In breve: quale classe della MotoGP dovrebbe sponsorizzare il vostro marchio?
Il Campionato del Mondo di MotoGP si articola in tre classi, non una sola, e ciascuna di esse presenta fasce di prezzo molto diverse:

  • Moto3 (categoria base) – Accordi secondari a partire da un minimo di 10.000–150.000 euro. Un pubblico giovane e appassionato e l’opportunità di sostenere un futuro campione a costi contenuti.
  • Moto2 (fascia di budget medio) – Le offerte principali si attestano su cifre comprese tra le sei cifre basse e medie. Un programma di 22 gare con un reale accesso al mercato B2B, senza i prezzi tipici della MotoGP.
  • MotoGP (categoria regina) – da 75.000 € a 15 milioni di €. Massima visibilità a livello globale e associazione con marchi di prestigio.
  • La classe giusta dipende dal vostro budget e dai vostri obiettivi, non dal prestigio. Questa guida vi aiuta a trovare quella più adatta. Quale classe della MotoGP dovrebbe sponsorizzare il mio marchio? Consultate la tabella dei budget riportata di seguito.

La maggior parte dei marchi spende troppo per la MotoGP perché considera la classe regina come l’unica opzione possibile. Scegliendo invece la classe giusta, nello stesso fine settimana i costi relativi ai circuiti e alle trasmissioni televisive ammontano a una frazione di quelli della MotoGP. In trent’anni di esperienza nel posizionamento dei marchi nel paddock della MotoGP, abbiamo constatato che quella singola scelta può determinare il successo o il fallimento di un budget.

La scelta della classe di MotoGP da sponsorizzare è una questione di budget e di obiettivi, non di prestigio. La presente guida mette a confronto tutte e tre le classi in base ai costi e ai risultati ottenuti, e si conclude con una matrice decisionale. Le argomentazioni più approfondite a favore di una scelta più in basso nella gerarchia – “grandi tra i piccoli” anziché “piccoli tra i grandi” – sono trattate in un articolo correlato. In questa sede, il compito è più semplice: mettere a confronto ciascuna classe della MotoGP in base al budget e all’obiettivo, in modo che la scelta risulti ovvia.

La sponsorizzazione della MotoGP copre una scala più ampia di quanto la maggior parte degli acquirenti si renda conto, e il divario tra il gradino più alto e quello più basso si misura in ordini di grandezza piuttosto che in percentuali. Un marchio che entra chiedendo informazioni sulla MotoGP e ne esce con un preventivo per la classe regina spesso ha tralasciato la domanda più importante: a cosa serve effettivamente il programma?

Le tre classi della MotoGP e come interpretare la scala dei budget

Quale categoria della MotoGP dovrebbe sponsorizzare il mio marchio? La risposta in breve: occorre abbinare la categoria al budget e all’obiettivo, poiché la Moto3, la Moto2 e la MotoGP fanno tutte parte di un unico campionato gestito dal MotoGP Sports Entertainment Group, con un unico calendario e un’unica trasmissione televisiva; pertanto, una categoria minore non equivale a uno sport minore. La scala gerarchica prevede che la Moto3 e la Moto2 si collochino al di sotto della MotoGP in termini di costi.

Questo articolo valuta ciascuna classe della MotoGP in base a due criteri: la fascia di costo di accesso e il profilo di valore, che per la MotoGP consiste nell’accessibilità, per la Moto3 nel coinvolgimento di un pubblico giovanile di nicchia e per la Moto2 nell’accesso al mercato B2B. Ciò concretizza la vera questione strategica: se sia meglio essere grandi tra i piccoli o piccoli tra i grandi, una domanda alla quale il articolo di approfondimento «Moto2 contro Moto3» fornisce una risposta esauriente.

