Vacanze salate per gli italiani. Il mare non è più democratico - Partito Socialista Italiano

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di Stefano Amoroso

Nella prima estate dell’era D.S., che sta per Dopo Santanché, le spiagge italiane sembrano destinate a restare tristemente vuote di turisti, almeno durante la settimana, per riempirsi nei fine settimana e festività. Un vero peccato per il mare italiano, che risulta ancora una volta in miglioramento, ed ormai stabilmente sul podio dei mari più puliti del Mediterraneo. L’inflazione galoppante (oltre il 3% il dato ufficiale), unita ai salari stagnanti ed alla crescita asfittica, non fanno certo presagire un’estate da tutto esaurito, neanche nelle località di grido. E c’è dell’altro: i costi per noleggiare un ombrellone con una sdraio ed un lettino, o due lettini o due sdraio, continuano a lievitare anno su anno, ben oltre l’inflazione, le crisi di Hormuz, la guerra in Ucraina e qualsiasi fattore esterno: è all’interno del sistema italiano che vanno cercati i motivi di una crescita iperbolica dei prezzi: +24% in cinque anni, secondo Altroconsumo. E, considerando che molti gestori di lidi continuano (illegalmente) a vietare di portare cibo e bevande propri in spiaggia, si deve aggiungere anche il costo del bar e della ristorazione. Si scopre così che fare colazione in spiaggia costa anche il 35% in più dei bar esterni, mentre un pasto costa mediamente come in un ristorante di livello medio-alto, nonostante che i punti di ristoro in spiaggia siano, spesso, poco più che tavole calde. Certo, ci sono anche le buone notizie: sono sempre più diffuse le formule happy hour o mezza giornata che permettono, a chi vuole godersi la comodità dello stabilimento dopo le 14:00 o solo la mattina, di pagare fino alla metà dei costi applicati per l’intera giornata; così come i pacchetti all-inclusive che abbinano al servizio spiaggia anche pranzo, aperitivo e noleggio canoa o pattino, con prezzi che possono variare da 35 a 60 euro a seconda del menu, della fila dell’ombrellone, nonché del giorno di fruizione, se infrasettimanale o nel weekend (fonte: Federconsumatori). Magra consolazione, tuttavia, per le famiglie italiane. Siamo ormai arrivati a spendere più di 350 euro a settimana (368 per la precisione) per noleggiare un ombrellone e due lettini: succede ad Alassio, in Liguria. Di conseguenza, quattro settimane al mare possono costare quasi 1500 euro a famiglia. Costo a cui vanno aggiunti, ovviamente, anche quelli per il pernottamento, mangiare, bere, benzina, parcheggio (sempre più introvabile e costoso) e tutto quanto necessario per una vacanza all’insegna del relax e del piacere. Si può arrivare, così, senza strafare, a spendere tranquillamente tra i 3mila ed i 4mila euro a famiglia. Si tratta di costi decisamente fuori dalla portata della maggior parte delle famiglie italiane. Non accade lo stesso all’estero: dalla Spagna, dove il costo del noleggio di un ombrellone e due lettini alle Baleari difficilmente supera i 20 euro al giorno, mentre sulla Costa Brava scende fino a 12 euro quotidiani, alla Slovenia, dove con 420 euro settimanali a persona si può godere di un mare splendido e delle meravigliose architetture in stile veneziano di Pirano, con ingresso alle terme incluso, fino alle splendide isole greche di Mykonos e Santorini, dove si può villeggiare ad un costo ragionevole compreso tra 15 e 30 euro al giorno, molti dei nostri principali competitori, Francia a parte, presentano costi molto concorrenziali, senza rinunciare alla bellezza, alla pulizia ed ai piccoli lussi che ogni villeggiante vuole consentirsi. Se poi guardiamo a quello che succede in mete emergenti per il turismo di massa, come Albania, Cipro del Nord (la parte turca dell’isola) e Romania, allora scopriamo che stare beatamente sdraiati al sole a prendere la tintarella può essere alla portata di tutte le tasche: a Saranda, in Albania, nota anche per la sua brillante vita notturna, si può noleggiare un ombrellone con due lettini a 7 euro al giorno. Mentre a Costanza, in Romania, con 45 euro al giorno si riesce ad avere tutto questo: ombrellone, lettini, cena raffinata a base di pesce ed accesso alla spa negli alberghi convenzionati. Vale a dire che un soggiorno con tutti i comfort costa, su base quotidiana, meno di quanto si paghi per il solo ombrellone e lettini ad Alassio, in Liguria. Sembra evidente come il costo della vacanza in Italia sia ormai, in media, fuori scala rispetto alle possibilità di spesa dei turisti. E decisamente meno competitivo rispetto alla concorrenza estera. Il motivo è molto semplice: il rinvio del processo di liberalizzazione delle concessioni balneari ha provocato, in generale, un forte aumento dei prezzi dovuto all’incertezza ed alla mancanza di concorrenza. Ancora una volta, il Governo degli indecisi a tutto ci ha mostrato come la difesa ad oltranza degli interessi di una corporazione, a scapito dell’interesse pubblico, generi danni a tutti. A cominciare dalla stessa categoria che si vorrebbe, almeno a parole, tutelare. Il risultato sono le spiagge desolatamente vuote, soprattutto a luglio e settembre, e in particolare dal lunedì al venerdì. Mare, mare, voglio scappare.

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