RAGUSA — Il DonnaFugata Film Festival diventa maggiorenne, e lo fa nel segno che governa l’infanzia e la memoria. Dal 2 al 9 agosto, negli spazi esterni del Castello di Donnafugata, si svolgerà la XVIII edizione della rassegna diretta da Andrea Traina, fondata da Salvatore Schembari e promossa da Cinestudio Groucho Marx e Archinet: due giornate di anteprima, il 2 e 3 agosto, seguite dal programma ufficiale dal 4 al 9 agosto, per un’edizione che intreccia grandi classici, cinema contemporaneo, incontri con gli autori, workshop e concerti dal vivo, tutto a ingresso libero.
Dopo i Gemelli dello scorso anno, il segno guida dell’edizione 2026 è il Cancro. Segno d’acqua governato dalla Luna, legato alla memoria, alla famiglia, alla protezione, all’infanzia e a ciò che resta nascosto sotto la superficie, il Cancro diventa una vera e propria chiave di lettura cinematografica.
Ogni opera entra nel programma perché chi l’ha diretta, interpretata, fotografata o musicata è nato tra il 21 giugno e il 22 luglio, oppure perché il film porta dentro di sé alcuni degli elementi simbolici del segno: il mare, la casa, la madre, l’acqua, il passato, l’inconscio, la vulnerabilità. Un percorso capace di accostare opere che difficilmente troverebbero posto nella stessa rassegna, unite da quello che il manifesto culturale dell’edizione definisce il «filo blu dell’immaginario».
A firmare il manifesto è il guest director Roy Menarini, tra i più autorevoli studiosi e critici cinematografici italiani, che ha lavorato insieme al direttore artistico Andrea Traina alla costruzione dell’intero percorso.
«Un festival che compie diciotto anni sceglie il segno dell’infanzia e della memoria: non è una civetteria — spiega Traina — Il cinema abbiamo imparato ad amarlo tutti da bambini. Oggi lo consumiamo spesso da soli, su uno schermo tenuto in mano. Donnafugata prova a compiere il gesto contrario: rimettere insieme le persone davanti allo stesso sogno, sotto lo stesso cielo. Per questo ogni film viene introdotto e raccontato prima della proiezione: per tornare a essere spettatori e vivere insieme la magia di una visione condivisa».
Il DonnaFugata Film Festival si conferma così non una semplice rassegna di proiezioni, ma una grande festa del cinema nella quale il pubblico può incontrare chi le opere le realizza, comprenderne i linguaggi e i processi creativi e diventare parte attiva dell’esperienza attraverso conversazioni, masterclass e laboratori.
Tra gli appuntamenti più originali dell’edizione figura Psyco: anatomia di un omicidio — la casa, la Madre, la palude, in programma sabato 8 agosto. Una masterclass che smonta davanti al pubblico uno dei film più studiati della storia del cinema, mentre il quintetto d’archi del Chroma Ensemble esegue dal vivo le partiture di Bernard Herrmann, compositore nato sotto il segno del Cancro, come la protagonista Janet Leigh. Una lezione-spettacolo per scoprire come si costruisce la paura, immagine dopo immagine e nota dopo nota.
Numerosi gli ospiti che animeranno gli incontri quotidiani. Maria Pia Di Meo, attrice e leggenda del doppiaggio italiano, racconterà una carriera straordinaria in cui ha prestato la voce ad alcune delle più importanti protagoniste del cinema internazionale, a cominciare da Meryl Streep. Tornerà inoltre Luca Biagini, voce italiana, fra gli altri, di John Malkovich e Michael Keaton, che guiderà nuovamente il suo workshop intensivo dedicato all’arte del doppiaggio.
Il compositore Fabio Frizzi sarà protagonista dell’anteprima del 2 agosto, dedicata ai suoi cinquant’anni di carriera, da Fantozzi alle celebri colonne sonore realizzate per Lucio Fulci. Frizzi sarà presente anche il 4 agosto per accompagnare la proiezione del film L’aldilà, uno dei titoli più iconici del sodalizio con il regista romano.
L’incontro conclusivo sarà invece dedicato a Fausto Russo Alesi, tra gli interpreti più apprezzati del teatro e del cinema italiano contemporaneo e volto ricorrente delle opere di Marco Bellocchio, che ripercorrerà la propria esperienza tra palcoscenico e grande schermo.