Il dibattito sul fatto che la Moto2 o la Moto3 siano più vantaggiose in termini di sponsorizzazioni ruota interamente attorno al budget e agli obiettivi, non sulla superiorità intrinseca di una classe rispetto all’altra. Un modo utile per interpretare la scala gerarchica: man mano che si scende, i costi diminuiscono molto più rapidamente rispetto all’esposizione mediatica. Le stesse telecamere di trasmissione, gli stessi circuiti e lo stesso numero di spettatori presenti durante i weekend di gara sono comuni a tutte e tre le classi. Pertanto, il pubblico raggiunto non è proporzionalmente inferiore al costo. Questo è il motivo strutturale per cui una classe di accesso può superare la classe regina in termini di ritorno sull’investimento, se si persegue l’obiettivo giusto. Di seguito, vengono illustrate una per una le classi della MotoGP, seguite dalla matrice che mette in relazione il budget con la classe.

MotoGP: la classe regina per la massima visibilità

La MotoGP rappresenta la massima categoria e il costo di ingresso varia da circa 75.000 euro per una posizione di partner di livello modesto a 15 milioni di euro per la presenza con il titolo di squadra ufficiale, a seconda del livello e della squadra (la ripartizione completa dei costi di sponsorizzazione della MotoGP è riportata nella guida ai costi). Ciò che si acquista con questo investimento è la trasmissione globale completa della MotoGP, diffusa in oltre 200 paesi, e l’associazione di prestigio che deriva dal campionato motociclistico più veloce e più seguito al mondo. Gli obiettivi più adatti sono la notorietà di massa, la costruzione di un’immagine di marca di alto livello e la portata globale: un marchio che necessiti di essere visto dal più ampio pubblico possibile nel mondo degli sport motoristici trova qui la sua collocazione ideale. Questa è la classe in cui un logo sulla carenatura ha il maggior valore in termini di visibilità mediatica, poiché la classe regina ospita le sessioni di punta, il pathos delle qualifiche e la copertura delle gare sprint e della gara domenicale che attira il maggior numero di spettatori durante l’intero fine settimana. Per un marchio il cui parametro di riferimento è il numero di impressioni e il cui mercato è globale, nessuna categoria inferiore nella gerarchia può sostituirla.

È opportuno tenere presenti due aspetti importanti. In primo luogo, la revisione del regolamento relativo alla classe 850 cc prevista per il 2027 ridefinirà la competitività e i prezzi in tutta la griglia di partenza; pertanto, il panorama della classe regina in cui un marchio decide di investire si trova in una fase di transizione piuttosto che in una situazione consolidata; la durata del contratto e le implicazioni di tale revisione sono trattate separatamente e meritano di essere approfondite prima di sottoscrivere un accordo pluriennale nella classe regina.

In secondo luogo, la MotoGP non è la categoria adatta a un marchio con un budget limitato o un target ristretto, che finirebbe per pagare prezzi elevati per una visibilità di cui non ha bisogno. Per tali marchi è più opportuno orientarsi verso categorie inferiori. Per i marchi a cui invece si adatta, il percorso tramite l’agenzia di sponsorizzazione della MotoGP e l’ospitalità di alto livello del MotoGP VIP Village sono i punti in cui prende forma il programma. La classe regina risponde alla questione della visibilità; raramente risponde a quella del budget.

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Il riadeguamento del 2027 merita un’analisi più approfondita, poiché modifica i parametri di valutazione per chiunque firmi un contratto in questo momento. La classe regina passerà da motori da 1000 cc a motori da 850 cc, verranno ridefinite le concessioni tecniche che attualmente distinguono le scuderie ufficiali da quelle satellite e cambierà il fornitore di pneumatici; ciò significa che l’assetto competitivo che ha caratterizzato le ultime stagioni sta per subire un profondo sconvolgimento.

Per uno sponsor, ciò rappresenta al tempo stesso un rischio e un’opportunità: una scuderia che oggi si colloca a metà classifica potrebbe risalire la classifica in base alle nuove regole, pertanto il prezzo pagato ora riflette un quadro competitivo destinato a cambiare. Un marchio che entri nella classe regina in questo momento dovrebbe valutare attentamente le implicazioni di tale cambiamento prima di impegnarsi in un contratto pluriennale, anziché basare la propria valutazione esclusivamente sull’attuale ordine di classifica.

