È Michele Mari con I convitati di pietra il vincitore dell’ottantesima edizione del Premio Strega.
Nella piazza del Campidoglio di Roma, lo spoglio ha visto trionfare lo scrittore nato a Milano classe 1955, con 190 voti. La serata, condotta da Pino Strabioli e Gloria Campaner, è stata trasmessa in diretta televisiva da Rai 3.
Il romanzo, già vincitore del Premio Strega Giovani 2026, era stato proposto da Vittorio Lingiardi: «[…] Mari inventa una scrittura spietata capace di pietas, tempera ogni parola senza manierismo, gioca con i vocaboli e ci fa giocare con loro, fin dai cognomi dell’appello che, come quelli delle squadre di calcio, popolano in ritmo di lista o di cantilena le anamnesi delle nostre esistenze. Ossessivo e toponomastico, intrapsichico e filmografico, I convitati di pietra è un romanzo nero che si fa gioco del tempo che passa. Un libro comico e corale che sarebbe piaciuto a Carlo Emilio Gadda».
Queste le prime parole di Mari, subito dopo la premiazione: «Al netto del fatto che non so tecnicamente sorridere, perché mi verrebbe fuori un ghigno, sono emozionato e contento. Ringrazio i lettori che mi hanno sostenuto e quelli che non mi hanno sostenuto… Sono grato alla Fondazione Bellonci per avermi dato questa opportunità. Ringrazio ovviamente tutta la Casa editrice, la mia agente Agnese Incisa, Vittorio Lingiardi che mi ha presentato e l’ultimo ringraziamento, credo il più sentito, a mia moglie e ai miei figli».
È invece Alcide Pierantozzi con Lo sbilico a vincere la prima edizione del Premio Strega Deutschland, la novità annunciata nell’edizione degli 80 anni del più importante riconoscimento letterario italiano.
Il riconoscimento, assegnato da 70 docenti e studenti di 8 atenei tedeschi (Augsburg, Bochum, Dusseldorf, Halle, Lipsia, Rostock, Saarbrucken e Treviri), è coordinato dal professor Henning Hufnagel con l’obiettivo di rafforzare la diffusione della narrativa italiana contemporanea in Germania sostenendo lo studio dell’italianistica.
«Non me lo aspettavo. È una cosa che mi riempie di felicità. Mi sento un po' come quando Flaiano aveva vinto il primo Strega, sono molto contento… Il libro parla di malattia psichiatrica ed è un romanzo autobiografico, nel senso che io racconto la mia medicalizzazione» (da «Il sole 24 Ore», link).