Dal successo internazionale della serie Inganno nasce Vipere, il primo romanzo di Pappi Corsicato: una storia di desiderio, potere e manipolazione
Regista, sceneggiatore, autore di documentari d'arte: Pappi Corsicato ha sempre raccontato storie attraverso lo schermo. Napoletano, formatosi a New York tra danza e recitazione e influenzato nel suo percorso artistico da Pedro Almodóvar, ha diretto film che hanno lasciato un segno nel cinema italiano contemporaneo, da Libera (1993) a Perfetta illusione (2022), passando attraverso tanti documentari dedicati a grandi protagonisti dell'arte contemporanea.
Il suo cinema si è sempre mosso lungo un doppio binario: da un lato una vena visionaria e barocca, debitrice della sensibilità pittorica e teatrale che ha coltivato anche nei documentari sull'arte contemporanea; dall'altro un gusto per personaggi fuori dagli schemi, spesso donne forti alle prese con desiderio, giudizio sociale e trasgressione. Un cinema che mescola ironia e dramma, e che non ha mai avuto paura di raccontare relazioni scomode o scandalose, viste da un'angolazione che invita più alla comprensione che alla condanna.
In televisione ha diretto la serie Rai Vivi e lascia vivere, ma è stata la miniserie Netflix Inganno a proiettarlo su una scala internazionale, conquistando pubblico e attenzione ben oltre i confini italiani.
Proprio da quell'esperienza globale nasce oggi Vipere, il suo esordio narrativo. Nel passare dalla macchina da presa alla pagina scritta, Corsicato non ha però abbandonato il suo linguaggio: Vipere nasce, infatti, da un intreccio di personaggi, dialoghi serrati e colpi di scena, costruito con lo stesso istinto narrativo che guida i suoi film.
Come è nato Vipere? La parola a Pappi Corsicato
Mai, in un milione di anni, avrei pensato di scrivere un romanzo. Faccio il regista: il mio mestiere è raccontare storie attraverso immagini, attori e dialoghi. Eppure, proprio da una storia, è nato questo libro.
L’idea è arrivata dopo l’inaspettato successo internazionale di Inganno, la serie che ho diretto per Netflix. Più del successo mi ha colpito ciò che è successo dopo: ho ricevuto messaggi da donne di tutto il mondo, dalla Svezia alla Nigeria, dagli Stati Uniti al Sud America, che si erano riconosciute nella protagonista. Pensavo che il tema di una donna matura innamorata di un uomo più giovane fosse ormai sdoganato. Invece ho scoperto che parlava ancora a moltissime persone, al di là delle culture e delle latitudini.
Ho capito che il vero tema non era la differenza d’età, ma tutto quello che le ruota intorno: il desiderio, la libertà di scegliere chi amare, il giudizio degli altri, le regole scritte e quelle non scritte che condizionano le nostre relazioni.
Da quella riflessione è nato Vipere. Non è il seguito di Inganno, ma una storia nuova, più ironica, più rocambolesca, con una vena di thriller e un protagonista invisibile: la manipolazione. È una parola che usiamo spesso per descrivere gli altri e molto raramente noi stessi. Eppure tutti, nelle relazioni, influenziamo e veniamo influenzati. Succede in amore, in famiglia, sul lavoro, tra amici. Mi interessava raccontare proprio quel confine sottile in cui il desiderio di essere amati, capiti o accettati può trasformarsi in un gioco di potere.
Il titolo nasce da qui. Perché le vipere non sono sempre gli altri. A volte, senza accorgercene, possiamo esserlo anche noi. L’ho scritto con il linguaggio che conosco meglio: quello del cinema.
Un romanzo costruito attraverso personaggi, dialoghi e colpi di scena, ma con lo spazio che solo la pagina può dare ai pensieri, alle emozioni e alle contraddizioni umane.
Pappi Corsicato