ISTITUTO SVIZZERO
ROMA
Villa Maraini
Via Ludovisi 48
00187 Roma
+39 06 420 421
roma@istitutosvizzero.it
Trasporto pubblico: l’Istituto Svizzero si trova vicino alla metro A fermata Barberini
ORARI PORTINERIA:
LUN-VEN
ORARI MOSTRE:
Atlas Studios
Mercoledì/Venerdì: 14:30-18:30
Giovedì: 14:30-20:00
Sabato/Domenica: 11:00-18:30
VISITE GUIDATE:
Solo su prenotazione (italiano, inglese)
Tariffa: 10€ per persona
Per prenotazioni: visite@istitutosvizzero.it
Ingresso non consentito agli animali
ORARI MOSTRE:
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Lunedì/Venerdì: 11:00-17:00
Giovedì: 11:00-20:00
Sabato: 14:00-18:00
Domenica chiuso
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Arte, Mostra, Via del Vecchio Politecnico 3, Milano
OPENING 17.09.2026
H18:00-20:00
Dates
18.09.2026
29.11.2026
Location
Via del Vecchio Politecnico 3, Milano
Information
OPENING 17.09.2026
H18:00-20:00
Goodnight Morning
Ilaria Vinci
Istituto Svizzero presenta la prima mostra personale istituzionale in Italia di Ilaria Vinci (Brindisi, 1991. Vive a Zurigo). Il lavoro di Vinci, che comprende scultura, installazione e disegno, usa il repertorio fantastico come chiave di confronto con la realtà. Raccogliendo l’eredità della fiaba e della favola, ma anche del fantasy e della fantascienza contemporanee, la sua produzione attinge al potere affabulatorio che risiede nelle iconografie e nei motivi culturali che abitano l’immaginario collettivo. A partire da questi elementi, Vinci articola universi fittizi che diventano strumenti speculativi per negoziare la costruzione del reale.
La mostra Goodnight Morning all’Istituto Svizzero a Milano presenta una serie di nuove sculture che evocano il momento liminare che accompagna dalla veglia al sonno, e dal sonno alla veglia. Le opere sembrano appropriarsi del processo onirico secondo cui le informazioni e gli eventi traumatici del giorno si trasformano in oggetti, luoghi e scenari familiari ma deformati da un linguaggio che trascende la razionalità. Un pozzo dei desideri, motivo popolare ideato per costruire, gestire e quantificare il desiderio, sorge nella cassa di un’opera appena scaricata. L’abbattimento degli alberi si scontra con il topos della foresta incantata, mentre i giornali trasfigurano le orribili notizie della giornata in entità ibride che vengono soffiate via. Accomunate dal legno come materiale organico e dispositivo simbolico, le opere si confrontano con archetipi culturali che attraversano i secoli come veicoli di significati e poteri diversi. Come negli stati alterati di coscienza ogni cosa, oggetto e luogo è fatto dello stesso materiale neurale della mente che li immagina, così nello spazio della mostra sembra che ogni elemento possa essersi originato dallo stesso tronco di noce. Ambienti, oggetti e personaggi di statuto diverso coesistono come nella lucidità allucinata del momento in cui, appena svegliə, cerchiamo a tentoni di raggiungere il bagno. Unificati dal linguaggio scultoreo e poetico di Vinci, sembrano interrogare le potenzialità trasformative del subconscio come anticamera della realtà.
A cura di Lucrezia Calabrò Visconti (Head Curator Istituto Svizzero)
INFORMAZIONI PRATICHE
Istituto Svizzero
Via del Vecchio Politecnico 3, Milano
Ingresso gratuito, nessuna registrazione richiesta
Orari di apertura:
Lunedì/Venerdì: 11:00-17:00
Giovedì: 11:00-20:00
Sabato: 14:00-18:00
Domenica chiuso
Per informazioni stampa contattare: press@istitutosvizzero.it
Ilaria Vinci (1991, Cisternino) dal 2018 vive e lavora a Zurigo. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive presso il Kunsthaus di Zurigo (2024), la Kunsthalle di Zurigo (2023), il Museion di Bolzano (2023), il Cabaret Voltaire di Zurigo (2023), il MACRO di Roma (2022), la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2021) e la Kunsthalle di San Gallo (2021), tra gli altri.
