Monte Guglielmo senza barriere: record di partecipazione per la 4ª salita inclusiva di AISLA Brescia

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Oltre 80 volontari coinvolti, 18 mezzi 4×4 e carrozzine da montagna per accompagnare le persone con SLA fino alla vetta. Una giornata che trasforma la montagna in un luogo di inclusione e comunità.

Non esistono sentieri impossibili quando una comunità decide di camminare insieme. È questo il messaggio che ha accompagnato la quarta edizione della salita inclusiva al Monte Guglielmo dal titolo “Se la montagna non va da AISLA, AISLA va alla montagna!”, l’iniziativa promossa da AISLA Brescia che ogni anno permette non solo alle persone con SLA e alle loro famiglie di vivere un’esperienza di montagna unica.

L’edizione 2026 ha fatto registrare numeri da record, confermando una crescita costante della manifestazione e il forte coinvolgimento del territorio bresciano. Per l’occasione sono stati mobilitati 180 partecipanti e oltre 70 volontari provenienti da diverse realtà associative e sportive della provincia, impegnati nella conduzione delle carrozzine da montagna e nel supporto lungo il percorso. A loro si sono aggiunti 4 militi della Croce Bianca, che hanno scelto di partecipare non solo come presidio sanitario, ma anche come volontari AISLA per un giorno, condividendo la salita accanto alle famiglie.

La riuscita dell’iniziativa è stata possibile grazie a una straordinaria rete di collaborazione. Il CAI di Lumezzane, il CAI di Gavardo e l’Associazione Ugolini hanno messo a disposizione le joelette e i volontari spingitori che hanno consentito alle persone con disabilità motoria di affrontare il percorso in sicurezza. Al loro fianco, il GSA San Giovanni di Polaveno ha contribuito con il proprio supporto organizzativo e logistico lungo la salita. Fondamentale anche il contributo del consorzio cinghialai Brescia 1 che hanno messo a disposizione 18 veicoli 4×4, consentendo di accompagnare fino a ridosso della vetta le persone che non potevano affrontare l’intero tragitto a piedi. Un’organizzazione complessa che ha previsto inoltre mezzi di riserva e squadre aggiuntive pronte a intervenire in caso di necessità. Tra i protagonisti della giornata anche il Gruppo Paracadutisti di Lumezzane, che ha offerto il proprio contributo operativo, rafforzando quella rete di solidarietà che rappresenta il vero valore aggiunto dell’evento.

La salita ha richiesto un grande lavoro di squadra. Per ogni persona accompagnata con le joelette, le speciali carrozzine da montagna, sono state necessarie fino a sei cinque volontari, chiamati a spingere la jolette e guidare il mezzo lungo i tratti più impegnativi. Un impegno fisico importante, sostenuto però dall’entusiasmo e dalla consapevolezza di contribuire a rendere possibile un’esperienza unica. Ad accogliere i partecipanti al termine della salita è stato il Rifugio Almici, che oltre a ospitare il pranzo della manifestazione ha compiuto un gesto di grande generosità offrendo il pranzo ai volontari che, per ragioni di spazio, non hanno potuto trovare posto all’interno della struttura.

L’iniziativa, nata per abbattere le barriere e promuovere una cultura dell’inclusione, è stata anche un momento di memoria e riconoscenza. La giornata è stata dedicata al ricordo di Cinzia, Ermanno e Angiolino, persone che hanno lasciato un segno profondo nella comunità di AISLA Brescia e che continuano a essere fonte di ispirazione per chi ogni giorno affronta la sfida della SLA.

Tra panorami mozzafiato, sorrisi e fatica condivisa, la vetta del Monte Guglielmo è diventata ancora una volta il simbolo di ciò che può accadere quando solidarietà e partecipazione si incontrano. “Perché la vera conquista non è raggiungere la cima, ma dimostrare che nessuno deve essere escluso dalla possibilità di farlo”, ha commentato Alessandra Collicelli, Presidente AISLA Brescia.

Il ricavato dell’iniziativa è destinato ai progetti di assistenza e sostegno che AISLA Brescia porta avanti sul territorio a favore delle persone con SLA e delle loro famiglie. Un risultato che va oltre la raccolta fondi: la salita inclusiva si conferma infatti una delle più significative esperienze di comunità della provincia, capace di unire volontari, associazioni, soccorritori e famiglie attorno a un obiettivo comune.

Anche quest’anno il Monte Guglielmo ha dimostrato che l’inclusione non è una parola, ma un percorso da costruire insieme, passo dopo passo. E quando la montagna non va da AISLA, AISLA continua ad andare alla montagna.

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Recapiti
Elisa Longo