Traffico marittimo in crescita: +4,4% nel 1° trimestre 2026, in flessione i profitti delle compagnie a inizio anno

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Traffico marittimo in crescita: +4,4% nel 1° trimestre 2026, in flessione i profitti delle compagnie a inizio anno

Traffico marittimo in crescita: +4,4% nel 1° trimestre 2026

In flessione i profitti delle compagnie a inizio anno

Centro Studi Fedespedi pubblicata l’analisi economico-finanziaria delle compagnie di navigazione

Milano, 29 luglio 2026 – Il Centro Studi Fedespedi ha pubblicato l’undicesima edizione della relazione “Le compagnie di navigazione: un’analisi economico-finanziaria”, che esamina le performance economico-finanziarie delle principali compagnie di navigazione merci che operano a livello globale. L’analisi prende in esame i bilanci 2025 di 10 società[1] e include un focus sui risultati del primo trimestre 2026.

Nel 2025 il traffico mondiale di container ha continuato a crescere, raggiungendo i 193 milioni di Teu movimentati contro i 184,3 milioni dell’anno precedente; la dinamica è proseguita nel primo trimestre del 2026, con oltre 47 milioni di Teu e una crescita del 4,4% sullo stesso periodo del 2025. A fronte di volumi in aumento, i conti delle compagnie mostrano un ridimensionamento rispetto all’esercizio eccezionale del 2024: nel 2025 tutte le società analizzate hanno registrato fatturati in flessione, con variazioni comprese tra il -2% e il – 26,6%.

L’andamento è proseguito nei primi mesi del 2026, con ricavi e margini in ulteriore diminuzione: pesano l’eccesso di offerta di stiva, la flessione dei noli, l’aumento del costo del carburante e le tensioni in Medio Oriente, che continuano a condizionare rotte e tempi di navigazione. In miglioramento invece la puntualità: nei primi cinque mesi dell’anno la quota di navi arrivate in orario si è mantenuta sopra il 60%, con la sola eccezione di febbraio (58,3%).

“I volumi continuano a crescere, ma l’eccesso di capacità disponibile e il calo dei noli stanno riducendo i margini di profitto delle compagnie, riportandoli su livelli più fisiologici – ha dichiarato il presidente di Fedespedi Alessandro Pitto -. In uno scenario condizionato dalla riconfigurazione delle rotte, dal Canale di Suez allo Stretto di Hormuz, la capacità di adattamento delle catene logistiche torna a essere un fattore competitivo decisivo.”

Lo studio è disponibile sul sito di Fedespedi nella sezione Centro Studi

Queste le principali evidenze che emergono dall’analisi:

  • Flotta e alleanze. A fine 2025 la flotta a disposizione delle compagnie analizzate era di 175 navi, pari a circa il 42% delle portacontainer totali, con una capacità complessiva di 21,5 milioni di Teu e una capacità media per nave di 6.782 Teu. Guardando al mercato nel suo complesso, le società coinvolte nelle tre grandi alleanze (Gemini Cooperation, Ocean Alliance, Premier Alliance), a cui si aggiunge MSC, controllano l’80% dell’offerta di capacità e il 52% delle navi.
  • Crisi del Mar Rosso e del Golfo. Nel primo trimestre del 2026 i transiti dal Canale di Suez sono risultati inferiori del 47,2% rispetto ai massimi del 2023 (-68% per le sole portacontainer), mentre lo Stretto di Hormuz è attraversato da una media di 10 navi al giorno, contro le 60 del periodo pre-ostilità. I paesi del Golfo stanno riorganizzando i propri corridoi logistici per aggirare Hormuz, utilizzando i porti esterni come gateway da cui partire con servizi terrestri diretti verso le varie località del Golfo Persico. Tra febbraio e aprile 2026 i booking sono cresciuti a Salalah (+154,6%), Aqaba (+114,4%) e Jeddah (+90,6%).
  • Geografia dei Traffici: La crescita dei volumi (gennaio-maggio 2026 vs 2025) è stata trainata soprattutto dai flussi in uscita verso il Far East (+8,8%), l’Africa Sub-sahariana (+14,8%) e l’America Latina (+4,4%). Risulta invece in flessione l’export europeo (-4,6%).

[1] Nel presente rapporto vengono analizzati i risultati economico-finanziari relativi al 2025 di 10 società. MSC, leader di mercato, non è inserita tra le società analizzate, in quanto non rende pubblici i propri bilanci. Ne vengono evidenziati comunque alcuni dati, quali il numero di navi e la capacità di trasporto in Teu negli ultimi anni. Anche CMA CGM non pubblica il bilancio. Quello analizzato è relativo al 2024, reso disponibile sul prospetto di offerta di obbligazioni per 700.000 EUR di settembre 2025. Data la struttura delle imprese, in genere articolate per divisioni, abbiamo ritenuto opportuno, per motivi di uniformità e confrontabilità, di considerare i bilanci consolidati. Gli indici di bilancio, in quanto percentuali e/o rapporti, sono stati calcolati sulle poste espresse in moneta locale, al fine di depurare i risultati dalle eventuali variazioni dei cambi.

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ZoeTiani