La ricerca di Ilaria Vinci indaga i modi in cui le fantasie vengono costruite come specchi della realtà: sia quelle che la decifrano e la rivelano, sia quelle che la celano e la deformano. Al centro della sua pratica, che comprende scultura, installazione, disegno e performance collaborative, vi è un interesse per il potere dell’intrattenimento visivo e per le possibilità di sottrarlo alle logiche del capitale, orientandolo invece verso un’idea di arte più egualitaria. Attraverso un interesse costante per temi culturali che attraversano il tempo, Vinci esplora il modo in cui questi motivi si trasformano sul piano stilistico pur mantenendo inalterate le loro funzioni metaforiche fondamentali. I topoi della fantascienza, ad esempio, evocano la sopravvivenza dell’umanità nel futuro, mentre le fiabe rimandano a un tempo in cui esseri umani e magia della natura erano profondamente intrecciati. Riducendo i temi visivi a pochi elementi essenziali della narrazione – un personaggio, un oggetto, un frammento di ambientazione o un indizio – Vinci attribuisce allə spettatorə il ruolo di coautorə nella costruzione del significato. In questo modo mette in discussione l’idea dei mondi di finzione come semplice evasione, proponendoli invece come strumenti critici per orientarsi, comprendere e negoziare le complessità della realtà contemporanea.
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Ilaria Vinci, Handle with care (Wishing Well), 2026 Ph. Gina Folly
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Fabrication and Construction of Tor Alva, 3D-Concrete extrusion, ETHZ RFL. © Girts Apskalns
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Building: Construction of Tor Alva, the world’s tallest 3D-printed building in the Alpine village of Mulegns, Switzerland. Designed by Benjamin Dillenburger and Michael Hansmeyer (ETH Zürich). © CheWei Lin
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Building: View from Tor Alva, the world’s tallest 3D-printed building in the Alpine village of Mulegns, Switzerland. Designed by Benjamin Dillenburger and Michael Hansmeyer (ETH Zürich). © Andrei Jipa
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Image from “The Atlas of Regenerative Materials”, a project initiated by the chair of sustainable construction at ETH Zürich. Building: Bombasei straw bale housings by Atelier Schmidt GmbH. © Damian Poffet
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Image from “The Atlas of Regenerative Materials”, a project initiated by the chair of sustainable construction at ETH Zürich. Building: Bombasei straw bale housings by Atelier Schmidt GmbH. © Damian Poffet
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Image from “The Atlas of Regenerative Materials”, a project initiated by the chair of sustainable construction at ETH Zürich. Building: Bombasei straw bale housings by Atelier Schmidt GmbH. © Damian Poffet
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Image from “The Atlas of Regenerative Materials”, a project initiated by the chair of sustainable construction at ETH Zürich. Building: Coopérative Soubeyran housing by atba SA architecture + énergie. © Jaromir Kreiliger
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Building: Tor Alva, the world’s tallest 3D-printed building in the Alpine village of Mulegns, Switzerland. Designed by Benjamin Dillenburger and Michael Hansmeyer (ETH Zürich). © Andrei Jipa
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Assembly of Tor Alva, the world’s tallest 3D-printed building in the Alpine village of Mulegns, Switzerland. Designed by Benjamin Dillenburger and Michael Hansmeyer (ETH Zürich). © Hansmeyer/Dillenburger
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Image from “The Atlas of Regenerative Materials”, a project initiated by the chair of sustainable construction at ETH Zürich. Building: Bombasei straw bale housings by Atelier Schmidt GmbH. © Damian Poffet
Photo series documenting Swiss innovation in architecture, engineering, and materials for sustainable environments. Image from “The Atlas of Regenerative Materials”, a project initiated by the chair of sustainable construction at ETH Zürich. Building: Coopérative Soubeyran housing by atba SA architecture + énergie. © Jaromir Kreiliger