Sanità Appennino. Evangelisti (FdI): "Verificare efficacia del progetto di reclutamento di personale dall'America Latina"

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Il progetto sperimentale di reclutamento di personale infermieristico, proveniente dall'America Latina, e promosso dall’Ausl di Bologna, finisce al centro dell’interrogazione presentata dalla capogruppo di FdI, Marta Evangelisti.

Il progetto, ricorda la consigliera, “enfaticamente presentato come innovativo” era stato promosso per tamponare la cronica carenza di personale: in particolare, anche all’ospedale “Simiani” di Loiano, sull’Appennino bolognese, avevano preso servizio due professioniste dominicane che avevano beneficiato anche del supporto del Comune e della cittadinanza, impegnati a trovare alloggi gratuiti nei primi sei mesi di permanenza sul territorio.

E qui arriva la problematica sollevata da Evangelisti. “Come appreso dagli organi di stampa e dalle denunce sollevate dai sindacati – spiega – il progetto si è bruscamente interrotto in pochi mesi. Entrambe le infermiere hanno infatti rassegnato le proprie repentine dimissioni, abbandonando anzitempo il presidio montano: una delle professioniste ha già fatto definitivo rientro nel proprio Paese d’origine, mentre la seconda ha optato per un trasferimento immediato presso un’altra struttura sanitaria. Il fallimento di questa sperimentazione ripropone con forza il tema dell’attrattività delle strutture sanitarie di montagna. Il personale medico e infermieristico spesso rifiuta o abbandona le sedi periferiche a causa della totale assenza di politiche strutturali regionali volte alla valorizzazione economica, professionale e sociale del lavoro nei territori disagiati”.

La capogruppo evidenzia anche il tema delle barriere linguistiche “che possono incidere sulla quotidianità assistenziale e clinica all’interno dei reparti”: intanto, l’Ausl avrebbe già programmato, per settembre, lo scorrimento delle graduatorie vigenti, per due assunzioni a tempo indeterminato.

“Si tratta di un paradosso logico e gestionale – sottolinea la consigliera -. Se vi era la disponibilità immediata di graduatorie pubbliche da cui attingere per contratti a tempo indeterminato, non si comprende per quale motivo si sia preferito investire tempo, risorse amministrative e denaro pubblico in una complessa e fumosa operazione di reclutamento internazionale”.

Da qui l’interrogazione alla giunta, per sapere quali siano stati i costi del progetto e quali le motivazioni addotte dalle due infermiere per le dimissioni. Evangelisti chiede conto anche delle scelte organizzative dell’Ausl Bologna. La giunta viene inoltre sollecitata ad adottare iniziative concrete (come sgravi fiscali o incentivi alla carriera) per rendere l’ospedale di Loiano, e più in generale tutti i presidi sanitari montani, realmente attrattivi, verificando anche se le due assunzioni previste per settembre presso il “Simiani” soddisfino davvero il fabbisogno di personale per il territorio in questione.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 30-07-2026, 11:14

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