COMUNICATO STAMPA
DUMAREY. FIM-FIOM: QUANDO L’ARROGANZA PREVALE SUL BUON SENSO,
NON CI RESTA CHE IL CONFLITTO: PARTONO GLI SCIOPERI
Apprendiamo con non poco sgomento la notizia giunta questa mattina del rifiuto categorico da parte di Dumarey di accogliere la proposta avanzata dal Ministero durante l’ultimo incontro tenutosi il 27 luglio scorso. La proposta prevedeva di sospendere i licenziamenti per poter, a partire già dal mese di settembre, avviare un confronto con il nuovo amministratore delegato si discutesse anche delle prospettive industriali della Dumarey e quindi del futuro piano industriale.
Al Ministero va riconosciuto il merito di aver provato fino alla fine a trovare una soluzione, che evitasse i licenziamenti, prospettando anche un sostegno concreto mediante gli strumenti di cui dispone per sostenere l’azienda nel percorso di uscita dal momento di difficoltà. Ma neanche questo è bastato per Dumarey che si è dimostrata sorda anche alle richieste dei rappresentanti di uno Stato da cui in questi anni ha attinto risorse pubbliche consistenti. Come organizzazioni sindacali, abbiamo accettato di avviare il percorso che ci era stato proposto proprio perchè riteniamo che agendo in maniera congiunta, istituzioni sindacato e azienda, e senza pregiudizi di sorta, si sarebbero scongiurati i licenziamenti e si sarebbe avviato un percorso che avrebbe permesso di costruire un futuro solido per il sito pisano.
Abbiamo provato, come sempre accade in queste situazioni, ad avviare un percorso negoziale. Ma a questo punto, dinanzi all’arroganza di Dumary non ci resta che la strada del conflitto. Già da questa mattina sono partiti gli scioperi e le mobilitazioni continueranno nelle prossime settimane.
Accettare oggi che vengano licenziati 35 lavoratori, che sono in azienda da svariati anni, tutelati tra l’altro da un accoro firmato presso la Regione Toscana e tradito dall’azienda, significa mettere in discussione anche il futuro stesso del sito. Abbiamo la necessità di discutere di un piano industriale che prevede necessariamente il mantenimento dei livelli occupazionali e che dia prospettive solide per il futuro.
Uffici stampa di Fim-Cisl e Fiom-Cgil nazionali
Roma, 30 luglio 2026