Ugl - News from Europe n. 184

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IL CESE E LA STRATEGIA DI SVILUPPO DEI PICCOLI REATTORI MODULARI

Ai sensi dell’articolo 194 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che sancisce la sovranità degli Stati membri sul loro mix energetico e del Regolamento sull’industria a zero emissioni nette (2024), l’energia nucleare non solo è riconosciuta come una tecnologia strategica a zero emissioni nette, ma è anche essenziale per conseguire alcuni degli obiettivi di decarbonizzazione degli Stati membri ed inoltre potrebbe contribuire in modo significativo ad un’eliminazione massiccia e rapida dei combustibili fossili nell’Unione Europea. Per questo motivo, assume rilievo il Parere TEN/884 adottato dal Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) nell’ultima Sessione Plenaria prima della pausa estiva e relativo alla “Strategia di sviluppo e diffusione dei piccoli reattori modulari in Europa”. Gli Small Modular Reactors (SMR) sono centrali nucleari di potenza ridotta (fino a 300 MW per unità), costruite con pezzi fatti in serie in fabbrica per risparmiare tempo e denaro e progettate per essere trasportate e montate sul posto. Nel corso del dibattito al Comitato è emersa la necessità per l’Europa di avere piccoli reattori modulari quale valida alternativa per la produzione di energia a prezzi concorrenziali. Il CESE ha osservato altresì che le diverse tecnologie relative ai piccoli reattori modulari richiedono cicli del combustibile differenti. Di conseguenza le decisioni relative alle tecnologie dei reattori dovrebbero essere accompagnate da una corrispondente valutazione dei requisiti in materia di fabbricazione, trasporto, stoccaggio e riciclaggio dei combustibili, oltre che di gestione dei rifiuti. Per il Consigliere Ulgiati «poiché occorre affrontare le vulnerabilità del Vecchio Continente e sostenere l’industria europea è importante che la catena del valore dei piccoli reattori modulari garantisca la necessaria sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica, promuovendo al tempo stesso non solo la creazione di posti di lavoro qualificati in Europa, ma anche la riqualificazione dei lavoratori dei settori dei combustibili fossili, per una transizione giusta che possa offrire opportunità sul piano industriale, economico ed ambientale».

UE: APPROVATO PIANO ITALIANO CONTRO CARO CARBURANTI

La Commissione Europea, pochi giorni fa, ha dato il via libera ufficiale agli aiuti di Stato da 300 milioni di euro stanziati dal Governo Meloni per contrastare l’aumento dei costi del carburante per le imprese di trasporto su strada, innescato dalle tensioni nell’area di Hormuz. La misura rientra nel quadro temporaneo per gli aiuti di Stato introdotto dall’Unione Europea per affrontare le conseguenze economiche della crisi mediorientale (METSAF), approvato dall’Esecutivo comunitario il 29 Aprile 2026. La decisione di Bruxelles arriva dopo l’analisi dei dati relativi alla crisi in Medio Oriente, che ha causato una forte volatilità sui prezzi del gasolio nel territorio italiano durante la primavera del 2026. Obiettivo del provvedimento è quello di ridurre il peso dell’incremento dei prezzi del carburante sulle aziende del settore dell’autotrasporto. Secondo i dati considerati dalla Commissione, il costo del diesel in Italia ha registrato forti aumenti rispetto a Febbraio 2026: +16,9% nel mese di Marzo, +23,3% ad Aprile e +18% a Maggio. Il sostegno assumerà la forma di un credito di imposta. Si tratta di un meccanismo che consente alle imprese beneficiarie di usare l’importo riconosciuto dallo Stato per ridurre le imposte dovute. Nel dettaglio, il credito potrà essere utilizzato per compensare diversi tipi di imposte e contributi che l’azienda è tenuta a versare, tra cui l’imposta sul reddito, l’Iva ed i contributi previdenziali. La compensazione sarà possibile fino al 31 Dicembre 2026. Le aziende di trasporto su strada, con sede o stabilimento in Italia, potranno ottenere un contributo fino al 70% dei maggiori costi sostenuti per il carburante acquistato nei quattro mesi compresi tra Marzo e Giugno 2026, purché tali aumenti siano collegati agli effetti della crisi in Medio Oriente. Si tratta di una misura che punta a proteggere la continuità operativa dei servizi di trasporto su strada, fondamentale per le filiere produttive, evitando che il rincaro dei carburanti si traduca in un default finanziario od in una riduzione drastica dei servizi di logistica.

