inaugurata un’installazione di Davide Maria Coltro.
Davide Maria Coltro, Verona 1967, vive e lavora tra Milano ed il Vergante, è stato uno dei primi artisti, dalla fine degli anni novanta, ad indagare lo schermo come superficie pittorica aperta a nuovi orizzonti espressivi.
Al Simposio porterà i suoi Quadri Mediali, tele generative di pittura elettronica dove luce, colore e tempo sono in continuo divenire.
La continua possibilità di trasformazione dell’opera in forma di Quadri Mediali, e l’attesa che crea in chi la osserva, suscita naturalmente una postura che consuona con quella della domanda filosofica, trovando un habitat naturale nel Simposio di quest’anno, oltre che nel luogo dove visse e operò Antonio Rosmini, uno dei maggiori filosofi e teologi dei nostri tempi.
Ad accompagnare questa inedita installazione di Coltro, supportato dalla galleria Gagliardi e Domke di Torino, con la quale vanta una collaborazione ventennale che li ha portati anche alla 54^ Biennale di Venezia, il 9 luglio sarà presente Elena Pontiggia, tra le più autorevoli storiche dell'arte italiane, critica e curatrice, che da anni affianca il percorso di Davide Maria Coltro attraverso mostre, studi e pubblicazioni dedicate alla sua ricerca.
L’installazione sarà aperta al pubblico mercoledì 9 luglio alle ore 21.15, a conclusione della terza giornata di Simposio, durante la quale lo stesso Coltro figura tra i relatori (h.10.00 “Pensare, realizzare, condividere. L’esperienza artistica nella formazione integrale della persona”).
L’intento dell’artista è che l’esperienza non si esaurisca nella contemplazione delle opere esposte per l’occasione, ma si apra alle domande di senso fondamentali che sono comuni negli ambiti della filosofia, della teologia e dello spirito.
Le sale che furono dimora e luogo di studio di Antonio Rosmini, teatro di incontri e dialoghi con Alessandro Manzoni e con molti protagonisti della cultura del suo tempo, potrebbero così tornare a essere uno spazio in cui il pensiero si genera attraverso la parola condivisa. Non si tratta di ricostruire un salotto ottocentesco, ma di rinnovare quella fiducia nella conversazione come luogo in cui il pensiero prende forma, suscitato dalla contemporaneità dell’opera di Coltro.
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