La Moto2 rappresenta la categoria intermedia. I suoi costi si collocano al di sopra di quelli della Moto3 e ben al di sotto di quelli della MotoGP, pur condividendo lo stesso calendario di 22 gare e la stessa copertura televisiva: è proprio questo che la rende il livello più conveniente del paddock. Il costo di una sponsorizzazione in Moto2 si attesta tra le sei cifre basse e medie per una posizione principale, una frazione dei costi della classe regina per l’accesso agli stessi weekend di gara. L’obiettivo ideale è un marchio che desideri un’ospitalità autentica a livello di pass per il paddock della MotoGP e accesso B2B, oltre a una narrazione incentrata sui talenti della classe di transizione, senza dover pagare i prezzi della MotoGP.

La storia di questi talenti è reale e recente: la Moto2 è la categoria che i piloti attraversano nel loro percorso verso la vetta. Sia Pedro Acosta che Ai Ogura, entrambi presenti nella guida di RTR alla classifica dei migliori piloti MotoGP per il 2026, hanno vinto o si sono distinti in Moto2 prima di passare alla MotoGP, dove ora gareggiano nelle prime posizioni: questo è esattamente il percorso con cui uno sponsor della Moto2 può associarsi. La Moto2 è la categoria sbagliata per un marchio che necessiti o del punto di ingresso più basso in assoluto, ovvero la Moto3, o della visibilità globale della classe regina, ovvero la MotoGP. Per tutti coloro che si collocano in una posizione intermedia, in particolare i marchi il cui ritorno sull’investimento risiede nell’ospitalità e nelle relazioni con i clienti piuttosto che nelle semplici impressioni, la Moto2 rappresenta la soluzione più efficiente.

La scelta tra Moto2 e Moto3 in termini di sponsorizzazione dipende da quanto presto e a quale costo un marchio intenda entrare nel circuito. La Moto2 si colloca a un livello in cui i talenti sono sufficientemente vicini ai vertici da rappresentare una scommessa meno rischiosa rispetto alla Moto3, pur mantenendo costi di ingresso pari solo a una frazione di quelli della classe regina. Per un marchio orientato al B2B, i conti sono chiari: il costo di una sponsorizzazione completa in Moto2 è spesso inferiore a quanto costerebbe la semplice visibilità in MotoGP, e garantisce l’accesso allo stesso paddock per ospitare i clienti. Questo rapporto «accesso per euro» rappresenta il vantaggio distintivo di questa classe.

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Villaggio VIP del MotoGP

La Moto3 rappresenta la via d’accesso più economica alla griglia di partenza della MotoGP. Il costo di una sponsorizzazione in Moto3 parte da un minimo di 10.000 € per un posizionamento secondario di modesta entità, si attesta tra i 50.000 € e i 150.000 € circa per una visibilità significativa sulla moto, sulla tuta e nei canali di comunicazione, e tra i 200.000 € e i 500.000 € per una sponsorizzazione principale, una frazione dei costi della MotoGP pur con lo stesso calendario e la stessa copertura televisiva. Il pubblico è giovane, appassionato e destinato a una crescita a lungo termine, il che rende la Moto3 molto più di una semplice opzione economica.

L’obiettivo più adeguato è l’ingresso sul mercato a costi contenuti, il posizionamento rivolto ai giovani e il sostegno a basso costo di un pilota emergente prima che salga di categoria. Questo è il punto di vista dal quale valutare l’operazione: un modesto accordo in Moto3 può trasformarsi in una storia da prima pagina se il pilota arriva in Moto2 e poi in MotoGP, e il marchio può vantare di aver creduto in lui sin dall’inizio. La Moto3 è la categoria sbagliata per un marchio che necessiti fin da subito di una copertura globale di massa; in tal caso, si rimanda alla sezione dedicata alla classe regina riportata sopra.

