In commissione Ambiente la discussione generale sulla proposta di legge sul clima

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Introduzione

Apprezzamento dal centrosinistra che parla di una legge che risponde ai bisogni imposti dai cambiamenti climatici, bocciatura dal centrodestra secondo cui si tratta di norme ideologiche contrarie agli interessi di cittadini, imprese e territori. 

Prosegue, con la discussione generale, nella commissione Territorio e Ambiente presieduta oggi da Andrea Massari, l’iter del progetto di legge sul clima (testo base) promosso da Alleanza Verdi e Sinistra, a cui è stato abbinato il progetto di legge di iniziativa popolare per le rinnovabili, l'azzeramento delle emissioni e la transizione energetica.  

Nel testo sostenuto dal centrosinistra si punta a raggiungere gli obiettivi della neutralità carbonica e del consumo di suolo zero entro il 2050, ponendo traguardi a lungo termine per ridurre le emissioni climalteranti e per dare vita a una nuova cultura della prevenzione. Il progetto di legge popolare fissa l'obiettivo del 100% di energia da fonti rinnovabili e dell'autonomia energetica regionale entro il 2035, rendendo il cittadino sia produttore che consumatore, attraverso il forte sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer).  

Il dibattito 

Paolo Burani (Avs), relatore di maggioranza ha ricordato come il progetto di legge di Avs trovi fondamento nella Costituzione, che attribuisce alle istituzioni il compito di tutelare l'ambiente, la salute e lo sviluppo sostenibile quali interessi generali della collettività. “Gli ultimi anni sono stati i più caldi mai registrati a livello globale” ha affermato. “È necessario agire adesso: le evidenze scientifiche dicono chiaramente che il surriscaldamento globale è causato dalle attività umane”. Tra le novità del progetto di legge, figurano l’introduzione del “green budget”, ossia un bilancio che tiene conto degli obiettivi climatici, e l’istituzione dell’osservatorio per la transizione giusta, volto a monitorare l’avanzamento delle politiche climatiche. 

Diametralmente opposta la posizione di Priamo Bocchi (FdI), relatore di minoranza. "Ricordo che il mondo della scienza non è così unanime sulla questione. Nessuno nega che il clima stia cambiando, sarebbe un'anomalia il contrario: la Terra ha sempre vissuto cicli climatici” ha affermato.  “Sulle cause antropiche del cambiamento climatico la scienza è molto divisa, e anche a livello mondiale c'è una certa retromarcia rispetto alle posizioni assunte qualche anno fa. La pretesa di governare il clima è illusoria e rischia di impattare negativamente sulla nostra economia, a causa di un approccio eccessivamente ideologico”.  

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