Sono stati pubblicati dal Centro Studi Confindustria i risultati di sintesi relativi all’indagine sul mercato del lavoro anno 2026 (cui hanno partecipato 3.751 aziende, di tutti i settori, che impiegano 795.874 lavoratori). La rilevazione, svolta tra febbraio e aprile 2026, fornisce informazioni per il 2025 e inizio 2026 su struttura dell’occupazione e politiche aziendali di gestione del lavoro nelle aziende associate.
L’edizione di quest’anno conferma gli approfondimenti dedicati al lavoro agile, alle difficoltà di reperimento delle competenze e all’adozione dell’intelligenza artificiale. Introduce inoltre specifici focus sulle politiche aziendali rivolte ai lavoratori under-30 e over-60 e sulle modalità, gli strumenti e l’intensità economica del welfare aziendale.
ABSTRACT
Tra fine 2024 e fine 2025, l’occupazione dipendente nelle imprese associate è aumentata dell’1,8%, dopo il +2,4% registrato nella precedente edizione. La crescita è stata più sostenuta nei servizi (+3,0%) e nelle costruzioni (+4,8%), ma è rimasta positiva anche nell’industria in senso stretto (+0,9%), nonostante la debolezza dell’attività manifatturiera.
I lavoratori under-30 rappresentano il 15,6% degli occupati, mentre gli over-60 costituiscono il 9,9%. L’81,2% delle imprese adotta almeno un intervento per attrarre, inserire o trattenere i giovani e il 77,1% mette in campo azioni per la gestione dei lavoratori più anziani. Il mentoring e l’affiancamento intergenerazionale assumono un ruolo centrale per entrambe le fasce di età.
Nel 2025 il tasso di assenteismo si è attestato al 6,7% delle ore lavorabili, sostanzialmente stabile rispetto al 6,6% rilevato nell’anno precedente. L’incidenza è più elevata nei servizi e nelle imprese di maggiori dimensioni. Il tasso raggiunge l’8,3% tra le donne, contro il 5,9% tra gli uomini: la differenza è spiegata in larga parte dal maggiore ricorso ai congedi parentali.
Nei primi mesi del 2026, il 29,3% delle imprese associate applica un contratto aziendale. La diffusione cresce sensibilmente con la dimensione aziendale, passando dal 17,6% nelle imprese fino a 15 dipendenti al 68,9% in quelle con almeno 100 addetti. I contratti aziendali interessano complessivamente il 64,7% dei lavoratori del campione.
Le iniziative di welfare sono presenti nel 67,8% delle aziende associate, con una diffusione particolarmente elevata nell’industria e nelle realtà di maggiori dimensioni. I benefit più frequenti risultano essere il buono pasto (messo a disposizione dal 48,0% delle imprese con welfare, per un valore medio annuo di circa 1.600 euro) e il carrello della spesa/buoni carburante (47,5%).
Autori: Labartino Giovanna (Centro Studi Confindustria), Mazzolari Francesca (4.Manager), Morleo Giovanni (Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano Confindustria).