Il regista Stefano Lorenzi presenterà Afrodite, girato tra le saline di Trapani e l’isola di Levanzo, rafforzando il percorso de L’isola come set, la storica sezione dedicata alla Sicilia raccontata attraverso il cinema. Anna Di Francisca presenterà La bolla delle acque matte insieme al compositore Paolo Perna, mentre lo sceneggiatore e regista Massimo Martella sarà protagonista dell’omaggio a Piero Umiliani nel centenario della nascita. Il regista Fabio Schifilliti porterà al festival Fili invisibili, cortometraggio dedicato al tema della violenza sulle donne e premiato a Taormina. Sono inoltre attesi i videomessaggi dell’attrice Ambra Angiolini e del critico e saggista Marco Giusti.
Anche quest’anno il festival rinnova la propria vocazione mediterranea, costruendo attraverso il cinema un ponte tra culture che si osservano da sponde opposte. Il film Una sconosciuta a Tunisi sarà presentato al pubblico dalla sua protagonista, l’attrice tunisina Fatma Sfar. Torneranno inoltre a Donnafugata il regista Mourad Ben Cheikh, che condurrà un workshop di linguaggio cinematografico, e l’attore Aymen Mabrouk, alla guida del laboratorio di recitazione.
Le due giornate di anteprima accompagneranno il pubblico verso l’apertura ufficiale. Il 2 agosto sarà dedicato alla musica per il cinema con il Donnafugatalk La musica sullo schermo, insieme a Fabio Frizzi. Seguiranno la proiezione di Fantozzi di Luciano Salce, di cui Frizzi firmò le musiche, e il concerto Notte Stracult del Trio Casamia, che reinterpreterà dal vivo celebri colonne sonore del cinema italiano, da Frizzi agli Oliver Onions.
Il 3 agosto sarà invece la volta di Da un’isola all’altra di Francesco Riotta, cantastorie siciliano che propone un viaggio musicale ideale tra la Sicilia e l’Oceano Indiano, mescolando culture, lingue e sonorità mediterranee.
L’apertura ufficiale del 4 agosto sarà affidata anche quest’anno all’Opera dei Pupi dei Fratelli Napoli, con lo spettacolo La leggenda di Colapesce. Il ragazzo che si immerge nelle profondità del mare e non risale più, condannato a sostenere la Sicilia sulle proprie spalle, diventa la figura inaugurale perfetta per un’edizione governata dalla Luna, dall’acqua e dalla memoria.
Ad accompagnare l’intera manifestazione sarà anche Pneuma, mostra del pittore Luigi Rabbito, che sarà inaugurata il 2 agosto e resterà visitabile fino al 9 agosto negli spazi del Farmuseum e della Sala Bianca.
Il Cortile Grande ospiterà le serate-evento e le due sezioni principali: L’isola come set, storica finestra sulla Sicilia raccontata dal cinema, e la nuova Alta marea, dedicata al cinema contemporaneo.
Nelle altre arene torneranno le sezioni che negli anni hanno contribuito a costruire l’identità del festival: Non ci resta che ridere, dedicata alla commedia, e Profondo giallo all’Arena delle Bifore; Millemondi, riservata al fantasy e alla fantascienza, e Fantasmagorie, dedicata al cinema horror, all’Arena del Fossato; La luna di carta, pensata per i più piccoli, e Interno notte, dedicata alla sceneggiatura, in Sala Bianca.
La chiusura del 9 agosto sarà affidata, come da tradizione, ai Chroma Ensemble con Note da Oscar, concerto per immagini e musica dal vivo che attraverserà alcune delle più celebri colonne sonore della storia del cinema.
Novità assoluta dell’edizione 2026 è il programma online personalizzabile. Ogni spettatore potrà scegliere gli appuntamenti preferiti, costruire il proprio percorso tra sale e giornate, scaricarlo in PDF, aggiungerlo al calendario e condividerlo sui social attraverso l’hashtag #ilmioDFFF.
Un nuovo modo di vivere il festival, senza rinunciare al gesto più antico del cinema: ritrovarsi insieme, nel buio, davanti alla stessa luce.
Tutte le informazioni e il programma completo su www.donnafugatafilmfestival.org e sui canali social.
29 luglio 2026
ufficio stampa
Michele Barbagallo per MediaLive