Quando il riformismo sceglie il futuro - Partito Socialista Italiano

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di Enzo Maraio

Il 16 luglio 1976 Bettino Craxi veniva eletto segretario del Psi. Non fu semplicemente un passaggio di leadership. Fu una scelta politica che cambiò la direzione del socialismo italiano, rompendo equilibri consolidati e aprendo una stagione nuova. Le idee smettono di vivere quando diventano liturgia. Il socialismo conserva la propria forza soltanto se mantiene la capacità di innovare, di riformare e di interpretare il proprio tempo. Per questo il Congresso del Midas continua a parlare anche all’Italia di oggi: non perché debba essere celebrato come un ricordo da custodire, ma perché rappresenta un metodo politico, quello di scegliere il cambiamento invece della conservazione e il futuro invece della nostalgia. Craxi non vinse perché guardava indietro. Vinse perché ebbe il coraggio di rompere gli schemi del suo tempo. È proprio questa la sua attualità. Non consiste nel riproporre gli anni Ottanta, ma nell’idea di un riformismo autonomo, europeo e pragmatico, capace di governare le trasformazioni invece di subirle. È questa l’eredità politica che conserva valore, non la riproduzione di una stagione irripetibile. Se allora fu necessario rompere gli schemi del Novecento, oggi è necessario rompere quelli del nostro tempo. Significa affrontare senza complessi i grandi temi che troppo spesso la sinistra ha preferito lasciare ad altri: la casa, la sicurezza, le libere professioni, il lavoro che cambia, la sfida dell’intelligenza artificiale, la produttività, la crescita economica e la competitività del Paese. Ma una forza autenticamente riformista non si distingue per la capacità di elencare i problemi. Si distingue per la capacità di offrire soluzioni credibili, trasformandole in governo e in risultati concreti. Modernità e innovazione non sono elementi estranei alla tradizione socialista. Ne rappresentano, al contrario, la naturale evoluzione. Il socialismo ha uno spazio soltanto se sa interpretare il futuro. Se rincorre le proposte degli altri diventa marginale; se sa elaborare una visione originale torna a essere una forza necessaria. C’è bisogno di una forza socialista capace di tenere insieme libertà economica e giustizia sociale, merito e solidarietà, sviluppo e diritti. Una forza che sappia parlare ai lavoratori, alle imprese, ai professionisti, ai giovani e a tutti coloro che chiedono uno Stato più efficiente, un’economia più dinamica e una società più giusta. Una sinistra moderna, riformista, europea. Noi difendiamo il Psi, il Garofano e la tradizione socialista, come abbiamo fatto anche nei momenti più difficili. Lo facciamo coniugando quella storia con il futuro, esattamente come stiamo facendo con Avanti Psi.

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