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THE EESC AND THE STRATEGY FOR THE DEVELOPMENT OF SMALL MODULAR REACTORS 

Pursuant to Article 194 of the Treaty on the Functioning of the European Union (TFEU), which enshrines the Member States’ sovereignty over their energy mix, and the Regulation on the net-zero emissions industry (2024), nuclear energy is not only recognised as a strategic net-zero technology, but is also essential for achieving some of the Member States’ decarbonisation targets and could, furthermore, contribute significantly to a massive and rapid phase-out of fossil fuels in the European Union. For this reason, the Opinion TEN/884, adopted by the European Economic and Social Committee (EESC) at its last Plenary Session before the summer recess and concerning the “Strategy for the development and deployment of small modular reactors in Europe”, is of particular importance. Small Modular Reactors (SMRs) are low-power nuclear power stations (up to 300 MW per unit), built using factory-mass-produced components to save time and money, and designed to be transported and assembled on site. During the debate at the Committee, it became clear that Europe needs small modular reactors as a viable alternative for generating energy at competitive prices. The EESC also noted that the various technologies relating to small modular reactors require different fuel cycles. Consequently, decisions regarding reactor technologies should be accompanied by a corresponding assessment of the requirements relating to the manufacture, transport, storage and recycling of fuel, as well as waste management. According to Councillor Ulgiati «as we need to address the vulnerabilities of the Old Continent and support European industry, it is important that the value chain for small modular reactors ensures the necessary security of electricity supply, whilst promoting not only the creation of skilled jobs in Europe but also the reskilling of workers in the fossil fuel sectors, for a just transition that can offer opportunities in industrial, economic and environmental terms».

EU: ITALIAN PLAN TO TACKLE HIGH FUEL PRICES APPROVED 

A few days ago, the European Commission officially gave the green light to €300 million in state aid allocated by the Meloni Government to counter the rise in fuel costs for road haulage companies, triggered by tensions in the Strait of Hormuz. The measure falls within the temporary framework for state aid introduced by the European Union to address the economic consequences of the Middle East crisis (METSAF), which was approved by the European Commission on the 29th of April 2026. The decision from Brussels follows an analysis of data relating to the crisis in the Middle East, which caused significant volatility in diesel prices across Italy during the spring of 2026. The aim of the measure is to alleviate the burden of rising fuel prices on companies in the road haulage sector. According to data analysed by the Commission, the cost of diesel in Italy has risen sharply compared with February 2026: +16.9 per cent in March, +23.3 per cent in April and +18 per cent in May. The support will take the form of a tax credit. This is a mechanism that allows eligible companies to use the amount granted by the State to reduce their tax liability. Specifically, the credit may be used to offset various types of taxes and social security contributions that the company is required to pay, including income tax, VAT and social security contributions. Compensation will be available until 31 December 2026. Road haulage companies with their registered office or place of business in Italy will be eligible for a grant of up to 70 per cent of the additional costs incurred for fuel purchased during the four-month period from March to June 2026, provided that these increases are linked to the effects of the crisis in the Middle East. This measure aims to safeguard the operational continuity of road transport services, which are vital to supply chains, by preventing rising fuel prices from leading to financial default or a drastic reduction in logistics services.

UGL NEWS dall'EUROPA n. 184 del 31 Luglio 2026
EN - UGL NEWS from EUROPE n. 184 - 31st of July 2026

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