Prosegue l’evoluzione del quadro normativo europeo sulla finanza sostenibile, che ha visto importanti sviluppi nelle ultime settimane.
Revisione SFDR e Atti delegati della Tassonomia
La revisione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) prosegue il proprio iter legislativo. Dopo la proposta della Commissione europea, il Parlamento e il Consiglio stanno lavorando alle rispettive posizioni negoziali, con l’obiettivo di avviare il trilogo entro l’autunno e raggiungere un accordo entro la fine dell’anno. Tra i primi orientamenti emersi in Parlamento figura il mantenimento della struttura basata su tre categorie di prodotti, accompagnata però da criteri più stringenti.
Le proposte includono un set minimo di indicatori PAI obbligatori e standardizzati, requisiti più rigorosi per la categoria ESG Basics e per i safe harbour legati ai benchmark climatici, una soglia minima del 20% di investimenti allineati alla Tassonomia per i prodotti sostenibili o di transizione e obblighi più dettagliati sulle strategie di engagement. Viene inoltre rafforzata la tutela degli investitori retail e introdotta maggiore chiarezza per i prodotti che non rientrano nelle categorie previste dalla nuova classificazione.