Poiché i costi sono molto contenuti rispetto al resto della scala gerarchica, la Moto3 consente inoltre a un marchio di sperimentare il mondo delle corse prima di espandersi, motivo per cui rappresenta un punto di accesso ideale alla sponsorizzazione nel settore automobilistico in generale. È proprio nella Moto3 che risiede il potenziale dei futuri campioni. Vale la pena valutare con lucidità questo compromesso: il basso costo della sponsorizzazione in Moto3 garantisce la minore copertura di pubblico delle tre classi; pertanto, un marchio che in questa stagione miri a una grande visibilità rimarrà deluso. Ciò che si ottiene, invece, è flessibilità: una posizione economica con un potenziale di crescita reale qualora il pilota o il rapporto con il marchio si rafforzino, oltre a un allineamento con il pubblico giovanile che la classe regina, con il suo seguito più ampio e di età più avanzata, non è in grado di eguagliare con la stessa precisione.

Grande tra i piccoli, o piccolo tra i grandi?

L’unico fattore che determina, per la maggior parte dei marchi, quale categoria della MotoGP sponsorizzare è se preferiscano essere un nome di spicco in una categoria di accesso o un nome minore nella categoria regina. Lo stesso budget che consente di acquistare una posizione da titolare in Moto3 – con la tuta del pilota, la carenatura della moto e la comunicazione del team che recano tutte il marchio – permette di ottenere solo un piccolo adesivo secondario in MotoGP.

Essere lo sponsor principale di una squadra emergente della Moto3 conferisce a un marchio la titolarità di una storia; essere un partner minore nella MotoGP gli garantisce solo una minima parte di un palcoscenico più ampio. Nessuna delle due scelte è sbagliata, ma si tratta di prodotti diversi, e l’errore consiste nell’acquistare il secondo quando si desidera il primo. È proprio qui che il funzionamento delle sponsorizzazioni nel mondo degli sport motoristici premia la chiarezza degli obiettivi rispetto alla ricerca istintiva di una maggiore visibilità. Un marchio che sa di volere relazioni B2B, oppure una storia rivolta al pubblico giovanile, oppure una scommessa su un talento, otterrà quasi sempre di più dall’essere eccellente tra i piccoli. Un marchio che ha realmente bisogno di una notorietà di massa a livello globale, e che è in grado di attivarla, è quello per cui essere piccolo tra i grandi ha ancora senso.

Confronto tra le tre classi, una accanto all’altra

La tabella che segue mette a confronto le tre classi della MotoGP in base ai parametri che ne determinano l’adeguatezza. I dati sono indicativi e variano a seconda della squadra, dell’esposizione e dell’attivazione.

Classe Costo relativo Destinatari / Copertura Profilo del ciclista Marchio più adatto
MotoGP da 75.000 € a 15 milioni di € Trasmissione mondiale completa, oltre 200 paesi Star affermate della classe regina Ampio pubblico, marchi globali di prestigio
Moto2 Da sei cifre (fascia bassa-media) Stessi weekend e stessa trasmissione Talenti in fase di transizione verso la MotoGP Budget medio, B2B e ospitalità
Moto3 da 10.000 a 500.000 euro Stessa piattaforma, pubblico più giovane I piloti più giovani, i futuri campioni Budget di ingresso, gioventù, scommessa sul talento

Quale categoria della MotoGP si adatta al budget e agli obiettivi del Suo marchio?

La classe tiene conto sia del budget che degli obiettivi; poiché lo stesso fine settimana soddisfa tutti e tre questi requisiti, una classe più piccola non significa mai uno sport di minore importanza. La tabella riportata di seguito mette in relazione le fasce di budget con la classe MotoGP consigliata.

Fascia di prezzo Categoria consigliata Profilo del pubblico/del valore Obiettivo più adeguato
Inferiore a 150.000 euro Moto3 Giovani, appassionati, in crescita Posizionamento rivolto ai giovani, scommessa sui futuri campioni
Una cifra a sei cifre nella fascia bassa Moto2 Stesso paddock, accesso B2B Ospitalità, ricerca di nuovi clienti, relazioni
da 75.000 € a 15 milioni di € MotoGP Ampia copertura globale Visibilità e associazione con un marchio di prestigio

Un marchio che sta valutando un programma in qualsiasi categoria può verificare l’idoneità dell’investimento utilizzando un calcolatore di sponsor